Il cuoio

Calciomercato: Batistuta alla Roma, fu l'inizio del sogno

Nell’estate del 2000 il presidente Sensi regalò l’attaccante argentino ai tifosi giallorossi

Il colpo dei colpi, quello che un tifoso della Roma sognava dai tempi di Falcao. L’estate del 2000, quella che apre il nuovo millennio, non è un’estate qualunque nella Capitale. Pochi giorni prima era impazzata la festa della Lazio per lo scudetto. Uno choc per i tifosi romanisti, che avranno ben presto modo di riprendersi.

Il Re Leone è della Roma

Appena cinque giorni dopo la vittoria dei biancocelesti si vocifera di un acquisto clamoroso: Gabriel Omar Batistuta. L’attaccante più forte al mondo, o giù di lì. Una bandiera della Fiorentina che fino a quel momento aveva resistito agli assalti dei più importanti club d’Europa. Sembrava una voce di mercato destinata solo a far sognare come tante altre prima e dopo di quella. E invece non era così. Il 2 giugno 2000, attraverso un comunicato ufficiale, la Roma annuncia l’acquisto del Re Leone. Una reazione d’orgoglio di Franco Sensi che voleva dare a Fabio Capello una Ferrari che doveva solo tagliare il traguardo a fine stagione e scucire il tricolore alla Lazio di Cragnotti. Una trattativa per nulla facile anche se Cecchi Gori, patron viola, aveva aperto subito la porta ai giallorossi dopo i tentativi vani di Inter e (appunto) Lazio: “Se devo vendere Batistuta, lo vendo alla Roma”. Di certo non a buon mercato.

La trattativa per Batigol

La trattativa è lunga e faticosa, tra il 22 e il 23 maggio l’agente di Batistuta, Settimio Aloisio, arriva nella Capitale per chiudere l’accordo e la febbre a Roma sale mentre a Firenze ci si divide tra chi non la prende bene (eufemismo) suggerendo di abbattere subito la statua a lui dedicata sotto la Fiesole e chi piange di tristezza augurandogli di vincere quello che in viola non era riuscito a fare. Le radio romane tengono incollati ai loro microfoni migliaia di spettatori, in attesa di buone notizie. Poi, la sera del 23 maggio, Aloisio dà ai tifosi ciò che fremevano di sentire: “Ci siamo, è quasi fatta, manca solo firma, che Gabriel potrebbe mettere in Argentina. Non possiamo ancora dare l’annuncio per problemi tecnici, ma c’è solo la Roma, presto definiremo tutto”. Devono passare diversi giorni di snervante attesa. C’è chi ancora non ci crede. Poi il 2 giugno arriva l’annuncio che chiude la questione. La Roma acquista Batistuta per la cifra monstre di 70 miliardi di lire, la più alta mai spesa, fino a quel momento, per un giocatore ultratrentenne. Un colpo pazzesco, che in un attimo spazza via l’ultima stagione deludente e oscura la festa scudetto dall’altra parte del Tevere.

Arriveranno anche quelli di Samuel, Emerson e Zebina in una squadra già fortissima formata dai vari Totti, Montella, Cafu e Candela. Il 6 giugno Batistuta riceve il primo grande abbraccio della Curva Sud. Piena, pienissima nonostante il caldo torrido che segna l’inizio della stagione estiva romana. Un anno e 11 giorni dopo sarà festa grande per il terzo scudetto. Un lieto fine di un colpo di mercato che finora non ha avuto eguali nella storia romanista.

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