Temi caldi
Gattuso nel deserto

Stefano Olivari
Pubblicato il 26 ottobre 2026, 14:59 (Aggiornato il 26 ottobre 2026, 15:52)
Difficile da commentare l’ultima giravolta della Serie A, per non dire di Marotta, Percassi e Cairo, con Cardinale sostenitore, che vorrebbe candidare Galliani contro Malagò alle presidenziali FIGC del 14 dicembre. Non perché l’ottantaduenne ex architetto di tanti successi del Milan sia in teoria peggio di Malagò, in quella posizione, ma per la logica che la Lega sta seguendo. Del genere ‘Chiunque sia il presidente comandiamo noi’. Per questo cambio di cavallo c’è bisogno del consenso di 11 presidenti su 20: in teoria è più facile mettere in difficoltà Malagò così che con la guerriglia CONI dei mesi scorsi.
Ogni turno di campionato almeno un episodio di mancato ricorso al VAR che getta ombre sulla gestione arbitrale di Orsato, venduta come ‘filosofia’ quando in realtà i dati sul tempo effettivo di gioco e sui falli fischiati sono simili a quelli dell’Europa che conta. Di diverso c’è soltanto la correzione, o meglio il controllo, dell’eventuale errore, come nel caso del contatto fra Thuram e Viery in Inter-Fiorentina, visto che la statistica dice che il ricorso al VAR in Serie A è circa la metà di quello nelle coppe europee (comunque poca roba, sulle 0,5 OFR a partita, niente che faccia cambiare canale). Se in tanti accettano l’errore dell’arbitro, nel 2026 quasi nessuno accetta più la sua sacralità.
stefano@indiscreto.net
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