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Colbrelli nel 2021 d'oro dell'Italia© AFPS

Colbrelli nel 2021 d'oro dell'Italia

La grande impresa nella Parigi-Roubaix in quasi tutti gli altri anni sarebbe stata la vittoria azzurra più importante. In questa si deve confrontare con Jacobs, Mancini, Berrettini...

Stefano Olivari

4 ottobre

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La meravigliosa impresa di Sonny Colbrelli nella Parigi-Roubaix potrebbe non essere l’ultima del magico 2021 dello sport italiano, che non è ancora finito: cosa potrebbe fare Berrettini alle ATP Finals di Torino? L’enfasi patriottica del presente, dopo ogni successo, va però inquadrata in un discorso più generale e anche per certi versi antipatico: qual è il peso specifico di questi successi? In altre parole, al di là della natura delle competizioni (Olimpiadi, Mondiali, Europei, eccetera), quale delle vittorie o anche dei piazzamenti azzurri rimarrà davvero nella storia? Di seguito una nostra classifica discutibile e per forza di cose parziale, visto che alla fine del 2021 mancano tre mesi.

Medaglia d’oro senza ombra di dubbio a Marcell Jacobs: difficile immaginare una vittoria più prestigiosa e difficile di quella nei 100 metri alle Olimpiadi, con tanto di record europeo a 9"80. Una gara a cui Jacobs si era presentato da outsider, con la finale come obbiettivo realistico ed il podio come sogno. Per trovare un oro europeo nella gara delle gare bisogna risalire a Wells 1980, in un’edizione dei Giochi però resa meno credibile dal boicottaggio degli Stati Uniti e di altri paesi. Quindi si andrebbe al Borzov 1972… Quella di Jacobs impresa sportiva dell'anno anche se non fosse italiano.

Medaglia d’argento all’Europeo vinto dall'Italia di Mancini, non soltanto per il risultato che ovviamente non è un dettaglio ma soprattutto per il clima, come entusiasmo vagamente da Italia ’90, che il commissario tecnico ha saputo creare dentro e intorno alla squadra. Avere unito il tifo degli italiani, che onestamente non è mai stato unito nemmeno con la maglia azzurra di mezzo, vale più di quel Mondiale che a Mancini è sempre sfuggito come giocatore, visto che Vicini non gli diede nemmeno un minuto. Importanti anche le modalità, superando Belgio, Spagna e in finale i padroni di casa dell’Inghilterra. Una escalation da Mondiale ’82, un sogno in vista del Qatar.

Medaglia di bronzo a Matteo Berrettini finalista di Wimbledon, battuto da Djokovic ma arrivato dove nessun tennista italiano si era mai spinto: al massimo la semifinale per Pietrangeli, al massimo i quarti per Panatta. Peso specifico altissimo per il più universale, visto che ad ogni livello si compete con i migliori di quel livello, degli sport e per un campione come Berrettini che ha tutto per vincere uno Slam sul cemento o sull’erba nel dopo Djokovic e forse anche con il serbo ancora in attività.

Quarto posto e medaglia di legno proprio a Colbrelli, che in altri anni sarebbe stata l’impresa italiana dell’anno. Una Roubaix resa drammatica dalla sua inedita collocazione e anche dallo svolgimento, basti pensare alla sfortuna di Moscon. Tutto reso ancora più bello dalla storia di Colbrelli e dal difficile momento del ciclismo italiano, soprattutto a livello di squadre professionistiche. Il nuovo ciclismo globalizzato ha un po’ tagliato fuori quello dei ‘patron’ a trazione italo-belga-francese e non è detto che sia un male, di sicuro in Italia esiste una cultura ed una passione che permette ancora di trovare i Colbrelli.

Quinto posto all’Italia della pallacanestro maschile, non per il piazzamento anche se i quarti alle Olimpiadi sono un ottimo risultato e la sconfitta con la Francia è stata piena di rimpianti. La Nazionale di Sacchetti è andata quasi oltre le proprie possibilità proprio qualificandosi, battendo la Serbia nel torneo preolimpico di Belgrado in un ambiente ostile e con lo stesso Sacchetti sull’orlo dell’esonero. Invece il c.t. ha compiuto un’impresa per certi versi simile a quella di Mancini, ridando entusiasmo ad un ambiente che si stava abituando alle belle e spesso anche alle brutte sconfitte.

Al sesto posto, per non fare troppi torti, cinque ex aequo. La staffetta 4x100 maschile di atletica ai Giochi di Tokyo, anche se la probabile squalifica della Gran Bretagna ci toglierà un po’ il gusto dell’impresa. L’argento olimpico nella staffetta 4x100 stile libero maschile e il bronzo in quella mista, indicatori di una enorme solidità del movimento. L’oro di Tokyo nell’inseguimento a squadre maschile, con Filippo Ganna trascinatore. La vittoria degli azzurri di volley all’Europeo disputato dopo i Giochi, visti gli avversari e le convocazioni di De Giorgi in chiave ricambio generazionale, di peso superiore rispetto a quella delle ragazze. Elenco discutibile, il nostro, mentre non è disciutibile che l’Italia al di là delle vittorie sia competitiva in quasi tutti gli sport. Poi può andare bene o male negli appuntamenti che contano, ma in generale ci siamo. Troppa autoflagellazione, lo diremo anche nei prossimi anni quando non vinceremo così tanto.

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