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F1 Baku: vince Russell, Verstappen e Hadjar sul podio

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 27 settembre 2026, 17:26 (Aggiornato il 28 set 2026 alle 12:41)
Un weekend semplicemente perfetto. George Russell torna alla vittoria sul circuito cittadino di Baku e conquista il Gp d’Azerbaijan (quindicesima prova del Mondiale 2026 di Formula 1) precedendo rispettivamente di 196 millesimi e di 10”704 le Red Bull di Max Verstappen e di Isack Hadjar, autore di una gara molto solida al rientro dopo l’infortunio al polso sinistro che lo aveva costretto a saltare le precedenti gare di campionato in Olanda, Italia e Spagna (Madring).
Guardando l’ordine di arrivo e in particolare il distacco piuttosto risicato nei confronti di Verstappen, si potrebbe pensare a una gara di assoluta sofferenza per quanto concerne Russell, ma questo non rende assolutamente giustizia alla prova di forza che il pilota inglese della Mercedes ha evidenziato sopratutto nei primi trenta giri.
LIGHTS OUT IN BAKU!!
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La prima parte di gara, infatti, aveva visto Russell scattare molto bene al via, e a quel punto cominciare a costruire progressivamente un vantaggio di sicurezza nei confronti della McLaren di Oscar Piastri (abile al via a superare la Ferrari di Charles Leclerc, salendo così prontamente in seconda posizione), denotando una volta di più la decisa superiorità della W17 sia sotto il lato più prettamente motoristico (intenso non solo come potenza, ma anche come gestione dell’energia), sia per quanto concerne l’efficienza aerodinamica, facendosi apprezzare non poco nel secondo settore.

Un vantaggio arrivato a superare gli 11 secondi durante il trentesimo dei cinquantuno giri previsti, e che lasciava presagire una vittoria piuttosto scontata per Russell.
Albon into the barriers
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Nel corso del 31°giro, però, ecco arrivare il primo colpo di scena: la Williams di Alexander Albon finisce per impattare contro le barriere posizionate in curva 6. Necessario l’ingresso in pista della Safety Car per rimuovere la monoposto incidentata, con Russell che si ferma ai box (per passare dalle gomme medie alle soft) al pari degli altri piloti che lo seguono, e in particolare di Piastri (passato dalle gomme soft alle gomme medie), di Verstappen (passato dalle medie alle soft), di Hadjar (dalle soft alle medie), e delle due Ferrari di Leclerc e di Hamilton (entrambi passati dalle soft alle medie), in un contesto che aveva visto la McLaren di Lando Norris spiattellare la propria gomma anteriore andando lungo in curva 1 nel corso della tornata precedente, rientrando in pista in nona posizione alle spalle di Gasly (Alpine) che di Antonelli (Mercedes).
Come detto, un po' tutti i piloti approfittano della Safety Car per effettuare la sosta e cambiare le gomme, con la gara che riprende nel corso del 36°giro, e che vede Russell abile a mantenere la testa della corsa, mentre alle sue spalle Verstappen riesce a superare la McLaren di Piastri salendo in seconda posizione.
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Il Gp dell’Azerbaijan, però, viene nuovamente neutralizzato: alle spalle dei primi, infatti, il pilota argentino dell’Alpine Franco Colapinto perde il punto di staccata in curva 1, e finisce per centrare con ruote fumanti il compagno di squadra Pierre Gasly, il quale a sua volta colpisce la McLaren di Lando Norris.
Inevitabile un nuovo ingresso della Safety Car per rimuovere le monoposto incidentate di Gasly e di Norris (mentre Colapinto riuscirà ad arrivare autonomamente ai box, ma sarà costretto anch’egli al ritiro), con la gara che riprende così il suo regolare svolgimento al termine del 40°giro, con Russell che mantiene la testa davanti a Verstappen, e con Hadjar che salirà in terza posizione approfittando di un lungo in curva 1 di Oscar Piastri, che rientrerà in pista solamente in quattordicesima posizione.

Il duello per la vittoria è così tutto tra Russell e Verstappen, con il pilota inglese della Mercedes abile a fare la differenza sopratutto nel secondo settore, riuscendo a trovare giro dopo giro quei decimi di sicurezza che lo proteggono dall’attacco del campione olandese della Red Bull nel lunghissimo rettilineo finale di 2.2 Km che caratterizza il terzo settore.
A drag race to the finish line! #F1 #AzerbaijanGP pic.twitter.com/Nb6xfkkpIb
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Neanche l’errore di Bottas (a muro in curva 15) nel corso dell’ultimo giro non impedirà a Russell di conquistare la sua ottava vittoria in carriera in Formula 1 (nonchè il suo primo Grande Slam in carriera, avendo ottenuto la pole, condotto la gara in testa per tutti i giri, ottenuto il giro più veloce ed essersi aggiudicato la gara) , riducendo a 66 i punti di distacco in Classifica Piloti dal leader (e compagno di squadra) Andrea Kimi Antonelli, autore di una gara di rimonta dalla sedicesima posizione in griglia conclusa in quinta posizione, arrivando a poco più di tre decimi dal quarto posto della Ferrari di Charles Leclerc.

Come dichiarato al termine della gara, il pilota bolognese della Mercedes (costretto a partire dalla sedicesima posizione in griglia di partenza dopo l’errore commesso in qualifica nel Q1) avrebbe voluto disputare la gara montando una nuova power unit e scattando dal fondo dello schieramento, ma purtroppo nell’arco del presente weekend di gara non era stata pianificata la sostituzione del motore e la squadra non era pronta per farlo, motivo per il quale Kimi è stato costretto a partire dalla sedicesima posizione. Se a Monza Antonelli era stato abile a costruire una rimonta che poi lo avrebbe portato addirittura alla vittoria del Gp d’Italia, a Baku Kimi è sembrato essere meno efficace al volante della sua W17 (quasi come se non avesse avutolo stesso feeling con il circuito evidenziato dal compagno di squadra Russell) e così ha costruito la propria rimonta ragionando piuttosto attentamente, e sopratutto senza prendersi eccessivi rischi, arrivando a concludere il Gp d’Azerbaijan come detto in quinta posizione, approfittando anche di alcuni incidenti commessi davanti a lui, e nonostante la sua W17 nel caos generato dall’incidente provocato dall’Alpine di Colapinto avesse rimediato un danno al fondo.
Ai microfoni di Sky, Antonelli non ha nascosto a Baku di non aver avuto il passo palesato nei weekend precedenti, che quello azero sia stato il suo peggior weekend quest’anno, ma alla fine di essere contento della quinta posizione, considerando il passo, ma anche quanto successo con la Safety Car e sopratutto pensando al danno rimediato al fondo, assicurando però di tornare già al suo livello la prossima settimana a Sepang.
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