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Australian Open, Sinner in finale© Getty Images

Australian Open, Sinner in finale

Battendo Djokovic il trascinatore di Coppa Davis è diventato il primo italiano in finale a Melbourne, prima finale Slam in carriera. Dove troverà Medvedev...

Stefano Olivari

26 gennaio

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La prima finale di Jannik Sinner in un torneo dello Slam è arrivata dopo una partita fantastica in cui ha letteralmente dominato Novak Djokovic, rimasto in partita grazie ad un terzo set di pura voglia e mestiere ma per il resto inferiore in tutto all’altoatesino che lo aveva sconfitto nel loro predecente incontro, in Coppa Davis. Sinner diventa così il primo tennista italiano di sesso maschile ad andare in finale a Melbourne, oltre che il primo a farlo in uno Slam sul cemento, considerando anche gli US Open. Ed anche il più giovane, questa volta prendendo in considerazione il mondo dal 2008, quando alla finale si qualificò proprio un ventenne Djokovic. Ultima pillola: era dal 2006 (!) che una finale degli Australian Open si giocava con in campo almeno uno fra Federer, Nadal e Djokovic. 

Impressionante, così come il modo in cui Alexander Zverev sopra di due set ha buttato via l'ennesima grande occasione della carriera: avversario di Sinner in finale, nella domenica mattina italiana, sarà quindi Daniil Medvedev, che una volta Sinner soffriva ma che adesso affronta alla pari: il bilancio di 3 vittorie e 6 sconfitte va letto, perché le 3 vittorie di Sinner si sono verificate negli ultimi tre match, a Pechino, Vienna e nella semifinale delle ATP Finals di Torino. Il russo numero 3 del mondo non sta giocando il suo miglior tennis e la semifinale è stata la terza partita del torneo portata a casa al quinto set, ma è un combattente ed è sulla sua superficie preferita, senza contare che le sue scelte tattiche sono spesso illeggibili. 

I confronti storici comunque scompaiono di fronte ad un 6-1 6-2 6-7 6-3 imprevedibile nelle sue proporzioni, ma che onestamente va anche spiegato con una delle peggiori prestazioni di Djokovic nelle fasi finali di un grande torneo: il numero 1 del mondo, che tale rimarrà anche da lunedì, non ha avuto nemmeno una palla break in quattro set e con questo sarebbe già detto tutto, senza mettersi ad elencare i tanti errori forzati dalla scarsa ispirazione ma soprattutto dalla differenza di ritmo, visto che la velocità media dei colpi a rimbalzo di Sinner è stata di circa il 20% superiore alla sua. Difficili le spiegazioni tattiche visto che i due si conoscono perfettamente non soltanto per essersi affrontati 6 volte (3-3 adesso il bilancio, con Sinner che però ha vinto 3 delle ultime 4) ma anche per i tanti allenamenti condivisi nella Monte Carlo dove entrambi risiedono: semplicemente Sinner rispondeva sempre bene e Djokovic molto meno. Certo Sinner, verrebbe da dire il nuovo Sinner se non fosse che già da quasi un anno gioca così, nei suoi turni di battuta pur non facendo troppi ace ottiene molti punti facili e raramente sta ad aspettare.

Finora ha condotto il torneo con la sicurezza dei grandissimi e non deve ingannare il fatto che sia arrivato alla semifinale senza perdere un set perché negli ottavi e in semifinale ha incontrato ottime versioni di Khachanov (numero 15 ATP, nel 2023 semifinalista) e Rublev (numero 5). E Djokovic rimane comunque, a 36 anni, il fenomeno dei 24 Slam che nel 2023, non nel 2013, ne ha vinti 3 su 4. I suoi Australian Open, l’unico Slam in cui il pubblico è in maggioranza dalla sua parte, rimarranno 10. Nessuno gli si avvicinerà mai, però Sinner può vincerne uno e forse più di uno, considerando il fatto che psicologicamente non soffra più Medvedev e non abbia mai sofferto Alcaraz, pensando in prospettiva. Ma lo diciamo sottovoce, visto che lo Slam italiano in singolare manca dal 1976 di Panatta.

Nell’era Open non tanto meglio sono andate le cose nel doppio, sempre parlando di uomini, visto che l’unico successo Slam è stato quello di Simone Bolelli e Fabio Fognini proprio in Australia, nel 2015. Per questo è importantissima anche la finale raggiunta dallo stesso Bolelli e da Andrea Vavassori, che se la giocheranno contro i favoriti Bopanna ed Ebden. Specialità svalutata, da decenni disertata dai migliori (che anche quando si improvvisano doppisti, come si è visto con Sinner in Coppa Davis, fanno quasi sempre bene), ma che ancora esiste e permette di togliersi a qualche soddisfazione a giocatori dalla buona mano. 

stefano@indiscreto.net

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