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La dimensione di Sinner© LAPRESSE

La dimensione di Sinner

Il punto su ATP Finals, Peng Shuai, Muguruza e Federer...

Stefano Olivari

19 novembre

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Jannik Sinner ha vinto le sue ATP Finals: più che dominare Hurkacz e perdere al tie-break del terzo set con Medvedev, dopo avere avuto due matchpoint, non poteva fare e non è colpa sua se Berrettini si era fatto male con Zverev lasciandogli il posto. Alle semifinali di Torino andranno Medvedev e Zverev, cioè il numero 2 e 3 del mondo, mentre Sinner è il numero 11 ma già di fatto nei top ten: ma più che la classifica i tennisti guardano la dimensione, lo status, e quelli di Sinner sono ormai altissimi. Le sue prestazioni sono state comunque significative, vittoria contro il polacco che a Miami lo aveva battuto in finale, impedendogli la conquista di Masters 1000 che sarebbe stato clamoroso pur in assenza di Djokovic, e sconfitta di un niente contro il campione che sembra mentalmente più attrezzato per dominare il tennis dopo Djokovic e Nadal, per lo meno sulle superfici veloci che poi sono anche quelle preferite da Sinner.

Il caso Peng Shuai diventa sempre più preoccupante, dopo che una tivù cinese (in lingua inglese, ma ovviamente sotto il controllo del partito comunista e partito unico) ha pubblicato lo screenshot di una mail che la tennista cinese, che aveva rivelato di essere stata stuprata da un politico molto importante, avrebbe mandato alla WTA. In pratica la presunta Peng Shuai si sarebbe rimangiata le accuse, affermando di stare bene e di avere soltanto bisogno di riposo. Insomma, la classica operazione di regime che accresce il timore per la sorte dell’ex numero 1 del mondo nel doppio, ma brava anche in singolare (semifinalista agli US Open 2014). Da parte delle colleghe sta partendo una mobilitazione, ma con una certa lentezza, mentre per fortuna la posizione della WTA sembra più dura. La Cina da un lato fa paura e dall’altro ha un mercato che fa comodo a tutti. Qualcuno si inginocchierà per Peng Shuai?

A proposito di WTA, Garbine Muguruza ha trionfato nelle Finals femminili giocate a Guadalajara, battendo in finale la Kontaveit: in pratica la numero 5 contro la numero 8 del mondo, a conferma del livellamento del tennis femminile che secondo i suoi cultori è un livellamento verso l’alto ma che guardando le caratteristiche delle giocatrici non sembra. Qualunque giocatrice delle prime 40 del mondo, anche Camila Giorgi, non desterebbe sorpresa enorme vincendo uno Slam. Solo la Osaka ha la cilindrata per raccogliere l’eredità di Serena Williams, ma da quasi tre mesi non ci sono più sue tracce tennistiche,

Di sicuro al tennis più della Osaka mancherà Roger Federer, che ha rivelato i programmi per il suo 2022. Nel senso che purtroppo non ci sono programmi, perché il quarantenne fuoriclasse non parteciperà ai prossimi Australian Open e quasi certamente salterà anche Wimbledon, con il Roland Garros mai nemmeno preso in considerazione. Il recupero dopo l’operazione estiva al ginocchio destro ha tempi che l’età e l’usura rendono indefinibili e per la prima volta, parlando di ‘qualità della vita’, Federer è sembrato mentalmente un ex. Difficile immaginare un tennis senza di lui, ma si sono dette le stesso cose per Laver, Borg, eccetera. Ancora più difficile sopportare il prevedibile diluvio di retorica sul suo ritiro, come se fosse normale dominare il tennis ad un'età in cui molti avversari potrebbero essere suoi figli. 

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