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Tokyo 2020, la migliore Italia di sempre?© LAPRESSE

Tokyo 2020, la migliore Italia di sempre?

Con il bronzo nella ginnastica ritmica l'Italia ha raggiunto 40 medaglie in totale ed il decimo posto nella classifica generale. Inevitabili, anche se impossibili, i confronti con Los Angeles 1932 e Roma 1960...

Stefano Olivari

17 agosto

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I Giohi di Tokyo 2020 sono terminati, purtroppo, e quindi non restano che i bilanci, sperando che i tre anni che ci separano da Parigi passino presto. Veniamo subito al punto: quella che abbiamo ammirato, trascinata dall'atletica, nelle ultime settimane è la migliore Italia olimpica di sempre? La statistica direbbe di sì: con il bronzo nella ginnastica ritmica gli azzurri sono arrivati a 40 medaglie totali, con cifre tondissime: 10 ori (metà sono appunto della incredibile atletica, che alla viglia sperava e nemmeno tanto soltanto in un bronzo della Palmisano), 10 argenti e 20 bronzi.

A Los Angeles 1932 e Roma 1960 le medaglie furono 36, in Olimpiadi che distribuivano meno medaglie ma anche in un mondo in cui la competizione non era così aperta, per non parlare di una presenza femminile davvero minima. Significativo che a Tokyo 2020 le medaglie siano arrivate in 19 sport differenti (battuto il record di Atene 2004, che era di 17), come del resto è logico in un sistema sportivo basato sui gruppi militari, con le federazioni che così possono scaricare sui ministeri della Difesa e degli Interni (quindi su chi paga le tasse) costi che altrimenti dovrebbero sostenere direttamente. 

A Los Angeles 1932 l'atletica della situazione fu la ginnastica, con 4 ori sui 12 totali (12 anche gli argenti, così come i bronzi), seguita dal ciclismo con 3 e dalla scherma con 2, anche se la vittoria piùà celebrata fu quella di Beccali nei 1500, con un finale ovviamente non visto in diretta da nessuno ma tramandato di generazione in generazione. A quei Giochi l'Italia partecipò con 102 atleti in 10 discipline, con i partecipanti totali che furono 1332 in 14 sport, con 116 gare o tornei a distribuire mnedaglie.

Ben altri numeri a Roma 1960, quando le 36 medaglie furono suddivise in 13 ori, 10 argenti e 13 bronzi. Nell'Olimpiade di casa gli azzurri partecipanti furono 280, in 19 discipline diverse. 5338 gli atleti di tutto il mondo, per 19 sport diversi e 152 gare a distribuire medaglie: l'Italia partecipò quindi a tutti i tornei, anche perché le squadre erano qualificate di diritto. E a Tokyo? L'Italia ha schierato 384 atleti in 28 disciopline, in Giochi che di atleti ne hanno avuti in totale 11.656 in 33 sport, cion 339 eventi a distribuire medaglie. 

Quelli che abbiamo citato sono soltanto numeri e non tengono conto del differente peso specifico delle medaglie. Discorso antipatico, ma doveroso: non si può dire che i 100 metri di Jacobs valgano come una medaglia in sport con pochi praticanti e pochi spettatori, anche se quando lo si fa notare c'è sempre qualcuno che si offende e tira fuori paragioni improponibili. Peso specifico che deve essere valutato in maniera diversa per gli sport di squadra: la pallavolo assegna 3 medaglie, 6 contando entrambi i sessi, ma vincerne qualcuna è infinitamente più difficile che vincerne una nell'atletica o nel nuoto, senza andare su sport minori. 

Detto questo, cosa dicono i freddi numeri? A Los Angeles l'Italia vinse 0,31 medaglie per ogni evento che distribuisse in teoria medaglie. A Roma andò relativamente peggio: 0,23 azzurri a medaghlia per ogni evento da medaglia. E a Tokyo? 0,11, come a dire che il rendimento dell'Italia sportiva del 2020 è stato un terzo rispetto a quella del 1932. In un mondo globalizzato, certo, dove sono andati a medaglia 86 paesi, contro i 27 del 1932 ed i 44 del 1960. Difficile quindi dire di aver visto l'Italia migliore di sempre, basandosi soltanto sulle cifre. 

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