Pugilato

Un'altra notte per Fragomeni

Giacobbe Fragomeni vuole concedersi un ultimo urrah, nelle sue intenzioni in realtà penultimo, sabato prossimo contro l'ucraino Vitaly Nevesely. Nella settima edizione della Night of Kick and Punch 7, incentrata non soltanto sulla boxe classica ma anche su altre arti marziali, la vedette sarà infatti il quarantottenne massimo leggero milanese, del quartiere Stadera. Ormai personaggio trasversale, conosciutissimo dal grande pubblico (anche per via, diciamolo, dell'Isola dei Famosi), Fragomeni non ha mai smesso di sentirsi un pugile. E poi nella boxe l'età è un concetto relativo, soprattutto nelle categorie più 'pesanti' e per atleti, come appunto Fragomeni, che alla boxe vera sono arrivati relativamente tardi. Fragomeni non combatte dallo scorso 14 gennaio, vittoria prima del limite contro Tamas Polster, ed arriva da due mesi di allenamenti durissimi a Torre Annunziata, con il maestro Biagio Zurlo. Stando al record (13 vittorie e 2 sconfitte) il suo avversario sarà tutt'altro che una comparsa, come si è visto anche a marzo nel match perso con Aurino, ma in ogni caso Fragomeni si sente in grande forma ("Mi sono allenato come per un Mondiale") e sogna un'uscita di scena in ottobre, in un match con un avversario dal grande nome o per lo meno con un incontro per il titolo europeo. L'ex campione del mondo dei massimi leggeri WBC (record di 34 vittorie, 5 sconfitte e 2 pareggi) avrà comunque dalla sua il pubblico, in un contesto milanese dove l'interesse per la boxe dal vivo sta rinascendo anche se gli spettacoli che vediamo in Inghilterra e Germania sono lontani. Al Teatro Nuovo (1.100 posti) di Milano, nella riunione organizzata da Angelo Valente, ci sarà anche un altro incontro di boxe, fra Daniele Scardina e l'ucraino Andriy Velykovskiy (9-1: nemmeno lui vittima designata, anzi) sulle 6 riprese. Scardina, venticinquenne di Rozzano, ha avuto il coraggio di mettersi in gioco: si allena a Miami nella storica 5th Street Gym (la palestra dei fratelli Dundee, dove si allenava spesso anche Muhammad Ali), seguito dal fratello, ed ha finora vinto tutti i 10 match disputati da supermedio, 2 soli dei quali in Italia. Per quanto riguarda la kickboxing grande attesa per l'incontro del peso piuma Luca Cecchetti, che sfiderà lo spagnolo Tito Macias per il titolo mondiale WAKO-PRO, ora vacante. Cecchetti è un professionista al 100%, anche se ovviamente la realtà italiana ha i suoi limiti, e alterna i combattimenti all'insegnamento. Cecchetti e Macias (campione d'Europa in carica) combatteranno sui 5 round (3 minuti l'uno) con le regole K-1: pugni, calci e ginocchiate. Cecchetti, così come Fragomeni, fa parte del team SAP Fighting Style, in cui l'anno scorso è entrato come socio l'avvocato Michele Briamonte: una ventina di atleti finanziati, un budget sul mezzo milione l'anno, sponsorizzazioni (la SAP è un'azienda torinese di abbigliamento sportivo) e iniziativa privata in un paese in cui è quasi (togliamo il quasi) più conveniente fare il finto dilettante di Stato che il vero professionista. Il salto di qualità per tutti i pugili sarebbe ovviamente l'America. Un'America che hanno già assaggiato Scardina e (parliamo di K-1) la novarese Jleana Valentino, in arte Nikita, che sfiderà sulle 3 riprese la francese Cindy Sylvestre sulla distanza delle 3 riprese. Fra poche settimane la Valentino sarà chiamata ad un'impresa contro la fortissima giapponese Rena Kubota, in Giappone. Nel primo match contro la Kubota, numero 1 del mondo, un anno e mezzo fa a Saitama, Nikita ha perso ma ha impressionato (guardare per credere, c'è tutto su You Tube). Adesso ci riprova e al Nuovo verificherà il suo stato di forma. In un mondo sempre più artificiale e finto c'è ancora qualcuno che fa sul serio.