Italia-Belgio, comincia il Mancini-bis: modulo, giovani e novità

All’Olimpico prende forma la nuova Nazionale: dal 4-3-3 a Doumbia e Zoma, le scelte del ct per la Nations League e l’obiettivo Mondiali 2030
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Italia-Belgio, comincia il Mancini-bis: modulo, giovani e novità
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Alberto Dandolo/EdipressAlberto Dandolo/Edipress

Pubblicato il 21 settembre 2026, 19:45 (Aggiornato il 22 set 2026 alle 16:50)

La nuova Italia tra giovani e doppio passaporto

Dopo aver condiviso le scelte con Baldini, a cui ha lasciato tutti giovani della Under 21 per giocarsi la qualificazione diretta agli Europei di categoria in programma nel 2027, meno Kaiode (a causa dello stop di Palestra), il ct ha puntato anche su alcuni ragazzi dal doppio passaporto, che vuole convincere a restare nel club Italia. Ci riferiamo a Kouadio, a Romano (che ha già dato il suo assenso), a Zoma e a Doumbia, che rischia di partire subito titolare davanti alla difesa a causa delle assenze di Cristante e di Locatelli, infortunati. Ahanor e Inacio, invece, hanno già debuttato con Baldini e sono “italiani” a tutti gli effetti.

 

 

 

 

Un mix di giocatori esperti che dovranno trascinare i giovani emergenti, tra cui uno Zoma da cui Mancini si aspetta moltissimo anche se gioca in Bundesliga2 con il Norimberga. Esterno d’attacco secondo lui paragonabile a Lookman, potrebbe giocare da titolare uno delle quattro sfide di Nations, alternandosi a sinistra con Raspadori, Cambiaghi o con lo stesso Kean, che con il nuovo ct ha già agito in quella posizione. Il numero di convocati è molto elevato (34) perché giocare quattro partite di questo livello in 12 giorni non è facile, tanto è vero che lo stesso Klopp, al debutto con la Germania, è andato oltre i 40 calciatori da dividere tra le prime due partite e quelle successive.

Il 4-3-3 contro il Belgio e le prime scelte di Mancini

L’Italia si presenterà con il 4-3-3 già contro il Belgio, all’Olimpico, dove una vittoria contro Lukaku e De Bruyne potrebbe aiutare Mancini a diminuire la tensione che lo circonda per un ritorno che non tutti hanno gradito. Poi la sfida contro l’amico ed ex compagno Montella prima del viaggio a Parigi per affrontare Zidane, personaggio a noi tanto caro non per i successi con la maglia della Juve ma per quella finale Mondiale in cui ha indirizzato la partita e la vittoria azzurra con un gesto (testata a Materazzi) folle e maleducato.

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