Temi caldi
Ian Rush, il fantasma nell’attacco della Juventus
Lo chiamavano The Ghost, ma a Torino il soprannome cambiò significato: anatomia di una stagione trascorsa ai margini della propria fama

Tommaso Guaita/Edipress
Pubblicato il 19 ottobre 2026, 21:02
Negli ultimissimi anni sono passati o passeranno presto Woltemade, Kolo Muani, Openda, Vlahovic, Milik e David, ma il gran visir di tutti gli attaccanti sbagliati della Juventus resta sempre e solo lui: Ian James Rush. Quando arriva, Boniperti è sicuro: nel 1987 l'affare dell'anno l'ha fatto lui, non quel novellino di Berlusconi. Tra Rush e Gullit, le nuove punte di diamante della Serie A, il più forte è sicuramente il centravanti gallese del Liverpool. Uno che arriva da una stagione in Inghilterra con oltre trenta gol, ha vinto il primo double campionato-FA Cup della storia del club, ha alzato la Coppa dei Campioni in finale contro la Roma appena tre anni prima e in carriera è andato sempre in doppia cifra. Un acquisto “coi baffi”, direbbe Maurizio Costanzo, un altro che come Rush e Gullit ha la passione per farsi crescere peluria tra naso e labbro superiore. Ma in quegli anni chi non ha questa mania?
Ian Rush alla Juventus: il grande colpo di Boniperti
Dopo il ritiro di Platini, la Juventus sembra non averci messo molto a trovare un’alternativa di livello, se non pari, quantomeno simile. “Rushie è uno dei finalizzatori più istintivi che il calcio abbia mai visto”, dice di lui il compagno d'attacco Kenny Dalglish, uno che di calcio sembra capirne quasi quanto Boniperti. Anche il connazionale John Charles, il più grande gallese nella storia del nostro campionato e della Juventus, un centravanti-colosso da oltre cento gol in bianconero, è sulla stessa linea d'onda: “Ian è più bravo di me e segnerà di più”.

Rush ha ventisei anni, è stato pagato sette miliardi di lire e il suo acquisto è stato annunciato già a febbraio 1987. Il tempo per abituarsi all'idea di lasciare la madrepatria per affrontare il difficile palcoscenico del campionato italiano sembra sufficiente per quello che in tanti considerano il centravanti più forte d'Europa. Spoiler: non basterà. In Inghilterra è soprannominato “The Ghost”, il fantasma, e il suo passaggio in Italia sarà ectoplasmatico.

Dal Liverpool a Torino, un campione fuori posto
Ian Rush, nono di dieci figli di un nazionalista gallese, è uno degli enigmi più grandi mai affrontati dalla nostra Serie A, ma non nel senso positivo. Quello arrivato a Torino sembra una sfinge. Un algido pennellone dal ciuffo a spazzola, gli occhi azzurri, lo sguardo distante e il baffetto da sparviero che lo fa sembrare un maggiordomo antipatico di qualche film di basso livello. E pensate che è l'unica caratteristica che lo ha reso memorabile nella storia bianconera.
Boniperti ci tiene talmente tanto da insistere affinché si sposi con la sua Tracey il 3 luglio, prima che la nuova stagione abbia inizio: “Così sarà più tranquillo”. E Rush acconsente portando la sua bella all'altare nella Chiesa cattolica di St. Mary a Flint, in una “chiesetta di mattoni rossi terribilmente spoglia”, stando alla descrizione del Corriere. Ma non più triste della sua annata bianconera.

Infortuni e pochi gol: la stagione sbagliata di Rush
Il debutto ufficiale arriva ad agosto, ma Rush rimedia subito una lesione di basso grado al retto femorale sinistro che lo tiene fermo per una quarantina di giorni. Praticamente, la sua stagione inizia e finisce con un persistente retrogusto di antinfiammatorio. Un po’ per i suoi muscoli, un po’ per curare la gastrite dei tifosi. Che proprio non riescono a tollerare la sua esasperante determinazione a farsi trovare sempre e comunque fuori posto. E quando potrebbe calciare a botta sicura, cicca il pallone.
Nella classica amichevole agostana di Villar Perosa segna una tripletta e Boniperti esulta: “È pure più forte di me”. Poi all'esordio in campionato Gullit fa gol al Pisa con una “martellata” di testa, mentre Ian non può scendere in campo. E il martedì successivo, mentre l'olandese si prende i meritati complimenti a mezzo stampa, il gallese è costretto a seguire controvoglia i compagni a Malta. A fare il turista mentre gli altri disputano contro il La Valletta il primo turno di Coppa Uefa.
Sul Guerin Sportivo dell'agosto 1987, compare una sua intervista, presentata in copertina con un lancio eloquente: “Così non mi ha mai visto neppure Boniperti”. E, infatti, il presidente onorario si ritrova un altro giocatore rispetto a quello che ha incantato ad Anfield per sette stagioni e che, al suo rientro in patria nel 1988, continuerà ad avere un ruolo importantissimo nello scacchiere dei Reds fino a metà anni Novanta: il Rush juventino è un bidone.
“Con me non ci saranno problemi che il calcio italiano ha affrontato con gli inglesi. Io sono gallese, la nostra è una razza dura, che ha conosciuto la miseria e che sa adattarsi a tutto”, aveva detto al suo arrivo nel ritiro di Buochs, in Svizzera, ma tra i rari gol, segnati soltanto contro avversari abbordabili, un italiano inesistente e gli infortuni, l'avvocato Agnelli si stanca presto di lui: “Il Liverpool, con Barnes e Beardsley, (presi al suo posto N.d.A.) ha speso meglio i suoi soldi”.
Già a dicembre lo spogliatoio e Rino Marchesi, l'allenatore, cominciano a sopportarlo a malapena e la sua unica peculiarità diventano i ritardi dopo ogni viaggio nostalgico in Inghilterra. E ne fa di continuo, dopo aver giocato male la domenica.

Sette gol dopo, il ritorno di Rush al Liverpool
Se ne andrà a testa bassa al termine di una stagione da appena sette gol in A, tornando nella sua Liverpool come se il tempo non fosse passato e lamentandosi di essere: “La prima vittima dell'invasione sovietica”. Perché al suo posto i bianconeri hanno scelto di puntare su Zavarov. “Prima di firmare per il Liverpool ho preteso che la Juve mi garantisse il pagamento delle mie spettanze per i prossimi due anni di contratto” si pavoneggerà coi giornalisti una volta rientrato sul suolo britannico. E a Torino, nessuno lo rimpiangerà mai e poi mai. Come David, Openda o... Woltemade?
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading

