Il cuoio

Scudetto Inter, da Herrera e Mourinho a Conte: è festa grande!

I nerazzurri conquistano il 19° tricolore della loro storia. Tutti i trionfi e i personaggi che hanno segnato le stagioni d’oro del club

Chissà se quei 43 scissionisti, che la sera del 9 marzo 1908 si ritrovarono al ristorante L'Orologio per brindare alla nascita dell'FC Internazionale, avrebbero mai immaginato cosa sarebbe diventata la loro neonata creatura in Italia e nel mondo. A 113 anni da quel giorno di autunno i nerazzurri si ritrovano ad alzare nuovamente i calici al cielo, stavolta per festeggiare lo scudetto numero 19 della loro storia. Una storia gloriosa, fatta di trofei e personaggi che rimarranno per sempre nella leggenda. Conte come Resegotti, Weisz, Cargnelli, Foni, Herrera, Invernizzi, Bersellini, Trapattoni, Mancini e Mourinho, gli altri allenatori che hanno conquistato il titolo di campione d'Italia con i colori nerazzurri.

È dell'Inter il primo campionato a girone unico

Il primo alloro per l'Inter arriva nel 1910, quando la squadra chiude il girone al primo posto con 25 punti, gli stessi della Pro Vercelli. Per decidere il vincitore è necessario uno spareggio che andrà in scena il 24 aprile a Vercelli per via della migliore differenza reti. I piemontesi, però, protestano in quanto alcuni calciatori sono impegnati lo stesso giorno in un torneo militare, mandano in campo la Primavera e l'Inter trionfa per 10-3. Per tornare a vincere in campionato bisogna aspettare dieci anni esatti (1919-20), quando la squadra guidata da Resegotti in panchina e Virgilio Fossati in campo supera nella finalissima il Livorno per 3-2. La tradizione dei trionfi interisti a fine decennio si rinnova anche nel 1929-30 con la conquista del primo campionato a girone unico. Stavolta i protagonisti sono Arpad Weisz, inventore del Metodo, e Giuseppe Meazza. Pepin in campo fa quello che vuole, diventando ben presto uno degli attaccanti più forti della storia del calcio italiano. È lo scudetto dell'Ambrosiana. Sì, perché l'8 settembre 1928 l'Inter si fonde con l'Unione Sportiva Milanese e assume la nuova denominazione. Dopo il dominio della Juve, che vince per cinque anni consecutivi, e i due scudetti del Bologna, i nerazzurri trionfano di nuovo nel 1938 e nel 1940.

L'Inter di Foni: "Veleno" e difesa

A dominare gli anni 40' nel calcio italiano è il Grande Torino, che finirà la propria corsa tragicamente sulla collina di Superga il 4 maggio 1949. L'Inter si riprende il suo spazio all'inizio del decennio successivo, quando Masseroni chiama in panchina Foni. Alfredo, da buon ex difensore, arretra il terzino Blason nel ruolo di libero alle spalle di Giovannini e Giacomazzi e lascia le chiavi dell'attacco in mano a un tridente da sogno: Nyers e Skoglund larghi, il mitico Lorenzi, detto Veleno, in mezzo. Solidità difensiva e cinismo in avanti portano i nerazzurri a vincere lo scudetto nel 1953 e nel ‘54.

La Grande Inter di Herrera e Angelo Moratti

Un anno dopo un cambio epocale. Il petroliere Angelo Moratti diventa il nuovo presidente e fin da subito fa capire quale sono le sue intenzioni: offre 400 milioni a Pelé e nel 1957 ingaggia Antonio Valentin Angelillo, giovane dal baffo sottile e dal capello cotonato che sulla palla danza come un ballerino di tango. Per vincere, però, c'è bisogno di lui, il Mago Helenio Herrera, quello che trasformerà l'Inter nella Grande Inter e che nel giro di cinque anni, dal 1962 al 1967, farà incetta di trofei in Italia e nel mondo: tre scudetti (1963, 1965 e 1966, quello della stella), due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali strappate entrambe all'Independiente. E così, mentre il mondo piange la morte di Papa Giovanni XXIII (3 giugno 1963) e di John Kennedy (22 novembre dello stesso anno), i tifosi nerazzurri si godono l'era di Sarti, Burgnich, Facchetti... L'Inter di Herrera e Angelo Moratti è nella storia, nella leggenda, nel mito.

Da Invernizzi e Bersellini allo scudetto dei record con il Trap

Un altro Herrera, dopo la parentesi Foni nella stagione 1968-69, si posiziona al timone dell'Inter: si tratta di Heriberto. La sua esperienza sulla panchina dell'Inter dura fino alle prime giornate del 1971 quando Fraizzoli, nuovo presidente, dopo un avvio con il freno a mano tirato, decide di sostituirlo con il tecnico della Primavera Giovanni Invernizzi. "Robiolina" recupera terreno e a fine stagione conquista il tricolore. I nerazzurri tornano a gioire, come quasi da tradizione, a inizio decennio (1979-80) con il Sergente di Ferro Eugenio Bersellini in panchina e Beccalossi in campo. Intanto, vengono riaperte le frontiere e l'Inter inizia a parlare tedesco. I tifosi sognano con Rummenigge, ma è con Matthäus e Brehme che vincono. Il Panzer inventa calcio, Zenga abbassa la saracinesca, Bergomi e Ferri non lasciano passare nemmeno l'aria, Berti galoppa come un moderno centrocampista box to box, Serena e Diaz la mettono dentro. L'Inter del Trap è una macchina infallibile, e abbattendo ogni record si porta a casa lo scudetto 1988-89.

Il "Risorgimento" di Mancini e l'apoteosi con Mourinho

Gli anni '90 regalano ai tifosi nerazzurri il ritorno al timone della famiglia Moratti, con Massimo che acquista il club nel 1995, e lo sbarco di un alieno: il Fenomeno, Ronaldo. Il campo non regala i trofei che una rosa straordinaria meriterebbe, e gli unici trionfi arrivano in Coppa Uefa: 1991, 1994 e 1998. Per tornare a vincere lo scudetto bisogna aspettare Roberto Mancini, che guida i nerazzurri al successo dal 2006 al 2008. Poi l'arrivo di José Mourinho. Lo Special One mette la firma su altri due scudetti e regala ai tifosi la stagione più Pazza di sempre, quella 2009-10. L'Inter è di nuovo sul tetto del mondo come con Helenio Herrera, conquista il Triplete e corona il sogno di quei 43 scissionisti che diedero inizio a un sogno chiamato Internazionale.