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Pagine Olimpiche: la spada truccata

Pagine Olimpiche: la spada truccata

Redazione

15 luglio 2016

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Una figuraccia planetaria, tale da cancellare un'intera carriera e stravolgere la vita del protagonista di questa storia. Boris Onischenko, pentatleta sovietico classe 1937, arrivò alle Olimpiadi di Montreal 1976 da atleta temuto e decorato: campione olimpico e mondiale con tante medaglie conquistate sia a livello individuale che di squadra. Un personaggio caro e conosciuto anche dai bambini, che collezionavano la sua card illustrata insieme a quelle dei grandi eroi dello sport. Poi... 19 luglio 1976, seconda giornata del pentathlon moderno, dedicata alla scherma dopo le prove equestri. La squadra dell' U.R.S.S. è opposta alla Gran Bretagna. Onischenko batte Danny Nightingale e poi affronta Adrian Parker. Durante l'assalto, al sovietico viene assegnata una stoccata, ma c'è qualcosa che non quadra sia a Parker che al tecnico Proudfoot: il britannico dichiara di non essere stato colpito e così vengono ispezionati gli apparati elettronici. Nessuna anomalia. La gara prosegue finché Onischenko si trova davanti Jim Fox. Stessa scena dell'incontro con Parker. Fox subisce una stoccata ma non capisce come sia stato colpito: Proudfoot si è però reso conto ad occhio nudo che la spada di Onischenko è finita lontano dal bersaglio di diversi centimetri più volte ma... punti su punti per il sovietico. In quel momento il tecnico britannico interpella il commissario italiano Malacarne e gli spiega cosa ha visto. Onischenko cade dalle nuvole e con nonchalance dice a Fox:

"Sì, sono sicuro di non averti colpito. Ci deve essere qualcosa che non va".

La spada del nostro Boris viene esaminata minuziosamente. La scoperta dei giudici è clamorosa: all'interno della coccia - dove l'arma viene impugnata - viene scoperto un circuito elettrico collegato ad un piccolo pulsante che, azionato, falsifica il contatto con l'avversario ed assegna la stoccata. Terribile scoperta.

"È stato come cogliere in flagrante qualcuno sopra un cadavere con la pistola ancora fumante".

(Sandor Kerekes, responsabile olimpico della sezione pentathlon) 
La rovinosa caduta di Boris Onischenko ha inizio in quel preciso attimo. Viene istantaneamente escluso dalla competizione, mentre i suoi compagni vengono graziati perché viene acclarato che si tratta di un'iniziativa dell'atleta: il quale viene rispedito a Kiev in fretta e furia (le sue giustificazioni sono tutt'altro che convincenti), anche per sfuggire all'ira dei connazionali in gara a Montreal. Poco tempo dopo viene contattato dal leader sovietico Leonid Brezhnev, che lo congeda con disonore dall'Armata Rossa, lo multa di 5.000 rubli e lo priva di tutti i riconoscimenti sportivi. Diventato tassista a Kiev, non si è più avuta notizia di lui. Fabio Ornano @fabio_ornano

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