Tennis

Wimbledon, la pressione su Djokovic

Finalmente inizia Wimbledon, il torneo più importante del mondo, l'unico il cui prestigio mai è stato messo in discussione nemmeno negli anni in cui i migliori giocatori del pianeta erano esclusi dai grandi tornei per il reato di 'professionismo' (i giovani rideranno, ma fino al 1968 è andata proprio così). Analizzando i tabelloni maschile e femminile e pensando a ciò che si è visto nelle ultime tre settimane su erba, utilissime rispetto alle due del passato per staccare rispetto alla stagione su terra, qualche previsione si può anche azzardare. Nella parte alta del tabellone maschile lo strafavorito è ovviamente Novak Djokovic, che ha la strada spianata fino ai quarti di finale dove dovrebbe trovare un Raonic più motivato che mai e anche più 'mediatizzato' grazie alla consulenza di John McEnroe. Di puro servizio il canadese, che al secondo turno dovrebbe vedersela con Seppi, può rimanere a galla anche contro Djokovic, che comunque quasi certamente vedremo in una semifinale dove il sogno di tutti è che ci sia contro di lui Roger Federer. Nessuno crede realmente che a 35 anni lo svizzero possa battere un Djokovic lanciato verso il Grande Slam e poi andarsi a prendere l'ottavo Wimbledon in carriera. Noi crediamo che sarà improbabile anche che ci arrivi, in semifinale. I primi turni non sono impossibili, servendo bene non dovrebbe essere un'impresa battere Dolgopolov negli ottavi, ma nei quarti sia Nishikori che Cilic possono battere il Federer di oggi e regalare così a Djokovic una semifinale con meno tensioni e implicazioni psicologiche. Il quarto di tabellone più interessante è secondo noi quello di Stan Wawrinka, che nel bene e nel male può tutto ma che mai nell'unico Slam rimasto su erba (fino al 1974 erano tre su quattro) è andato oltre i quarti di finale. Il tabellone dello svizzero ha qualche insidia, ma se non si batte da solo ai quarti arriverà anche quest'anno. Dove certamente si troverebbe di fronte uno fra Berdych, cioè un suo ex collega (generazione Fab Four, ma quasi sempre battuti dai Fab Four... solo che Wawwrinka il salto di qualità l'ha fatto), Zverev e Thiem. Brexit o non Brexit, tutta la Gran Bretagna si aspetta che lo scozzese Andy Murray arrivi sparato in finale, con il ritorno al suo angolo di Lendl. Certo che l'ottavo con Kyrgios fa paura, mentre il teorico quarto con Gasquet è più gestibile. In sintesi, soltanto la pressione può interrompere il cammino di Djokovic verso il Grande Slam. Se fra gli uomini la finale già scritta può saltare per 'colpa' di Murray, fra le donne sembra impossibile assistere ad un epilogo diverso da Williams-Muguruza. Il tabellone di Serena non è facilissimo, in particolare al terzo turno quando dovrebbe incrociare la Mladenovic, ma non vediamo altri grandi ostacoli (per lei) fino alla finale, con tutto il rispetto per la molto teorica Roberta Vinci (testa di serie numero 6, ma con un tabellone durissimo) nei quarti e per la altrettanto teorica Radwanska in semifinale, che dalla sua parte più che una Bencic involuta ha la mina vagante Kvitova. Nella parte bassa del tabellone qualche insidia per la Muguruza, fin dal primo turno contro una Giorgi che dopo la rottura con la FIT ha combinato ben poco. Negli ottavi avrebbe la Stosur, nei quarti Venus Williams: sarà dura, ma in questo momento la spagnola campionessa del Roland Garros può triturarle tutte. In semifinale dovrebbe trovare la Halep, che nel suo quarto avrebbe la Kerber ma che prima non avrà vita facile contro una Keys che ha probabilmente il miglior servizio del mondo al femminile, in un tabellone che comunque ha rapporti di forza molto precisi. Abbiamo lasciato in fondo il discorso sulle prospettive per gli italiani perché non c'è molto da dire: l'unico che ha qualche realistica possibilità di arrivare alla seconda settimana, quindi agli ottavi di finale, è come detto la Vinci. Per farlo dovrà comunque battere la tostissima Riske, il gran servizio di Krystina Pliskova, la potenza di Coco Vandeweghe. E negli ottavi, prima della teorica sfida con la Muguruza, avrebbe un'altra partita difficilissima, contro la Bacszinszki. Il suo tennis classico si adatta benissimo all'erba, ma a Wimbledon mai è andata oltre gli ottavi: nell'ultimo anno (forse) di carriera potrebbe farsi una grande regalo.