Atletica

La maratona più difficile di Baldini

Provate a immaginare Azeglio Vicini che torna ad allenare la nazionale di calcio o Sandro Gamba quella di pallacanestro, 25 anni dopo la chiusura della loro storia in azzurro. Ecco, con Elio Locatelli è successo più o meno qualcosa del genere e la cosa straordinaria è che nel di solito litigioso piccolo mondo dell'atletica la nomina di Locatelli, ad affiancare (ma di fatto sopra) Stefano Baldini è stata presa bene da quasi tutti. Il vincitore della maratona olimpica di Atene 2004 è stato ritenuto evidentemente inesperto, pur avendo 45 anni e quattro stagioni da responsabile delle nazionali giovanili alle spalle, così gli sono stati affidati gli Under 23 e alcuni imprecisati Over 23 con possibilità di crescita, vale a dire gli eterni giovani con stipendio statale che fra uno stage all'estero e l'altro (poi Van Niekerk si allena in Italia, ma non stiamo a guardare il capello) improvvisamente compiono 30 anni. Gli atleti top, quei pochi (venti, ad essere larghi), saranno invece guidati da Locatelli, 73 anni e una indubbia fama internazionale avendo ricoperto vari incarichi anche per la IAAF. Chi coordinerà chi è ancora un mistero, ma il problema più importante è lo spreco delle risorse pur potendo contare sugli stipendifici militari che già da soli dovrebbero metterci davanti a tutti in Europa nelle specialità con meno 'mercato'. Di sicuro dare pieni poteri a Baldini sarebbe stato un segnale di cambiamento concreto, ma per ragioni nemmeno troppo misteriose in quasi tutte le federazioni il grande ex atleta può arrivare fino a un certo livello ed essere usato come biglietto da visita dei dirigenti-dirigenti, ma quando si tratta di mettergli in mano il potere vero gli schemi cambiano. Questo non toglie che Locatelli possa avere adeguate al momento: da sempre teorizzatore della centralizzazione, potrebbe limitare il fenomeno della dispersione dei talenti anche se molti, a partire da Tamberi, sono diventati forti proprio rimanendo nel loro ambiente.