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Tokyo 2020, l'oro di Jacobs e Tamberi© Getty Images

Tokyo 2020, l'oro di Jacobs e Tamberi

Nella giornata più importante nella storia dell'atletica italiana le vittorie nei 100 metri e nel salto in alto vanno a due campioni che negli ultimi anni hanno dovuto superare ostacoli enormi. Per questo l'1 agosto 2021 verrà ricordato per sempre...

Stefano Olivari

1 agosto

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1 agosto 2021: con gli ori olimpici di Marcell Jacobs nei 100 metri e di Gianmarco Tamberi nel salto in alto questa può essere considerata fin da subito la giornata più importante nella storia dell’atletica italiana, per non dire dello sport italiano. Due vittorie strameritate ma certo non annunciate, perché il ventisettenne Jacobs il salto di qualità l’ha fatto quest’anno e il ventionovenne Tamberi dalla notte di Monte Carlo 2016 non aveva più saltato a questi livelli. Una vittoria nella gara da copertina dell’atletica e quindi delle Olimpiadi, che non aveva mai avuto un italiano in finale (nemmeno Berruti e Mennea!), un’altra in una delle gare più spettacolari, che l’oro all’Italia l’aveva dato con Sara Simeoni a Mosca 1980.

Jacobs la sua giornata perfetta l’ha fatta partire dalla semifinale, arrivando terzo dietro al cinese Su Bingtian ed all'americano Baker, ma con un 9”84 da primato europeo, strappato per 2 centesimi a Vicaut e Obikwelu, che gli era valso il ripescaggio per la finale. In terza corsia Jacobs è partito meglio del solito, ha raggiunto Kerley e vinto di rabbia ma senza indurirsi, in un 9”80 che ovviamente è il nuovo record europeo e che soprattutto significa medaglia d’oro olimpica, per un ragazzo che diventa così il successore di Usain Bolt, uomo più veloce del mondo nell’immaginario collettivo, uomo-immagine di Tokyo 2020, tante altre cose che in questo momento nemmeno vengono in mente. Argento all'americano Kerley, quattrocentista versatile, in 9”84, bronzo in 9”89 al deluso canadese De Grasse. Da menzionare anche Filippo Tortu, che in semifinale ha corso in 10”16 ed è stato eliminato dando però il suo massimo in questo momento.

L’altro enorme oro dell’atletica italiana era arrivato pochi minuti prima, quando Tamberi e Barshim, dopo aver fallito i tre tentativi a 2,39 erano in testa a pari merito avendo sempre superato le misure al primo tentativo. Avrebbero potuto andare avanti con lo spareggio, ma il regolamento (non molto sportivo, in verità) dava loro la facoltà di accettare la vittoria ex aequo e così hanno fatto: così Barshim, anche lui come Tamberi con una storia di infortuni pesante, ha tenuto un oro che il mondo si aspettava e Tamberi uno che invece solo lui si aspettava, rimanendo l’ultimo a crederci anche quando ormai guarito sembrava sceso di livello. Per inquadrare l'impresa di Tamberi bisogna pensare dal 2016 ad oggi mai aveva saltato più di 2.33, mentre a Tokyo ha fatto 2,35 e 2,37 al primo tentativo: potenza della mente e delle motivazioni. Terzo il bielorusso Nedasekau, in una gara giocata su dettagli. Il tempo per analizzare l'oro olimpico di Tamberi non mancherà, così come per l'oro di Jacobs, quello per dire quanto valgono queste medaglie è già adesso: valgono tutto. L’Italia li ricorderà per sempre.

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