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Tokyo 2020, l'ora dell'atletica

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Parte il programma della regina degli sport, con Tamberi impegnato nelle qualificazioni del salto in alto e Yeman Crippa nella finale dei 10000 metri...

Il luogo comune dice che le vere Olimpiadi inizino e finiscano con l’atletica, ed i luoghi comuni spesso sono fondati. A Tokyo 2020 ancora di più, visto che questi Giochi ancora non hanno proposto un volto da copertina riconoscibile in tutto il mondo, se non per motivi negativi, e di solito è l’atletica a provvedere a questo. Stanotte la regina degli sport comincia il suo programma in pista, all’insegna di un ricambio generazionale favorito dall’anno di posticipo da Covid: Bolt si è ritirato nel 2017, Farah ha addirittura mancato il minimo olimpico nei 10000 (era di 27’28”), così come la Semenya nei 5000, ed in generale sono soltanto 19 su 43 le medaglie d’oro individuali di Rio che si sono ripresentate in Giappone, poche con speranza di riconfermarsi.

L’Italia viene dalle zero medaglie di Rio e ci sono significative possibilità che il risultato si ripeta. Le speranze di medaglia più grandi sono su Antonella Palmisano nella marcia, mentre gioie potrebbero arrivare dalla Giorgi sempre nella marcia, da Gianmarco Tamberi (che parte stanotte alle 2.15 con le qualificazioni) nell’alto e, azzardiamo, dalla 4x100 maschile che per somma del valore dei singoli è forse la migliore italiana di sempre. Senza contare che nella gara più mediatizzata di tutte, i 100 metri, ci sono ottime possibilità di una finale con Marcell Jacobs e sarebbe la prima della storia olimpica con un italiano al via. Ma delle gare di atletica di Tokyo 2020 parleremo sul Guerino giorno per giorno, quindi rimaniamo sull’attualità e sulla prima medaglia d’oro che sarà assegnata, quella dei 10000 metri, venerdì 30 luglio alle 13.30 ora italiana.

Farah, oro a Londra e Rio (anche nei 5000…), non sarà della partita, ma a beneneficiarne non dovrebbero essere i kenyani del momento, bensì due ugandesi tutt’altro che outsider: il campione del mondo di Doha (e da giovanissimo sesto a Rio), Joshua Cheptegei, e il più giovane Jakob Kiplimo, stella nel cross e nella mezza maratona, con potenziale ancora inesplorato e che comunque nel 2021 è il leader mondiale con 26’33”93. Entrambi doppieranno con i 5000, anche su questa distanza Cheptegei è primatista mondiale così come lo è sui 10000. Kiplimo sembra stare meglio, ma è impossibile non considerare favorito per l’oro un fenomeno come Cheptegei. A una buona distanza dagli ugandesi dovrebbero arrivare gli etiopi Barega e Kejelcha ed ancora più dietro i keniani, senza l’infortunato Kamworor ma con Rhonex Kipruto, inserito all’ultimo momento ma comnunque bronzo a Doha, che può essere la mina vagante.

Fra i 26 partenti in una gara sempre più schiacciata dalle remunerative corse su strada c’è anche Yeman Crippa, grande speranza italiana in una gara che all’Italia ha dato tanto, dall’oro olimpico di Alberto Cova a Los Angeles 1984 in giù: il suo 27’10’’76 di record italiano conta poco, quando si corre per le medaglie, ma lui è uno di quegli atleti che vuole sempre migliorarsi e l’ambizione sarebbe quella di arrivare subito dopo le potenze africane, primo degli ‘altri’, dove comunque la concorrenza non manca. Un suo risultato molto migliore dell'ottavo posto del Mondiale di Doha sarebbe, in rapporto all'epoca, un'impresa degna di quella di Billy Mills a Tokyo 1964.