Tennis

Roberta Vinci e il premio alla carriera

La prossima settimana Roberta Vinci entrerà per la prima volta nelle top ten della classifica WTA, a 33 anni di età compiuti proprio oggi. Un premio alla carriera inferiore come importanza alla finale degli ultimi US Open con la Pennetta, dopo l'impresa della vita con Serena Williams in semifinale, forse anche ai cinque tornei dello Slam vinti in doppio con l'ex amica Errani e alle quattro Fed Cup. Ma di sicuro un traguardo pazzesco per una donna che gioca un tennis da cui è impossibile staccare gli occhi, al contrario di quanto avviene per giocatrici e giocatori anche più forti di lei. Questo traguardo, da celebrare per la classe della Vinci e non per nazionalismo, impone però una riflessione sul tennis femminile oggi. Dove alle spalle di Serena, al netto delle sue cadute estemporanee (anche in Australia con la Kerber), esiste una elìte abbastanza ampia di giocatrici in grado di mettere a segno un grande colpo in un torneo importante ma non campionesse indiscutibili in grandi di dare fastidio strutturalmente alla numero uno. Un po' la situazione che si sta creando fra i maschi dietro a Djokovic, con la differenza che fino a poco tempo fa Federer, Murray e Nadal con Djokovic facevano partita pari mentre dopo il ritiro di Henin e Clijsters nessuna ha mai avuto lo status per fare partita pari contro Serena. Nemmeno chi l'ha, in maniera estemporanea, battuta. C'è poi da fare anche un discorso italiano. Tutte le quattro moschettiere hanno avuto i loro giorni di gloria, oltre a un rendimento medio molto alto: la Schiavone ha vinto al Roland Garros e un'altra volta è arrivata in finale, la Pennetta ha vinto agli US Open, la Errani è stata in finale a Parigi e la Vinci a New York. Di questa razza è anche Camila Giorgi, adesso 25enne: ha la personalità, forse anche l'incoscienza, per sfruttare prima o poi un buco nel tabellone di un torneo dello Slam. Il problema è che dietro alla Giorgi non c'è letteralmente niente, nemmeno in prospettiva. La Knapp, numero 63 del ranking, ha quasi 29 anni e limiti ben precisi. Poi per trovare un nome diverso da quelli che sentiamo da oltre quindici anni bisogna scendere fino alla numero 254, Martina Caregaro, che comunque ha 24 anni. Giovani in senso stretto, cioè poco più che maggiorenni, sono Bianca Turati e Jessica Pieri, ma qui siamo già in zona 500. Il che significa non poter fare nemmeno le qualificazioni di torneini. Conclusione? Godiamoci il meraviglioso tennis di Roberta Vinci. Twitter @StefanoOlivari