Arsenal, le finali europee: solo 2 vittorie su 7

Poca gloria per i Gunners al momento decisivo delle competizioni continentali, solo un successo in Coppa delle Fiere e uno in Coppa delle Coppe e alcuni risultati beffardi
Arsenal, le finali europee: solo 2 vittorie su 7

Alessandro Ruta/EdipressAlessandro Ruta/Edipress

Pubblicato il 28 maggio 2026, 08:31

Seconda finale di Champions League nella storia dell'Arsenal: la precedente, giusto 20 anni fa, terminò con una sconfitta allo stadio Saint Denis di Parigi contro il Barcellona. Stavolta tocca al Psg vedersela con i Gunners, che nelle finali europee non hanno sempre avuto una grande fortuna. E riviviamole, appunto, tutte le finali dei londinesi nei tornei continentali: due vittorie e ben cinque sconfitte.

 

Coppa delle Fiere > Coppa Uefa ed Europa League

Per tre volte l'Arsenal è arrivato in finale della terza competizione europea, quantomeno per importanza, poi diventata seconda quando è sparita la Coppa delle Coppe e non è comparsa la Conference League. Nel 1970 i Gunners vincono la Coppa delle Fiere, ribaltando l'Anderlecht nel doppio confronto andata-ritorno: 3-1 a Bruxelles per i padroni di casa, 3-0 per i londinesi. Kelly, Graham (allenatore della Coppa delle Coppe 1994) e Sammels sono gli eroi di questa impresa. Nel 2000 lo psicodramma in Coppa Uefa è servito ai calci di rigore contro il rampante Galatasaray, al Parken di Copenaghen. Nessun gol anche dopo i supplementari, dal dischetto i turchi di Fatih Terim sono infallibili, mentre Suker e Vieira sbagliano e il trofeo prende la strada di Istanbul. Altra finale persa, stavolta in Europa League, nel 2019: il derby non solo è inglese, ma cittadino, contro il Chelsea. In panchina per l'Arsenal c'è il "mago" di questa competizione, Unai Emery, che però nulla può di fronte ai Blues allenati da Maurizio Sarri: 4-1 per il Chelsea con doppietta di Hazard.

 

 

 

 

Coppa delle Coppe 1994, Parma beffato

Grandi esperti di coppe nazionali negli anni Novanta, Arsenal e Parma: di conseguenza, anche di Coppa delle Coppe, la competizione che appunto dava il diritto di partecipare ai vincitori delle coppe nazionali. Il Parma in quel caso è detentore del titolo e se la vede con i Gunners, la cui formazione iniziale è interamente formata da giocatori inglesi, a cominciare dalla linea difensiva Seaman-Dixon-Adams-Bould-Winterburn. Dopo venti minuti allo stadio Parken di Copenaghen, teatro del disastro di 6 anni dopo con il Galatasaray, colpisce Alan Smith, dopo che Brolin per il Parma aveva centrato un palo. Partita bruttina a dire il vero, con gli emiliani quasi anestetizzati e alla fine sconfitti.

 

 

 

 

Il gol di Nayim e i rigori col Valencia

Un anno dopo la maledizione del bis mancato spetta proprio all'Arsenal, che al Parco dei Principi di Parigi nel 1995 affronta il Saragozza da chiaro favorito. Succede tutto tra secondo tempo e supplementari. In realtà gli spagnoli sono una squadra da battaglia e vanno in vantaggio con Esnaider, futuro juventino. Pareggia il colosso Hartson e si va all'extra-time. L'Arsenal non trova il bandolo della matassa, si innervosisce a sta apprestandosi alla lotteria dei rigori, mentre sugli spalti si sentono solo i tifosi del Saragozza, ormai. Da un rinvio del portiere Cedrun, all'ultimo minuto dei supplementari, la palla ballonzola tra la linea di metà campo e quella del fallo laterale; da lì, con una prontezza di spirito e di riflessi notevole, il centrocampista Nayim lascia partire una palombella malefica per il portiere Seaman, che goffamente finisce in rete assieme al pallone. "Il gol di Nayim" rimane nella storia del calcio spagnolo per importanza e bellezza del gesto tecnico. Una maledizione, evidentemente, le squadre spagnole per l'Arsenal, che nel 1980 aveva già perso una finale di Coppa delle Coppe, contro il Valencia di Mario Kempes, ai rigori.

 

 

 

 

Champions 2006: Barcellona-Arsenal 2-1

Dopo un'agonica semifinale contro il Villarreal, decisa da un rigore parato da Lehmann a Riquelme, i Gunners si presentano sfavoriti all'appuntaamento con il Barcellona di Ronaldinho, Eto'o e compagnia. Dopo 18 minuti della finale di Parigi però lo stesso Lehmann si fa espellere per un fallo su Eto'o lanciato a rete. Entra Almunia al suo posto e deve uscire Pires, a malincuore. Eppure è l'Arsenal ad andare in vantaggio con un gran colpo di testa di Sol Campbell. Il Barça è imballato, ci vogliono gli ingressi dalla panchina operati da Rijkaard per raddrizzare la situazione. Iniesta, ad esempio, dà tutto un altro brio: a un quarto d'ora dalla fine un suo filtrante innesca Eto'o che pareggio, poi è Belletti, anche lui appena entrato a far esplodere di gioia i catalani.

 

 

 

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