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Italia-Belgio, comincia il Mancini-bis: modulo, giovani e novità

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© LAPRESSE
All’Olimpico prende forma la nuova Nazionale: dal 4-3-3 a Doumbia e Zoma, le scelte del ct per la Nations League e l’obiettivo Mondiali 2030

L’ultima volta era stata il 18 giugno 2023 a Enschede, dove battendo l’Olanda 3-2 conquistò il terzo posto in Nations League, la prossima sarà venerdì 25 settembre allo stadio Olimpico, contro il Belgio, per la prima giornata dello stesso torneo. Scatterà quella notte il Mancini-bis, un ritorno tormentato ma fortemente voluto (da lui) dopo quelle dimissioni di Ferragosto per sposare, qualche settimana dopo, il progetto-Arabia, abortito nel giro di un anno e mezzo. Ha chiesto scusa, ha capito l’errore e si è riproposto, premiato dal nuovo presidente Figc Giovanni Malagò (sub judice) che ha messo nelle mani e nella testa del tecnico di Jesi la nuova Nazionale, quella che dovrà interrompere i 12 anni azzurri senza Mondiali.

Il Mancini-bis comincia dalla Nations League

L’obiettivo principale è proprio quello: tornare nel 2030 a giocare per il titolo più importante, conquistato da Lippi a Berlino nel 2006, passando per gli Europei del 2028 (sorteggio dei gironi di qualificazione il 6 dicembre a Belfast) ma senza trascurare, appunto, questa edizione di Nations che ci costringerà ad affrontare tre Nazionali reduci dall’ultimo Mondiale itinerante. Il Belgio a Roma, la Turchia due volte (la seconda a Bologna il 5 ottobre) e la nuova Francia di Zidane a Parigi (il 2 ottobre). Quattro partite in 12 giorni, una specie di full immersion che Mancini non può fallire anche se partirà alle spalle delle sue rivali.

Nessuno chiederà al nuovo ct di vincere subito il trofeo («ma io entro i prossimi quattro anni voglio portare a casa qualche titolo» ha detto in conferenza a Coverciano) ma almeno di proporre una Nazionale più fresca, più giovane e più convinta di quella che aveva lasciato lui e che Spalletti e Gattuso non sono poi riusciti a portare in America. Subito due defezioni, tanto per gradire, e anche piuttosto pesanti: Cristante e Dimarco (sostituiti da Ruggeri e Ricci) erano considerati due giocatori-base su cui costruire la nuova Nazionale intorno a un gruppo di giovani che ha studiato nel corso di un’estate più intensa che mai.