Addio a Michele Pasinato

La pallavolo italiana perde, a soli 52 anni di età, l'opposto di tante vittorie della Nazionale degli anni Novanta di Velasco e Bebeto...

Addio a Michele Pasinato

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 8 aprile 2021, 18:50

Michele Pasinato non era certo il più famoso, presso il pubblico generalista, della generazione dei fenomeni della pallavaolo italiana, ma la sua scomparsa a soli 52 anni sconvolge uno sport che in quei meravigliosi anni Novanta visse da noi il suo periodo d’oro. Base di un successo e di un’immagine positiva che durano ancora oggi, visto l’alto livello mantenuto dai campionati e delle nazionali. In questo grande ciclo l’opposto padovano è stato un giocatore che spesso Julio Velasco ha utilizzato, pur non portandolo ai vittoriosi Mondiali 1990 e 1994, ma che il trionfo assoluto l’ha ottenuto al Mondiale 1998 quando in panchina sedeva Bebeto. In Giappone l’Italia vinse la battaglia contro gli eterni rivali brasiliani in semifinale e poi dominò la Serbia in finale: era la Nazionale di Papi, Bracci, Gardini, Gravina, ma anche di Pasinato. Che detiene il record di punti segnati nella stagione regolare di Serie A: 7.031 in 280 partite. Avere giocato a lungo a Padova gli ha impedito a livello di club di avere un palmares simile a quello dei suoi compagni in azzurro, ma la Coppa CEV 1993-94 vinta dal Petrarca allenato dall’ex c.t. azzurro (lo storico argento del Mondiale 1978, forse l'inizio di tutto) Carmelo Pittera, con Sapega e Grbic in campo, ha un peso specifico altissimo. Con la Nazionale di Velasco, oltre alle numerose World League e coppette varie che infestavano e in parte ancora infestano il calendario, Pasinato vinse due ori pesantissimi agli Europei del 1993 (da superprotagonista, Velasco lo fece giocare al posto di Zorzi e proprio con Zorzi ci fu per un certo perido concorrenza) e del 1995, e visse, sia pure da riserva, la pagina più amara (a pari merito con la finale di Atlanta 1996) della storia del nostro volley, in rapporto alle aspettative, quella dei Giochi di Barcellona. Nella generazione dei fenomeni ritagliarsi un posto era difficilissimo, ma Michele Pasinato ci è riuscito. 

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