L'ultima partita di Pete Sampras

Battere Agassi, vincere gli US Open e non giocare mai più: perché il finale di Pistol Pete resta uno dei più belli nella storia del tennis

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L'ultima partita di Pete Sampras

Luciano de Gregorio/EdipressLuciano de Gregorio/Edipress

Pubblicato il 12 agosto 2026, 16:14

Esiste un modo perfetto per ritirarsi? Tutti gli appassionati si sono posti almeno una volta questa domanda guardando le ultime stagioni di Rafael Nadal, Roger Federer e Novak Djokovic o dei loro beniamini: esiste veramente il momento migliore per salutare il circuito ed appendere la racchetta al chiodo? Ogni tennista ha la propria strada ed ogni addio ha la sua epicità, ma senza dubbio l’uscita di scena più iconica è quella di Pete Sampras. Il tennista americano è stato il volto principale del tennis negli anni ’90 e nelle prime stagioni del nuovo millennio, conquistando in totale 14 titoli del Grande Slam ed occupando per 286 settimane, di cui 106 consecutive, la prima posizione del ranking ATP. Lo statunitense ha segnato un’epoca di questo sport grazie anche alla rivalità con Andre Agassi, avversario di tante battaglie memorabili tra cui il primo e l’ultimo successo Slam di Sampras. L’americano, da molti soprannominato ‘Pistol Pete’, ha conquistato il circuito grazie al proprio tennis potente ed il proprio stile aggressivo diventato iconico grazie alla potenza del dritto e alla peculiarità del proprio smash eseguito in salto a piedi uniti. Un tennis che però non si è mai sposato bene con la terra rossa, il vero tallone d’Achille del fuoriclasse americano: Sampras non ha mai brillato sull’argilla, come dimostrano i risultati al Roland Garros. Lo Slam parigino è l’unico major che manca nel palmares dell’americano, che non è mai andato oltre la semifinale, traguardo raggiunto nel 1996. Nel giorno del suo cinquantacinquesimo compleanno ripercorriamo la carriera di Pistol Pete e l’epilogo da sogno. 

 

 

 

 

Pete Sampras, Wimbledon e gli anni da numero uno

Tutto è iniziato a Flushing Meadows contro Andre Agassi e tutto è terminato proprio agli US Open contro il rivale di sempre. Nel 1990, a 19 anni e 28 giorni, Sampras ha battuto Agassi in 3 set nella finale degli US Open, conquistando il primo titolo Slam della carriera e diventando il più giovane vincitore del Major americano. Il successo di Flushing Meadows è stato il preludio della carriera dello statunitense, che però è sbocciata definitivamente più avanti: nel 1991 l’americano trionfa alle Finals, nel 1993 conquista il primo Wimbledon della carriera e la prima posizione del ranking ATP. I prati dell’All England Club sono stati il teatro principale dei trionfi dell’americano, che ha vinto sette titoli in otto edizioni tra il 93 ed il 2000. Wimbledon è il giardino di casa di Pistol Pete, che sull’erba ha sempre ricavato il massimo dal proprio tennis essendo a tratti ingiocabile. I prati dell’All England Club giocano un ruolo importante nella carriera di Sampras, che nel 2001 è stato protagonista di un passaggio di consegne con Roger Federer: dopo quattro trionfi consecutivi, l’americano alza bandiera bianca al promettente elvetico che poi negli anni a venire gli contenderà il titolo di Re dei Championship. 

 

 

US Open 2002: l’ultima partita di Pete Sampras

Il finale della carriera di Sampras è degno dei migliori film: nel 2002 l’americano è stato protagonista di una cavalcata incredibile agli US Open, culminata con la vittoria del titolo contro Andre Agassi. Così si è conclusa la carriera di una leggenda: contro il rivale di una vita, nello Slam di casa vincendo il titolo come quando tutto ebbe inizio 12 anni prima. Ed è forse proprio questa la scelta più coraggiosa della carriera di Pistol Pete, riuscito a dire basta poco dopo aver toccato il cielo con un dito. 

 

 

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