Formula 1, presentazione Gp Singapore 

La Formula 1 approda sul circuito di Marina Bay per il Gp di Singapore, diciassettesima prova del Mondiale 2026, che vedrà anche la disputa dell’ultima Sprint stagionale
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Formula 1, presentazione Gp Singapore 
© Getty Images

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 8 ottobre 2026, 22:24

Quattro possibili pretendenti per la vittoria. La Formula 1 approda questo weekend sul circuito di Marina Bay per il Gp di Singapore (diciassettesima prova del Mondiale 2026) che ospiterà anche la sesta e ultima Sprint stagionale, in un contesto in cui appare davvero difficile capire chi possa essere favorito non solo in vista della Sprint, ma anche e sopratutto in vista del Gp domenicale.

Analizzando le caratteristiche del circuito di Marina Bay (in cui sono presenti curve cieche a 90° alternate con curve a medio-bassa velocità) verrebbe da pensare di primo acchito alla McLaren come potenziale favorita viste anche le vittorie di Lando Norris in Ungheria e in Olanda, ma il team di Woking con l’introduzione degli ultimi aggiornamenti in Azerbaijan sembra aver perso la forma ritrovata in precedenza all’Hungaroring con il precedente pacchetto di novità tecniche introdotto in Ungheria. Se a Baku un passo falso poteva starci (viste anche le caratteristiche della pista, ostica al team di Woking sopratutto nel primo e nel terzo settore per via dell'eccessiva resistenza all'avanzamento di cui soffre la MCL40), a Sepang era lecito aspettarsi qualcosa di più, con Norris e Piastri mai di fatto in lotta per la vittoria o per il podio. Ecco, quindi, perché per la McLaren la tappa di Singapore diventa un esame importante per valutare l’effettiva efficacia delle novità introdotte a Baku.

Sotto questo aspetto, anche la Mercedes si aspetta di ricevere delle notizie a Singapore: gli aggiornamenti introdotti sulla W17 non sembrano avere per il momento portato i risultati sperati, con Antonelli e Russell abili a sfruttare la pioggia (e la corretta scelta delle gomme) per rimontare posizioni e lottare per il podio a Sepang, senza però avere minimamente il passo di lottare per la vittoria con la Red Bull, evidenziando con il nuovo pacchetto di aggiornamenti non solo un peggioramento della resistenza in avanzamento in rettilineo, ma anche un peggioramento del comportamento in curva. Nei giorni successivi al Gp del Bahrain in Malesia (che ha visto poi Antonelli classificarsi in seconda posizione, mentre Russell è stato costretto al ritiro a cinque giri dal termine per la rottura della propria power unit) è emerso come anche l’asfalto di Sepang (rimasto di fatto identico a quello 2017 e al contempo troppo abrasivo) potrebbe aver limitato la potenzialità delle novità Mercedes, ma all’interno del team tedesco guidato da Toto Wolff non mancano i dubbi in merito sull’efficacia delle novità introdotte, motivo per il quale è stato deciso (presumibilmente nell’arco dell’intero weekend, caratterizzato dalla gara Sprint) di diversificare la veste aerodinamica di entrambe le monoposto, con Antonelli che continuerà a disporre del nuovo pacchetto di novità introdotto a Sepang, mentre Russell (costretto a partire dal fondo dello schieramento per l’utilizzo della quinta power unit stagionale, con la penalità che verrà scontata in occasione del Gp domenicale) potrà contare sulla configurazione pre-Sepang, in un gara che si prospetta essere molto delicata per il pilota inglese, vista la difficoltà a poter compiere sorpassi sulla pista di Marina Bay.
La gara di Singapore, quindi, potrebbe avere un risvolto importante per Antonelli e per la Mercedes: qualora gli aggiornamenti introdotti a Sepang dovessero funzionare sulla pista di Marina Bay, Kimi avrebbe la possibilità di poter lottare potenzialmente per la vittoria; in caso di esito negativo, invece, il team tedesco dovrà seriamente valutare la possibilità di poter portare dei correttivi agli aggiornamenti, se non addirittura ritornare per le prossime gare alla configurazione pre-Sepang.

Viste le caratteristiche tecniche della pista di Marina Bay (che non prevede al suo interno dei rettilinei particolarmente lunghi) anche la Ferrari potrebbe avere una buona opportunità da sfruttare, per consentire sia a Charles Leclerc che a Lewis Hamilton di poter puntare potenzialmente alla vittoria. C’è però un aspetto che non va sottovalutato: la SF-26 è una monoposto che tende a dare il meglio di se nelle piste front-limited (in cui la precisione all’anteriore e la sua corretta gestione gomme è a dir poco fondamentale), mentre fino a questo momento ha maggiormente sofferto su quelle rear-limited (dove invece è fondamentale il posteriore, e comunque il retrotreno della monoposto). Il circuito cittadino di Marina Bay è proprio una pista rear-limited, in cui peraltro è fondamentale avere un buon assetto meccanico a livello sospensivo per meglio digerire i cordoli e le sconnessioni che la caratterizzano, ed è su questi aspetti che la Ferrari dovrà fare (per quanto possibile) maggiormente attenzione, per consentire a entrambi i piloti di poter cogliere un buon risultato in una gara in cui la qualifica gioca un ruolo a dir poco basilare (vista poi la difficoltà a superare nel corso del Gp).

Chi al momento sembra avere qualche potenziale chance di vittoria è la Red Bull: questa affermazione potrebbe sembrare in apparenza un controsenso, visto che il team austriaco è solito dare il meglio di se in rettilineo (dove emerge la bontà del proprio motore endotermico), e Marina Bay è una pista che non presenta al suo interno rettilinei di particolare rilievo. Detto questo, bisogna anche rilevare come con gli aggiornamenti introdotti tra Monza e Baku la RB22 abbia fatto un deciso passo avanti sotto il profilo prestazionale (consentendo a Max Verstappen domenica scorsa di ottenere la prima vittoria stagionale a Sepang), e che la monoposto in questione abbia nella frenata e nel comportamento in uscita dalle curve lente degli aspetti positivi che a Singapore può sicuramente sfruttare a suo vantaggio. Ecco, quindi, perché anche sul circuito di Marina Bay Max Verstappen così come Isack Hadjar potrebbero comportarsi piuttosto bene.

Un cenno, infine, lo meritano le condizioni meteo: se nella giornata di venerdì non è prevista pioggia né in occasione della FP1 che della qualifica Sprint, nella giornata di sabato la gara Sprint si potrebbe svolgere sul bagnato, mentre le qualifiche saranno asciutte, al pari della gara.

Nell’arco del weekend (aldilà della pioggia) i piloti dovranno fronteggiare la forte umidità nonché temperature pari o superiori ai 31 gradi, motivo per il quale la Federazione ha dichiarato lo stato di Heat Hazard. I piloti potranno così avvalersi (o meno) dell’apposito sistema di raffreddamento, costituito da una speciale tuta refrigerante caratterizzata dalle presenza di 48 metri di tubi in cui scorre una sostanza refrigerante che verrà alimentata da un apposto sistema di raffreddamento che dovrà essere installato con congruo anticipo sulla monoposto. Chi dovesse decidere di non indossare la tuta refrigerante dovrà comunque aggiungere 0.5 Kg di zavorra nell’abitacolo per compensare il peso extra generato dalla tuta refrigerante. 

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