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Tamberi e l'oro di Rio

Tamberi e l'oro di Rio

Redazione

15 febbraio 2016

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L'atletica italiana è in grande difficoltà, se parliamo di agonismo vero e non di quello fuori tempo massimo (che però fa vendere scarpe e quindi non è da disprezzare), ma qualche gioiello ancora è in grado di esibirlo. Senza fare del trionfalismo anticipato, si può infatti dire che il 2,38 di Gianmarco Tamberi è una misura che ai Giochi di Rio può tranquillamente dare l'oro. E a maggior ragione lo può dare fra un mese ai Mondiali indoor di Portland, visto lo stato di forma del marchigiano figlio d'arte. Il record italiano assoluto, stabilito sabato nel meeting indooor di Hustopece, in Repubblica Ceca, ha infatti dato l'ennesima scossa a una specialità che da noi era rimasta in pratica ferma per 25 anni ma che dal 2013, per merito di Chesani, Fassinotti e Tamberi ha messo l'Italia nell'elìte mondiale, quell'elìte dove sta lottando per rientrare (con buoni segnali di vita) anche Alessia Trost. Da evitare i discorsi su una presunta 'scuola italiana' perché i tre azzurri di punta hanno tre storie molto differenti, da non evitare invece i progetti ambiziosi pur tenendo conto che nel salto in alto la prestazione è condizionata da mille fattori e quindi una pedana diversa fornisce spesso gerarchie diverse. Tamberi in questo inizio di stagione ha saltato 2,38 e dimostrato di valere più di 2,40, Fassinotti ha già saltato 2,35 e Chesani, di fatto appena rientrato dopo un anno perso per infortunio, 2,30. Ai Giochi di Londra Ukhov ha vinto l'oro a 2,38, Kynard l'argento a 2,33 e Drouin il bronzo a 2,29, mentre l'anno scorso ai Mondiali di Pechino Drouin ha vinto l'oro a 2,34. La tensione del grande appuntamento spesso tiene lontani dal personale, ma comunque in tutto il mondo, nel 2015, tenendo conto anche delle garette, soltanto due atleti (Barshim e Zhang) sono stati capaci di saltare 2,38, quindi dal punto di vista del potenziale le speranze azzurre hanno cittadinanza. Non stiamo dicendo che Tamberi sia il grande favorito per l'oro di Rio, ma che l'Italia ha una carta buonissima e due buone da giocarsi per una di quelle medaglie che nella storia dei Giochi e dello sport davvero pesano. In tempi di disfattismo cosmico non è poco. Twitter @StefanoOlivari

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