SuperclassificA – Top e flop della sesta giornata

Da 10 a 0, diamo i voti all’ultima giornata di campionato: dall’Inter al nuovo duo composto da Spalletti-Pisacane

https://www.google.com/preferences/source?q=guerinsportivo.it, gs
SuperclassificA – Top e flop della sesta giornata

Tommaso Guaita/EdipressTommaso Guaita/Edipress

Pubblicato il 14 ottobre 2026, 09:00 (Aggiornato il 14 ottobre 2026, 10:56)

10: All’Inter, capace di mandare in gol dieci giocatori diversi in appena sei giornate. Contro il Parma, cliente ostico perché alla prima con il nuovo tecnico Gilardino, è stata la volta di Sucic, rientrato dalla sosta per le nazionali con una marcia in più. Pure con Lautaro, Zielinski e Bastoni a riposo, i nerazzurri non hanno fatto sconti e per molti lo Scudetto è già in tasca.

9: Contro il Monza, la Lazio ha saputo sorprendere di nuovo. Dopo la sconfitta con il Mantova in Coppa Italia e un mercato fermo per troppo tempo e con l’incognita centravanti, la squadra di Gattuso ha cominciato come meglio non poteva. Prima erano i gol di Frattesi a salvare la baracca, poi le giocate di un redivivo Zaccagni, mentre ora è merito degli assist di un indiavolato Noslin e delle parate di Mandas. Tanto di cappello all’ex ct che ha saputo risollevare giocatori dati per finiti. Pinamonti ha segnato il suo primo gol, ma può aspettare sereno la migliore condizione: questa Lazio vince anche con il centravanti atipico.

 

 

8: Come i gol messi a segno nella scorsa stagione di Championship da Milutin Osmajić, arrivato dal Preston e uomo nuovo del Genoa, alla prima vittoria. Tolti i 13 realizzati in Prima divisione montenegrina, il suo massimo sono i 9 del 2024-25, sempre nella B inglese, mentre per ben tre volte si è fermato a otto: una al Vizela, in Portogallo, e due in Inghilterra. “Non bisogna comprare i giocatori forti, ma quelli giusti” ha detto di lui De Rossi, un complimento strano, ma che fa capire l’importanza per i rossoblù della grinta e della determinazione feroci di questo attaccante arrivato in sordina e con l’etichetta dell’attaccabrighe. Se manterrà le medie di questo inizio di stagione, i suoi record sono ampiamente alla portata.

7: A Orsonaldo, che prima di infortunarsi segna al Lecce un gol in mezza rovesciata che ha ricordato tantissimo quello con cui due stagioni fa aveva colpito l’Inter al 94’. Il Bologna vince la sua prima in campionato e come sempre il capitano si è messo sugli scudi. Palladino e i bolognesi sperano di rivederlo presto in campo.

 

 

6: A Como-Roma, unico 0-0 delle prime 60 partite di campionato. Forse se Dybala avesse segnato dopo sei minuti a tu per tu con Butez sarebbe stata davvero “Una delle partite più belle, più stimolanti, più divertenti della stagione”, come ha annunciato Pardo a inizio telecronaca, ma Fabregas e Gasperini hanno comunque giocato entrambi per provare a vincere. Chissà se è vero, come si dice, che lo 0-0 è il risultato perfetto. Di sicuro queste due squadre sono le più organizzate che il nostro calcio ha da offrire.

5: Al rigore generoso e non da direttive di Orsato concesso da Feliciani a Hojlund e poi sbagliato dal danese, che merita un voto altrettanto basso. Per fortuna del Napoli l’arbitro ha fatto ripetere perché il portiere del Frosinone Palmisani aveva i piedi fuori dalla linea di porta, così De Bruyne (8) ha potuto segnare il primo dei suoi due gol. Allegri non sarà ancora allegrissimo, ma contro una squadra sorprendente come quella ciociara il suo Napoli ha portato a casa un risultato finalmente netto e convincente.

4: L'Udinese perde la quarta partita consecutiva e molto del (de)merito è da attribuire al suo portiere, Maduka Okoye. Dopo un'estate da calciatore più bello del mondo, in giro per sfilate a Parigi e a braccetto per i locali di Udine con la rapper Cardi B, Okoye ha cominciato la stagione raccogliendo nella sua porta più di due gol a partita. Quello di Kulenovic a Torino ha del clamoroso, perché praticamente inventato da una sua uscita dall'area senza senso. Okoye voleva colpire il pallone di testa, ma si è scontrato con il compagno Bertola spalancando la porta all'attaccante granata.

3: Alla mira di Kolo Muani. Dopo aver pareggiato la partita con un gran colpo di testa, l’attaccante francese ha avuto la possibilità di portare in vantaggio la Juve a Cagliari ma ha spedito sulla traversa da due passi. Facciamo tre, dai.

 

 

2: All’entrata scomposta e senza senso di Malen su Kaiki, che gli è costata l'espulsione diretta e ha messo in difficoltà la sua squadra. L’olandese si è scusato sui social e un tifoso romanista ha commentato così: “Se ti trovassi cor passamontagna a rubamme dentro casa troverei comunque una giustificazione”. Per amare bisogna essere in due, ma speriamo che in casi come questo non ci sia una seconda volta.

1: È il voto al cappellino rosso da ultras trumpiano sfoggiato da Cardinale all’uscita da Milanello, con su scritto “Make Milan Great Again”, ma soprattutto alle sue scelte di mercato alla voce centravanti. Nel fine settimana in cui Nkunku segna una tripletta a Lipsia e Füllkrug (già a quota 4 in Bundesliga) pareggia al 92’ contro il Dortmund, Gonzalo Ramos raggiunge le cinque partite su sei in A senza gol. Finora ne ha realizzato appena uno contro i tre nella sosta nazionali: qualcuno gli dica che si può provare anche a correre verso la porta anche in rossonero.

 

 

0: Al duo comico Spalletti-Pisacane, che alla fine di una partita tesa si fanno espellere in coppia. I due tecnici sfiorano la rissa a fine partita, stringendosi la mano con l'atteggiamento di due galletti che incrociano i rostri in un pollaio: “Ti do uno schiaffo”, arriva a dire Lucianone, occhi negli occhi e domandando il perché delle perdite di tempo dei rossoblù. Come se non sapesse che in Sardegna gioca un certo Jerry Mina (8, perché nel suo lavoro è un maestro)…

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading