Atletica

Filippo Tortu e la sua finale europea

Buoni segnali di vita dell'atletica italiana dai campionati Europei di Amsterdam, fra questi uno grandissimo: la finale di Filippo Tortu nella specialità più da copertina dello sport mondiale, cioè i 100 metri. Non siamo impazziti, anche se la fredda statistica dice che il diciottenne brianzolo è arrivato fino alle semifinali dove ha stampato un comunque straordinario 10''19: record italiano juniores e suo primato personale a soli 3 centesimi dal minimo di partecipazione olimpica a Rio. L'oro è andato all'ormai anziano Churandy Martina, olandese di passaporto ma caraibico di nascita e formazione (i primi Giochi olimpici li disputò con la maglia delle Antille Olandesi) e l'argento al turco tarocco Harvey (in realtà giamaicano senza alcuna speranza di correre per la Giamaica), mentre settimo si è classificato l'altro olandese Bockarie che è in tutto e per tutto un prodotto della Sierra Leone. Insomma, Tortu che aveva il decimo tempo fra tutti sarebbe stato da finale tranquilla, se agli Europei partecipassero, come dice la parola stessa, soltanto atleti europei. Però a farlo notare si passa per razzisti, al di là del fatto che quasi nessun paese quanto a naturalizzazioni forzate o, senza mezzi termini, comprate (come definire quella dell'azero Guliyev per la solita Turchia?), può ormai ritenersi pulito: anche l'Italia, purtroppo, sta da mesi facendo una campagna acquisti che non c'entra nulla con i cosiddetti 'nuovi italiani' (che sono italiani a tutti gli effetti) e che rischia di demotivare dirigenti e tecnici che tengono in piedi l'attività di base. Con Tortu possiamo davvero, in prospettiva, sognare anche per i 200, ma i passaporti distribuiti in questo modo rimangono una buffonata. Ha tutto il tempo di rifarsi, ma questo non toglie che questa finale europea gli sia stata rubata. twitter @StefanoOlivari