Il cuoio

Milan-Lazio 1978: Martini in gol e biancocelesti salvi

La squadra di Lovati sconfisse i rossoneri al Meazza. Una rete del terzino decise la sfida della penultima giornata 1977-78, ma il petardo lanciato in campo dagli spalti decretò la vittoria a tavolino per gli ospiti

Il match tra Milan e Lazio giocato a San Siro il 30 aprile 1978 e valido per la penultima giornata del campionato di Serie A, verrà per sempre ricordato come la partita del petardo. Ma dietro al gesto dei Commandos rossoneri, che decreterà la vittoria a tavolino dei biancocelesti, si cela una gara giocata sul campo e con la piena posta in palio portata comunque a casa dalla squadra ospite. Una delle rare vittorie biancocelesti al Meazza contro il Milan in Serie A – 10 in totale in oltre 90 anni di confronti – firmata da una galoppata di Martini che, ispirato da un geniale colpo di tacco di Agostinelli, batte Albertosi sul primo palo e sigla il gol partita al minuto 86.

Il lancio del petardo

I rossoneri sono padroni del gioco e il portiere laziale Garella è costretto più volte agli straordinari, salvando su Bigon e Capello. All’ottavo minuto della ripresa il fattaccio: l’arbitro Alberto Michelotti - lo stesso direttore di gara della trasferta laziale del precedente gennaio a Perugia, quando un petardo aveva messo fuori gioco Manfredonia - non vede perché girato a seguire l’azione dove Badiani e Rivera se le stanno dando di santa ragione. Pietro Ghedin cade a terra in seguito al lancio di un petardo, proprio Lionello Manfredonia si avvicina al compagno per sospirargli qualcosa all’orecchio: sembrerebbe consigliarli di rimanere giù, ma il difensore laziale è realmente provato e comincia a vomitare in campo. Nonostante ciò i biancocelesti decideranno di non fare ricorso: non chiederanno la vittoria a tavolino che il giudice sportivo comunque assegnerà. Due punti fondamentali, e poco importa se a referto ci sia lo 0-1 firmato Martini o lo 0-2 d’ufficio: grazie a quel risultato la Lazio si salva. Chiuderà il campionato con una sconfitta interna contro il Bologna (gara fondamentale per la salvezza rossoblù) e con una sola lunghezza di vantaggio su Genoa e Foggia retrocesse.