La Coppa Campioni dello Steaua, un pezzo di storia del calcio

La squadra di Bucarest 40 anni fa fu la prima squadra dell'est Europa, rappresentante di un regime comunista, a sollevare il trofeo: eroe di quella serata di Siviglia e dalla finale contro il Barcellona, il portiere Duckadam che parò 4 rigori
La Coppa Campioni dello Steaua, un pezzo di storia del calcio

Alessandro Ruta/EdipressAlessandro Ruta/Edipress

Pubblicato il 7 maggio 2026, 15:35

Fu la prima finale di Coppa Campioni decisa ai calci di rigore, nonché la prima finale conclusasi sullo 0-0. Ma fu soprattutto la prima finale con una squadra dell'Est Europa a trionfare: la Steaua Bucarest. Era il 7 maggio del 1986 e i romeni vinsero contro il Barcellona al termine di una partita agonica, con un gigantesco protagonista, il portiere Helmut Duckadam.

 

 

 

 

Che rischi in Finlandia

In un'edizione per la prima volta senza le squadre inglesi, squalificate dopo la tragedia dell'Heysel del 1985, fu insomma la Steaua Bucarest a sollevare la Coppa Campioni. Non era accreditata dei favori del pronostico, all'inizio del torneo, ma come succedeva spesso in quelle edizioni in cui gli scontri diretti iniziavano fin dal primo turno e senza teste di serie, bastava magari beccare due sorteggi fortunati per andare avanti. Così dopo aver superato i danesi del Velje e gli ungheresi dell'Honved, ai quarti di finale i romeni trovarono i finlandesi del Kuusysi Lahti. Forse resasi conto della posta in palio che stava crescendo la Steaua trovò la qualificazione in semifinale solamente al ritorno in Finlandia, con un 1-0 firmato da Piturca, in extremis. Il vero capolavoro la squadra di Bucarest lo completò in semifinale, rimontando l'Anderlecht dopo la sconfitta 1-0 in Belgio: un 3-0 firmato da Piturca, di nuovo, con una doppietta e da Balint. Per la finale, però, i pronostici pendevano tutti dalla parte del Barcellona, anche perché la partita si sarebbe disputata in Spagna, a Siviglia.

 

 

 

 

 

Sfida tra portieri

Al Ramon Sanchez Pizjuan si disputa una delle finali più noiose di sempre, forse verrà superata solo da Stella Rossa-Olympique Marsiglia del 1991. Il Barça è favorito, ma non è nella sua miglior serata, forse schiacciata dalla pressione di dover vincere. Un Barcellona la cui stella è Bernd Schuster, centrocampista tedesco molto tecnico ma un po' lento; davanti Archibald e Carrasco non incidono, lo scontro tra due 4-4-2 a specchio finisce per annullare entrambe le squadre. Lo Steaua Bucarest è un gruppo di giovani talenti come Lacatus, Balint e Belodedici, a cui si affiancano vecchi leoni come Piturca e Boloni. L'allenatore, Emerich Jenei, è un l'ex bandiera di un club che fa riferimento in Romania al Ministero della Difesa. Nessun gol nei tempi regolamentari, idem dopo i supplementari.

 

 

 

 

Si va ai rigori e sarà una battaglia di nervi tra i due portieri. Il Barcellona schiera il leggendario basco Urrutikoetxea, detto "Urruti": in patria ha vinto tutto con i catalani, più una Coppa delle Coppe, e non è titolare in nazionale solo perché la concorrenza è enorme. Dall'altra lo sconosciuto Helmut Duckadam, uno sconosciuto pennellone alto coi baffi, che assomiglia a Stefano Tacconi. I primi 4 rigori sono 4 errori: Majearu, Alexanko, Boloni e Pedraza. L'equilibrio lo rompe Lacatus con una sassata sotto la traversa, poi tocca a "Pitxi" Alonso, che però si fa ipnotizzare da Duckadam. Balint non sbaglia e a quel punto Marcos non può sbagliare. Invece Helmut si supera una quarta volta e il miracolo si compie. "Bravo Duckadam! Formidabil!", gridano i telecronisti romeni, increduli di fronte a un'impresa del genere. Sì, è successo, ha vinto la Steaua Bucarest: 2-0, un punteggio da partita "normale" realizzatosi invece dopo i calci di rigore. Poco importa, la storia è scritta. Il portiere della Steaua diventa immediatamente un mito e il suo nome rimarrà nel corso degli anni, anche per via di alcune storie che lo riguardano: su tutte una presunta "punizione" infertagli dal figlio del dittatore romeno comunista Nicolae Ceausescu, Nicu, per non avergli prestato la Mercedes regalatagli dal suo papà per la vittoria in Coppa Campioni. Dita spezzate e fine della carriera: in realtà pare sia stata solamente una trombosi. Anche questo però fa parte di quella leggendaria parabola della Steaua Bucarest, che tornerà in finale nel 1989, perdendo però 4-0 contro il Milan. Dove? Curiosamente a Barcellona, quasi come contrappasso dantesco.

 

 

 

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