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Mourinho ha portato il Barça dove voleva

Alessandro Ruta/Edipress
Pubblicato il 26 ottobre 2026, 12:00 (Aggiornato il 26 ottobre 2026, 15:02)
Noi non è che ce lo aspettassimo (basta leggere la preview di qualche giorno fa), ma che i pianeti si stessero allineando a favore del Real Madrid contro il Barcellona sembrava quasi evidente.
E così è stato, "El Clasico" è finito 2-1 per i blancos al Camp Nou, con José Mourinho inevitabile vincitore morale più ancora dei suoi ragazzi. "Noi comunque siamo il Real Madrid, non dobbiamo pensare solo a vincere contro il Barça, ma a vincere i campionati", è stata la frase del portoghese dopo la partita, sempre più leader.
Perché ha vinto il Real Madrid
Se uno avesse guardato gli undici titolari di ambedue le squadre sinceramente non è che avrebbe visto chissà quale differenza di qualità a favore del Barcellona.
Vero è che i catalani arrivavano dalle mitiche 9 vittorie consecutive nella Liga, ma poi il ko in Champions contro il Psg aveva aperto qualche squarcio sulla reale condizione fisica di una squadra arrivata forse al limite. E con infortuni-chiave in difesa (Kounde ed Eric Garcia) e in mezzo (Dani Olmo).
Merito del Real Madrid invece essere arrivato più fresco, con meno tossine addosso. A cominciare dalla "tossina più tossina di tutte", ultimamente: Vinicius. Auto-eliminatosi facendosi espellere contro il Villarreal, il brasiliano non era disponibile per il Clasico e ha potuto lasciare spazio a Diomandé, perfetto con la sua velocità per attaccare la difesa del Barça sempre un po' troppo allegra.
Il resto lo hanno fatto la forza fisica di Bellingham, strepitoso il suo numero per aprire le acque del 2-1, la sapienza tattica di un Bernardo Silva tenuto in naftalina nell'ultimo mese probabilmente per averlo al meglio nel Clasico, e il solito Mbappé che ormai non è più una sorpresa.
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