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Redazione

10 settembre 2010

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Nella sua costante, e a volte persino un po’ stucchevole, ricerca della perfezione estetica, il Barcellona che affronta la stagione post-Mondiale punta a tutti gli obbiettivi con una delle squadre più basse che si ricordino a memoria d’uomo. Emigrati Márquez, Henry, Yaya Touré, Ibrahimovic e restituito al mittente il deludentissimo Chigrinsky (cinque dei pochi sopra il metro e ottanta), il Pep-team dovrà sempre più compensare con la tecnica individuale e il palleggio quello che ha perso in fatto di centimetri. Una scelta rischiosa, ora che sulla panchina del Real c’è l’unico uomo capace di disattivare il tiquitaca e che molti, seguendo il suo esempio, troveranno il modo di decifrarne e disinnescarne i trucchi. Il mercato ha regalato il botto iniziale di David Vi

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