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Pramotton con Tomba in arrivo

C'è un modo infallibile per essere poco ricordati nello sci italiano: essere stati forti negli anni dopo la Valanga Azzurra di Thoeni e Gros e prima dell'epopea di Alberto Tomba. È proprio quello che è capitato a Richard Pramotton, il bravissimo gigantista di Courmayeur che esattamente trenta anni fa al Sestriere colse la secondo noi più bella fra le sue tre vittorie in Coppa del Mondo (aveva vinto la stagione prima ad Adelboden, avrebbe rivinto due settimane dopo in Alta Badia), gemme in mezzo a tanti piazzamenti e soprattutto tantissime occasioni perse: in questo molto simile al quasi gemello Erlacher, altro gigantista di stile notevole. La vittoria di Sestriere, davanti a Strolz e Zurbriggen (l'immenso Pirmin era in testa dopo la prima manche ma poi finì dietro per 1"38), fu memorabile perché di Pramotton, all'epoca ventiduenne, si parlava come dell'italiano che finalmente avrebbe vinto la Coppa del Mondo ad oltre dieci anni dall'ultima di Thoeni (1975). E nel primo gigante della stagione, domenica 30 novembre 1986, andò subito a segno dopo che il giorno prima aveva entusiasmato nello slalom, terzo dietro a Stenmark e a Nilsson. Si parlò subito di nuova Valanga Azzurra ed in effetti in quel gigante quattro giovani italiani (gli altri furono Camozzi, Erlacher e Toetsch) finirono nei primi dieci. Pur avendo buone carriere sarebbero stati più o meno tutti schiacciati dalle aspettative, ma soprattutto dall'arrivo di Tomba. Che due settimane sulla pista della Gran Risa, arrivò secondo dietro Pramotton (terzo Toetsch), mettendo la freccia per il sorpasso e la gloria.