Tennis

Cosa dice Lorenzi numero uno del tennis italiano

La settimana prossima Paolo Lorenzi dovrebbe raggiungere la posizione numero 40 nel ranking ATP e di sicuro superare Fabio Fognini che perderà i punti conquistati ad Amburgo l'anno scorso: avrebbe avuto bisogno di un exploit a Toronto, Fognini, ma dopo la Davis e la vittoria a Umago, in un torneo del circuito maggiore ma ai confini del Challenger, sembra in buona forma e pronto a riprendersi il platonico titolo di miglior tennista italiano. Questo non toglie che Lorenzi abbia compiuto una grandissima impresa, non soltanto perché l'ha compiuta a quasi 35 anni (compleanno a dicembre), ma perché la sua storia è stata fino ai 30 segnata quasi soltanto dalla partecipazione a tornei minori. E quindi questa sorta di premio alla carriera, dopo il primo torneo ATP vinto (a Kitzbuhel), se lo merita tutto. Non è però offensivo dire che queste osservazioni per così dire storiche sono, calate nell'attualità, una brutta notizia per il tennis italiano. Che fra i primi 100 ha Lorenzi, il 29enne Fognini che viene sempre giudicato con il metro del 'giovane' e il 32enne Seppi che dà sempre il massimo ma appare più logoro di Lorenzi. Discorsi già fatti tante volte, inutile ogni settimana ripeterli: basta andare sul sito dell'ATP e vedere che il primo italiano sotto i 21 anni, Stefano Napolitano, è alla posizione numero 256.  Non è offensivo nemmeno dire che oltre le prime trenta posizioni del ranking le classifiche sono spesso falsate dai tornei a cui si partecipa: può essere più produttivo fare strada nei Challenger, il terreno di caccia di Lorenzi e di tanti altri, che disputare le qualificazioni in un Masters 1000 sperando di fare il vero salto di qualità. Esempio concreto: il cut-off (cioè la classifica necessaria per entrare in tabellone, senza passare da qualificazioni o wild card) di Toronto era 43 e quando è stata comunicata la entry list, a metà giugno, Lorenzi ne era fuori. Ma è vero che con così tante rinunce Lorenzi, che era il quinto dei teorici esclusi, avrebbe potuto tranquillamente esserci visto che è entrata direttamente gente che era oltre la posizione numero 100. Però questa settimana ha giocato il Challenger di Biella, che con tutto il rispetto c'entra poco con il suo nuovo status, perdendo negli ottavi dal numero 177, il brasiliano Souza. Va detto che adesso, avendo la classifica per entrare sempre nei tornei che contano, Lorenzi potrà programmarsi in maniera diversa. Anche se più del 70% delle partite giocate in carriera le ha giocate su terra battuta e quindi non potrà cambiare caratteristiche solo perché quasi tutti i grandi tornei si giocano su superfici veloci... E quindi? Complimenti a Lorenzi, per la serietà e la determinazione con cui è riuscito ad emergere, ma il tennis italiano anche al maschile è messo sempre peggio. twitter @StefanoOlivari