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Gp San Paolo: nel tempio di Senna

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 6 novembre 2026, 14:49 (Aggiornato il 6 novembre 2026, 14:40)
Caratteristiche del tracciato ed assetto della monoposto
Il Gp di San Paolo si corre sul circuito di Interlagos (4309 metri da ripetere per 71 volte), situato nell'omonimo quartiere di San Paolo. La pista ha ospitato dal 1990 al 2019 il Gp del Brasile.
Seppur in altura, il circuito è situato tra due laghi artificiali, il Guarapiranga e il Billings: da qui il nome Interlagos. Lungo il tracciato più volte nel corso degli anni si sono presentati dei dossi, al punto da costringere gli organizzatori a riasfaltare anche nel 2024 la pista dopo quella effettuata nel 2016: è molto probabile che l'origine di questi dossi sia da addebitare proprio alla natura del terreno così fragile tra i due laghi. Anche quest’anno la pista è stata riasfaltata, ma solamente nei tratti compresi tra curva 3 e curva 5 e tra curva 8 e curva 9.
Nonostante l'altitudine ridotta (786 metri contro i 2300 metri sul livello del mare registrati in Messico), non c'è dubbio come l'aria rarefatta rappresenti anche in questa gara un problema non indifferente per le attuali power unit per via della minor capacità di raffreddamento.
Passando ad esaminare le caratteristiche della pista, dopo la staccata piuttosto significativa presente in curva 1 (dove i piloti nel corso della gara arriveranno a toccare i 335 Km/h, e che al via può diventare piuttosto decisiva per effettuare dei sorpassi, vedi Vettel-Bottas nel 2017) i piloti tra la curva 2 e la 3 affrontano un rapido cambio di direzione sinistra-destra-sinistra, al termine del quale si snoda un rettilineo che porterà le monoposto a toccare anche in questo caso i 335 Km/h. Importante in questo primo settore poter contare su una buona trazione, ma anche su una buona velocità di punta in rettilineo grazie alla potenza della power unit utilizzata. Si entra così nel secondo settore, costituito dalle curve 4-11, in cui la trazione e un buon carico aerodinamico risultano a dir poco basilari nell'affrontare le curve lente presenti in questa porzione di pista. Nell'ultimo tratto di pista, caratterizzato dalle curve 12-15, è fondamentale poter contare sulla trazione nell'uscire dalla curva 13 (la Juncao) e sulla massima potenza della propria power unit in modo tale da poter affrontare in piena velocità l'allungo che porta le monoposto fino al traguardo.
Tenuto conto delle caratteristiche sopra descritte, è possibile ipotizzare per Interlagos un assetto da medio-alto carico aerodinamico.
Due i punti in cui sarà possibile utilizzare l’aerodinamica attiva, e in particolare la Straight Mode: da curva 3 a curva 4, e tra curva 14 e curva 1. Fissato in curva 12 l’Overtake Detection entro il quale il pilota che segue dovrà rimanere sotto il secondo, e in curva 13 l’Overtake Activation.
La Federazione ha inoltre comunicato quanto i piloti potranno ricaricare la batteria della power unit nelle varie sessioni.
Nelle tre sessioni di prove libere i piloti potranno ricaricare fino a 8.5 MJ ogni giro, mentre nei giri di schieramento in griglia per la gara domenicale i piloti potranno ricaricare fino a 9 MJ. In qualifica, invece, i piloti potranno ricaricare fino a 6.5 MJ ogni giro.
Nella gara domenicale vera e propria i piloti potranno ricaricare la batteria ogni giro fino a 8 MJ, salvo che non si trovino ad utilizzare la modalità Overtake (Sorpasso), e in quel caso potranno arrivare a caricare la batteria in quel dato giro fino a 8.5 MJ.
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