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Per la Goggia argento da leggenda© LaPresse

Per la Goggia argento da leggenda

A poco più di tre settimane dall'infortunio la bergamasca è arrivata seconda in discesa libera ai Giochi di Pechino. Bronzo per un'altra azzurra, Nadia Delago...

Redazione

15 febbraio

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Sofia Goggia è nella leggenda, con un argento olimpico in discesa libera a tre settimane dal suo grave infortunio a Cortina, a 16 centesimi dall’oro della svizzera Corinne Suter, campionessa mondiale l’anno scorso a Cortina, e davanti ad un’altra strepitosa italiana, Nadia Delago. La Goggia, campionessa olimpica nel 2018, si era fatta male al ginocchio sinistro, con lesione al legamento crociato e microfrattura del perone, ma ci ha sempre creduto. Nell’essere presente a Pechino, che già sembrava un miracolo, mentre la medaglia nelle sue condizioni non sembrava nemmeno da prendere in considerazione.

Invece la bergamasca delle Fiamme Gialle, una che viaggia sempre al limite (motivo della sua grandezza ma anche a volte suo problema), sulla pista Rock di Yangqing è riuscita ad essere una Goggia almeno al 90%. E con la gamba sinistra a posto sarebbe stata certamente d'oro ancora una volta. Elena Curtoni, partita per prima, è stata in testa fino alla discesa con il pettorale numero 10 della Delago, che è andata sotto il suo tempo di 43 centesimi. Con il 13 la Goggia ha per qualche minuto fatto materializzare una magia: tre italiane sul podio olimpico, con lei 41 centesimi meglio della Delago. Va detto che dopo sarebbero dovute partire altre favorite, non solo la Suter, ma anche la Gut-Behrami oro nel SuperG, la Weidle, la Huetter e la Tippler. Ma solo la campionessa del mondo e la Weidle, quarta, sono riuscite a fare meglio delle azzurre, con l’amaro scivolamento della Curtoni verso il quinto posto e il piazzamento dell’altra sorella Delago, Nicol, all’undicesimo.

Per l’Italia le medaglie ai Giochi diventano così 13, con questo doppio piazzamento sul podio olimpico che non è un inedito: argento e bronzo a Sapporo 1972 di Gustav e Roland Thoeni nello slalom, oro e argento di Gros e Gustav Theni a Innsbruck 1976 nello slalom, oro e argento di Polig e Martin ad Albertville 1992 nella combinata, oro e bronzo della Ceccarelli e della Putzer nel SuperG di Salt Lake City 2002. Ma tutto, nel presente, scompare di fronte all'impresa della Goggia, una che fin da da bambina ha vissuto per imprese come questa. Fenomeno.

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