F1 Spagna: vince Antonelli, Verstappen e Norris sul podio

Il pilota bolognese della Mercedes conquista il Gp di Spagna precedendo la Red Bull di Verstappen e la McLaren di Norris. Ferrari: Leclerc quarto, Hamilton ritirato per un problema ai freni
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F1 Spagna: vince Antonelli, Verstappen e Norris sul podio
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Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 14 settembre 2026, 16:17

Una vittoria fortunosa, saputa cogliere facendosi trovare al posto giusto e al momento opportuno.  È Andrea Kimi Antonelli a conquistare il Gp di Spagna (quattordicesima prova del Mondiale 2026 di Formula 1) precedendo di 4”351 la Red Bull di Max Verstappen e di 5”089 la McLaren di Lando Norris al termine di una gara caratterizzata da diversi colpi di scena, ma che ha regalato pochissimo spettacolo in pista a causa della difficoltà nel poter compiere i sorpassi (ostacolati dal layout del Madring) che di fatto ha reso il Gp una processione alquanto noiosa, il cui esito è stato condizionato o da alcuni problemi di affidabilità, o dalla strategia o dalla tempistica sbagliata da parte della Direzione Gara per quanto concerne l’inserimento della Virtual Safety Car. Cosa quest’ultima che alla fine è costata la vittoria alla McLaren di Lando Norris, che per quanto visto in pista (come ci soffermeremo poi in seguito) avrebbe meritato realmente la vittoria.
In tutto questo, Antonelli ha avuto il grande merito (avendo tra le mani una Mercedes sicuramente competitiva, ma non al livello di quella vista a Monza) di saper sfruttare a suo vantaggio le due situazioni favorevoli che la gara madrilena gli hanno prospettato, portando al termine del Gp a ben 81 i punti di vantaggio sul compagno di squadra Russell.

Andando ad analizzare il Gp di Spagna, si capisce bene come fin dalla partenza l’obiettivo di Norris (autore della pole position al termine delle qualifiche) sia quello di chiudere ogni possibile traiettoria ad Antonelli, in quanto (come abbiamo visto nelle gare di F2 e di F3 svoltesi nella giornata di sabato) chi partiva dalla seconda posizione aveva il vantaggio di partire dal lato più pulito della pista (e in traiettoria), mentre chi partiva dalla pole (per una singolare decisione da parte degli organizzatori della gara spagnola) si trovava sempre dal lato più sporco della pista.
Non deve quindi stupire se al via della gara Norris si sposti subito verso sinistra per chiudere la traiettoria alla Mercedes del pilota bolognese, il quale però affianca il campione della McLaren all’altezza di curva 1, finendo per tagliare la chicane compresa tra curva 2 e 3 mettendosi davanti, imitato da Max Verstappen, che (spinto fuori traiettoria da Hamilton) approfitta della situazione per mettersi alle spalle dei due contendenti. Una volta restituita la posizione a Norris, nella chicane successiva (curva 5 e 6) Antonelli tenta nuovamente il sorpasso sul campione del mondo inglese, ma anche in questo caso finisce per tagliare ancora una volta la chicane prendendo la posizione su Norris, che Kimi ai fini del regolamento deve nuovamente restituire. Verstappen approfitta della posizione, e all’esterno di curva 7 supera la Mercedes del pilota bolognese, salendo in seconda posizione.

Nel corso del quarto giro, ecco palesarsi il primo, grande colpo di fortuna della gara di Antonelli: Giampiero Lambiase informa Verstappen della necessità di dover ridare le posizioni sia a Hamilton che a Kimi (in quanto davanti al campione inglese della Ferrari), con il campione olandese che seppur a malincuore alla fine accetta, facendo passare sia il giovane pilota della Mercedes (che sale in seconda posizione) che l’eptacampione del mondo della Ferrari, costretto poi a ritirarsi (dopo essere stato controsorpassato dallo stesso Verstappen e dalla Rossa del compagno di squadra Leclerc nel corso della quinta tornata) a causa di un evidente problema ai freni nel corso del settimo giro.

Uscito di scena Hamilton, la Classifica del Gp di Spagna vede nel corso del decimo giro la McLaren di Lando Norris davanti a tutti, con 4”973 sulla Mercedes di Antonelli, e con 10”887 sulla Red Bull di Max Verstappen. In questa prima parte di gara Norris riesce ad imprimere alla corsa un ritmo assolutamente insostenibile per gli avversari e sembra destinato alla vittoria del Gp, con Antonelli e Verstappen che accusano entrambi del blistering sulla gomma anteriore sinistra (media nel caso del pilota Mercedes, soft nel caso del campione olandese).
Al termine del quattordicesimo giro si verifica l’episodio destinato a decidere il Gp di Spagna: Lance Stroll è costretto a ritirarsi al volante della sua Aston Martin a causa di un problema ai freni, che lo porta a compiere un lungo nella via di fuga presente in curva 20, con la squadra che lo invita a fermare la macchina. Inevitabile da parte della Direzione Gara la decisione di decretare il regime di Virtual Safety Car (necessario per rimuovere l’Aston Martin del pilota canadese), che scatta però a sorpresa una volta che Norris ha già tagliato la linea del traguardo. Un timing, questo, che se da una parte penalizza il campione del mondo della McLaren, dall’altra mette sia Antonelli che Verstappen nelle condizioni di poter fare nel corso del quindicesimo giro una sosta con tempo dimezzato rispetto al normale (montando entrambi un set di gomme dure), e di tornare in pista rispettivamente in terza e quarta posizione alle spalle della Ferrari di Leclerc, che avendo già al via montato le gomme dure, prosegue regolarmente, 

Norris prova a rispondere alla mossa del duo Antonelli-Verstappen fermandosi al termine del giro, ma poco prima di entrare in pitlane la Direzione Gara conclude il regime di Virtual Safety Car, obbligando così il pilota McLaren ad effettuare la sosta con la tempistica tradizionale. Non solo: nel corso della sosta, si verifica poi un ritardo nell’inserimento della gomma anteriore destra, motivo per il quale Norris torna in pista in quinta posizione, alle spalle della Ferrari di Charles Leclerc, della Mercedes di Antonelli (secondo), della Red Bull di Verstappen (quarto), e della Mercedes di Russell (quarto).

Con questa nuova situazione di classifica, Antonelli diventa il maggiore favorito per la vittoria (una volta che Leclerc si sarà fermato ai box per effettuare la sosta), con la Mercedes che invita nel frattempo Kimi a mantenersi a circa 2-2.5 secondi dal ferrarista per evitare di ricevere aria sporca dinanzi a se e di surriscaldare troppo le gomme nel secondo settore all’altezza di curva 12 (la Monumental), in quello che si rivelerà essere il tratto più congeniale alle caratteristiche della SF-26.

Solo nell’ultima parte di gara (complice il progressivo riavvicinamento alle sue spalle di Verstappen e di Norris) il pilota bolognese si dovrà a sua volta avvicinare alla Ferrari di Leclerc, salvo poi prendere la testa della corsa al termine del 48°giro, quando il pilota monegasco si fermerà ai box per effettuare la sua unica sosta.

Antonelli (approfittando del duello alle sue spalle tra Verstappen e Norris per la seconda posizione) riuscirà ad allungare nei confronti dei principali avversari, e ad aggiudicarsi il Gp di Spagna con 4”351 nei confronti della Red Bull di Max Verstappen, e di 5”089 nei confronti della McLaren di Lando Norris, diventando peraltro il primo pilota italiano ad aggiudicarsi il Gp di Spagna in una gara valida per il Mondiale di Formula 1.

Comprensibile l’entusiasmo di Antonelli per una vittoria (l’ottava stagionale) che gli consente di portare a 81 i punti di vantaggio nei confronti del compagno di squadra Russell nella lotta per il titolo mondiale, con il giovane pilota bolognese che a caldo ai microfoni di James Hinchcliffe ammetterà che “vincere è sempre bello, anche se la sensazione non è delle migliori perché credo che oggi Lando avrebbe meritato la vittoria.”

Concetto, questo, ulteriormente ribadito da Kimi anche nel corso della consueta Press Conference a fine gara. “Voglio dire, è bello vincere e credo che il passo gara nel finale fosse buono. Ma se devo essere realista e onesto, oggi non meritavamo la vittoria. Lando la meritava; credo che il nostro risultato reale sarebbe stato probabilmente un secondo o addirittura un terzo posto. Non ho gestito bene la partenza: sono stato un po' troppo aggressivo, finendo per mettermi in una posizione svantaggiosa. Quindi sì, c'è sicuramente da lavorare su questo aspetto. Tuttavia, tutto sommato, la giornata è andata bene e ne sono contento; cercheremo di fare meglio a Baku.”

Chi al pari di Antonelli ha approfittato della Virtual Safety Car è stato senza ombra di dubbio Max Verstappen, classificatosi in seconda posizione, e nominato dagli appassionati di tutto il mondo Driver Of The Day del Gp di Spagna. Al via il campione olandese taglia la chicane di curva 2 e 3 superando fuori pista Hamilton (con l’eptacampione inglese che si lamenterà non poco dell’episodio), ma dall’onboard di Charles Leclerc è possibile osservare che in realtà Hamilton aveva letteralmente aggredito il cordolo di curva 1, e, una volta tornato in pista, aveva chiuso la traiettoria a Verstappen, il quale per evitare un contatto non aveva potuto fare altro che tagliare la chicane.

Dopo aver superato Antonelli all’esterno di curva 7 salendo in seconda posizione, nel corso del quarto giro Verstappen (su consiglio della squadra e per evitare un’eventuale investigazione) era stato poi costretto a cedere la posizione non solo a Hamilton, ma anche ad Antonelli, trovandosi il pilota bolognese davanti al ferrarista.
Con il controsorpasso ad Hamilton (nel corso del quinto giro a causa del problema ai freni presente sulla Rossa numero 44) il campione olandese può così risalire in terza posizione, e probabilmente avrebbe chiuso il Gp di Spagna in tale posizione se la Virtual Safety Car non gli avesse poi permesso di guadagnare la posizione sulla McLaren di Norris.

Nell’ultima parte di gara Verstappen da una parte vede alle sue spalle riavvicinarsi progressivamente Norris, dall’altra vede davanti a se sia la Ferrari di Leclerc che la Mercedes di Antonelli. Una volta fermatosi Leclerc per la sosta, il campione olandese decide di difendere la sua seconda posizione dal ritorno di Norris, conquistando così un risultato senza dubbio positivo per la Red Bull.

Chi guarda al Gp di Spagna con profondo rimpianto è senza ombra di dubbio Lando Norris, che chiude in terza posizione, ma che in tanti considerano come il vero e proprio vincitore morale della gara.
Mantenuta la testa della corsa nel corso del primo giro (dopo esser stato superato da Antonelli dopo due tagli di chicane in curva 2 e 3 e in curva 5 e 6, con il pilota bolognese pronto a restituire in entrambi i casi la posizione), Norris comincia giro dopo giro a dare alla gara un ritmo insostenibile per i principali avversari, facendosi apprezzare sostanzialmente un po' su tutta la pista, e in particolare nel secondo settore dove emerge anche una volta di più la bontà della MCL40 nelle curve di medio-bassa percorrenza. Norris è chiaramente il favorito per la vittoria, e il campione inglese della McLaren non fa nulla per smentirlo in pista, ma purtroppo nel corso del 14°giro (come già accennato in precedenza) la sua gara cambia completamente volto in seguito al ritiro dell’Aston Martin di Lance Stroll (problema ai freni) che obbliga la Direzione Gara ad introdurre il regime di Virtual Safety Car, con la neutralizzazione che però viene data quando Norris ha già tagliato la linea del traguardo, impedendogli di fatto di poter usufruire della sosta con tempo dimezzato.

Quando la McLaren al termine della 15°tornata lo richiamerà ai box, purtroppo è già troppo tardi: la Direzione Gara dichiarerà infatti già conclusa la neutralizzazione, con Norris che dovrà fare la sosta con la tempistica standard e che (a causa anche di un ritardo nel montaggio della gomma anteriore sinistra) rientrerà in pista in quinta posizione.

Gara di fatto rovinata per il campione della McLaren, con Lando che riuscirà in una trentina di giri ad azzerare il distacco nei confronti della concorrenza (a conferma di una MCL40 dotata di un incredibile passo al Madring), ma che di fatto non riuscirà a superare in pista (approfittando delle soste di Russell prima e di Leclerc poi per salire in terza posizione), a causa del layout del Madring, che non favorisce i sorpassi, e che lo obbligherà a tagliare il traguardo alle spalle non solo della Mercedes di Antonelli, ma sopratutto della Red Bull di Verstappen, nonostante il campione olandese avesse un ritmo decisamente inferiore al suo.

Anche a Madrid la Ferrari manca per la quarta volta consecutiva il podio, con il sopra raffigurato Charles Leclerc quarto dopo esser stato a lungo in testa alla gara, e con Lewis Hamilton costretto al ritiro nel corso del settimo giro per un problema ai freni, ma che con il senno di poi (e potendo contare sul motore ADUO-2) quasi sicuramente avrebbe potuto ambire al podio.
Alla luce della mancanza di dati per quanto riguarda la simulazione del passo gara e con l’intento di differenziare le strategie, la Ferrari decide di far partire Hamilton con le gomme soft e Leclerc con le gomme dure, in modo tale con il monegasco di poter allungare per quanto possibile il primo stint di gara in vista di una possibile Safety Car o Virtual Safety Car nel finale di corsa (mai di fatto materializzatasi) che avrebbe potuto mettere Charles nelle condizioni o di vincere la gara, o quantomeno di salire sul podio. Così, purtroppo non è andata: il pilota monegasco (una volta guadagnata la quarta posizione una volta superato Hamilton a causa di un problema ai freni, che ne ha poi decretato il ritiro) ha approfittato della Virtual Safety Car chiamata dalla Direzione Gara nel corso del 15°giro per rimuovere l’Aston Martin di Lance Stroll e delle conseguenti soste dei tre piloti dinanzi a lui (prima Antonelli e Verstappen, e poi Norris) per prendere la testa della corsa, facendosi apprezzare per un buon passo gara (sopratutto nel settore centrale, dove la sua SF-26 era decisamente la migliore), in attesa come detto di una Safety Car o di una VSC nella parte finale della gara, che di fatto non c’è mai stata, denotando peraltro un ottimo feeling con le gomme dure, mancato invece nel finale (una volta effettuata la sosta nel corso del 49°dei 57 giri in programma) con le gomme soft: non solo con la mescola più morbida portata da Pirelli Charles non ha mai avuto passo, ma nel finale di gara ha visto alle sue spalle il ritorno arrembante della Mercedes di Russell (a conferma di come la gomma dura fosse la mescola più prestazionale in gara), con il pilota monegasco che ha tagliato il traguardo in quarta posizione con un vantaggio di soli 713 millesimi nei confronti del pilota inglese.

Gara da dimenticare, come detto, per Hamilton: il pilota inglese era partito piuttosto motivato, e nelle primissime curve era stato protagonista di un duello piuttosto acceso con Verstappen, con l’eptacampione del mondo inglese della Ferrari che aveva di fatto aggredito il cordolo in curva 1 nell’intento di superare il campione olandese della Red Bull, salvo però una volta tornato in pista tagliare la strada a Verstappen, costretto a quel punto a tagliare la chicane di curva 2 e 3 per evitare un possibile contatto, superando però fuori pista il pilota inglese. Hamilton via radio si lamenterà del sorpasso avvenuto fuori pista, al punto che nel corso del quinto giro sarà la stessa Red Bull ad ordinare a Verstappen (tramite il suo ingegnere di pista Gianpiero Lambiase) di restituire la posizione a Lewis, il quale però sta cominciando ad accusare alcuni problemi con i freni, che lo avevano portato ad andare lungo. Hamilton riuscirà a superare Verstappen prendendosi la terza posizione, ma sarà una gioia breve: il ripetersi del problema ai freni (con Lewis che segnalerà via radio di sentire il pedale troppo lungo) lo porterà a tagliare curva 1 (finendo per restituire la posizione a Verstappen nel corso del quinto giro, e poi nella stessa tornata in curva 15 a Leclerc) e poi a un lungo in curva 20, dove (approfittando della via di fuga), riesce a fare un testacoda e a tornare in pista in decima posizione. 
La gara di Hamilton è però segnata, con il campione inglese che viene man mano superato da tutte le altre vetture (dopo che via radio Lewis dichiara di non avere più freni) e alla fine riesce a portare la propria vettura ai box, ritirandosi per la prima volta in questa stagione.

Una Ferrari, dunque, che esce da Madrid con un doppio volto: decisamente confortante in gara (a conferma di una SF-26 che tende a trovare la giusta finestra di esercizio delle gomme man mano che passano i giri) come abbiamo potuto vedere in particolare con Leclerc (autore di un ottimo passo gara con le gomme dure), ma al contempo in evidente difficoltà in qualifica, al punto da non riuscire ad accendere al Madring la mescola più morbida portata da Pirelli (cosa già vista anche nelle libere, e ripropostasi poi in gara con Leclerc nello stint finale). Quello che manca al momento alla scuderia di Maranello è sostanzialmente la prestazione sul giro secco (che a Madrid avrebbe potuto mettere sia Leclerc che Hamilton nelle condizioni di poter puntare a un podio se non addirittura a una vittoria, se partiti più avanti rispetto al quarto e al quinto posto ottenuti sabato), che difficilmente potrà essere risolto a breve termine e in particolare nella prossima gara di campionato in Azerbaijan, su una pista dove (sopratutto nel terzo settore) la Rossa è destinata nuovamente a soffrire a causa del lungo rettilineo di 2.2 Km dove dovrebbe nuovamente esaltarsi la power unit Mercedes. 

In quinta posizione troviamo la Mercedes di George Russell, con il pilota inglese che ha pagato a caro prezzo la scelta strategica di fermarsi in occasione della Virtual Safety Car per montare le gomme medie, quando avrebbe potuto continuare il primo stint di gara con le dure. Purtroppo Russell (una volta tornato in pista) non ha mai palesato un buon feeling con le medie, al punto da dover fare un’ulteriore sosta ai box nel corso del 30°giro per tornare con le gomme dure, con le quali non solo è ritornato ad essere competitivo, ma che gli hanno permesso di andare a riprendere nel finale di gara la Ferrari di Charles Leclerc, chiudendo con un gap di soli 713 millesimi dalla Rossa del pilota monegasco. Con il senno di poi, Russell (non fermandosi in occasione della VSC) avrebbe potuto addirittura ambire al quarto posto, visto poi il ritmo palesato nel finale, dove in più occasioni è riuscito a far registrare il giro più veloce (1’35”857 nel corso del 49°giro). 

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