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F1 Monza: Pierre Gasly e la prima pole in carriera

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 6 settembre 2026, 07:28
F1 Monaco: la Corte d’Appello FIA restituisce il terzo posto ad Hadjar. Gasly torna settimo

Se Pierre Gasly può finalmente festeggiare la sua prima pole position in Formula 1, bisogna però dire che il weekend di gara per il pilota francese dell’Alpine non era per niente cominciato bene, alla luce del verdetto della Corte d’Appello FIA (arrivato quando la FP1 del Gp d’Italia era appena cominciata) che a sorpresa ha deciso di ripristinare il podio stabilito al termine del Gp di Monaco (disputato lungo le stradine del Principato lo scorso 7 Giugno) reinserendo Isack Hadjar (Red Bull) e Oscar Piastri (McLaren) rispettivamente in terza e quarta posizione a scapito proprio di Gasly (al quale sono state nuovamente riaddebitate le due penalità di cinque secondi per eccesso di velocità in pitlane), tornato in settima posizione.

© Formula 1
Ricordiamo brevemente le principali tappe della vicenda. Gasly aveva chiuso il Gp di Monaco in terza posizione alle spalle di Andrea Kimi Antonelli e di Lewis Hamilton, ma poi era stato retrocesso in classifica al settimo posto finale a causa di due penalità di cinque secondi inflitte dalla Direzione Gara al pilota francese per aver ecceduto la velocità minima consentita in pitlane fissata in 60 Km/h. Fin da subito sia Gasly che l’Alpine avevano manifestato la propria innocenza per quanto accaduto, e così nel tardo pomeriggio di domenica avevano presentato la richiesta di rivedere le due penalità comminate. Giovedì 11 Giugno si è svolta la prima parte dell’udienza, con l’Alpine che ha presentato tra le varie prove una comunicazione fornita alle squadre dalla FOM il 10 giugno, dalla quale emergerebbe come la distanza utilizzata per rilevare la velocità minima in pitlane da parte del cronometrista era stata inappropriata (avendo impostato una distanza tra prima e seconda linea di 26.92 metri, quando misurata a freddo risultava essere pari a 26.15 metri), andando così a generare una sovrastima della velocità minima (che nel caso di Gasly risultava essere di 60.4 e 60.5 Km/h).
La Federazione aveva analizzato le prove presentate dall’Alpine (tra cui la dichiarazione Fom), e, rispondendo al criterio secondo cui le prove presentate devono essere rilevanti e sopratutto non disponibili al momento di emissione della sentenza originaria, aveva non solo accettato la richiesta di revisione presentata dal team francese, ma cancellato le due penalità inflitte, ripristinando il terzo posto di Gasly al termine del Gp di Monaco, con Isack Hadjar sceso in quarta posizione, seguito da Piastri (quinto) e dalle Racing Bulls di Lawson e Lindblad in sesta e settima posizione.
La decisione degli Steward (arrivata Venerdì 12 Giugno, poco prima del via della FP1 del Gp di Barcellona-Catalunya) ha visto fin da subito la netta contrarietà di Mercedes, McLaren e Red Bull. Se Mercedes (dopo aver inizialmente presentato ricorso) aveva deciso poi di rinunciare alla protesta, McLaren e Red Bull erano andate regolarmente avanti, con la Corte d’Appello FIA riunitasi a Parigi Mercoledì 26 Agosto.
Nel dispositivo di sentenza (lungo ben 26 pagine) in cui viene ricostruita tutta la vicenda, possiamo leggere che la Corte d’Appello ha finito per contestare il ragionamento alla base dell’accettazione del diritto di revisione Alpine (e della restituzione del terzo posto a Gasly): la distanza di prima e seconda linea stabilita dal cronometrista ufficiale in 26.92 metri (nonostante l’inesattezza) è stato di fatto un parametro ufficiale, che è stato utilizzato per l’intero weekend di gara, e come tale non può essere sostituito a weekend di gara concluso per agevolare un dato pilota, così come a parere della Corte né la FOM, né tantomeno la stessa Alpine sono state in grado di dimostrare la reale distanza percorsa dalla monoposto di Gasly nei due momenti in cui è entrata in pitlane e in cui sono state rilevate le infrazioni. Tutto ciò ha portato la Corte d’Appello FIA ad annullare la decisione presa dagli Stewards lo scorso 12 Giugno e a ripristinare l’ordine di arrivo comunicato al termine del Gp, con la vittoria della Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, davanti alla Ferrari di Lewis Hamilton e alla Red Bull di Isack Hadjar.
TEAM STATEMENT pic.twitter.com/R0m4c0V6pO
— BWT Alpine Formula One Team (@AlpineF1Team) September 4, 2026
Se a caldo l’Alpine sui social era stata piuttosto diplomatica (“Il team esprime la propria delusione e frustrazione per l'esito della decisione della Corte d'Appello Internazionale della FIA relativa al risultato del Gran Premio di Monaco 2026. Pur non condividendo la decisione e ribadendo con fermezza che la vettura numero 10 non ha superato il limite di velocità in pit lane in nessun momento della gara, il team prende atto della decisione della giuria emessa durante la recente udienza di Parigi. Sebbene il risultato non sia quello sperato, in quanto riteniamo di essere stati ingiustamente penalizzati, il team rimane fermamente concentrato sul miglioramento delle proprie prestazioni in pista e resta in piena lotta per il Campionato, in una situazione di grande competitività.“), in occasione della consueta Press Conference del venerdì destinata ai Team Principal tra FP1 e FP2, l’executive advisor Alpine Flavio Briatore non ha esitato ad accusare uno dei giudici facente parte della Corte d’Appello di esser stato di parte nei confronti di McLaren, con il Team Principal Andrea Stella pronto a rispondere alle accuse del manager piemontese.

Queste di seguito le dichiarazioni in Press Conference di Flavio Briatore e di Andrea Stella.
Briatore: “È molto ingiusto. Accettiamo la decisione, ma la cosa strana è che nel collegio giudicante c'erano quattro giudici. Uno dei giudici si comporta come un pubblico ministero. Questo non è un grosso problema. Il problema è che è molto legato alla McLaren, perché abbiamo una bella foto di quest'uomo a un discorso per la McLaren nel 2018 al MSO di Beverly Hills. Ha una fondazione, si chiama One Drop Foundation, e la McLaren ha donato due o tre auto. È stato piuttosto ingiusto. Uno dei giudici era legato a un team che ci stava processando”.
Stella: “La mia reazione riguarda la decisione della Corte d'Appello Internazionale. Se vogliamo parlarne, sono felice di commentare. Abbiamo appena rilasciato anche una dichiarazione. Se volete parlare di questo tipo di accuse, penso che non sia opportuno.
È una decisione che accogliamo con favore. È molto importante. È importante perché, prima di tutto, fa chiarezza sull'applicazione dell'articolo 1.1.1 del Codice Sportivo Internazionale della FIA, che è fondamentale – fondamentale per tutto ciò che ne deriva. Abbiamo presentato ricorso perché volevamo assicurarci che questa chiarezza venisse fatta. Avevamo delle preoccupazioni, che andavano oltre la possibile perdita di due punti in campionato. Probabilmente questi due punti non faranno alcuna differenza. Eravamo preoccupati per l'applicazione dell'uguaglianza e della correttezza sportiva, e questo è importante. E non è importante solo per la McLaren. Infatti, non solo la Red Bull ha presentato ricorso, ma tutte le squadre erano presenti all'udienza perché questo era un momento molto importante, direi, in termini di chiarimento su come applichiamo le regole, su come applichiamo la coerenza e, in questo caso specifico, la coerenza riguarda le metodologie valide durante un weekend di gara”.
Briatore: “È stato molto bello parlare del punto uno, uno, P2, tre, P, P, P, ma ciò che è ingiusto è che un giudice fosse legato alla McLaren. Questo è ingiusto. Il giudice normalmente deve essere completamente indipendente. E questo giudice, il cui nome è, è un nome italiano, ma è americano, Filippo Marchino. Filippo Marchino è un giudice, è stato molto cattivo durante l'udienza, quando agiva come pubblico ministero. E dopo, abbiamo scoperto il motivo di tanta cattiveria, questo tizio. È molto legato alla McLaren. Questo l'ho notato. Quindi, qualunque cosa abbia detto Stella, per lo sport, per questo, prima di tutto penso che qualcuno, quando si tratta di emettere una sentenza, il giudice debba essere indipendente. E non qualcuno che fa discorsi per la McLaren e qualcuno che usa la macchina McLaren per beneficenza. Questo è il punto. Dopo di che, il punto uno, uno, tre, due, quattro, cinque, non mi interessa. Mi interessa… Sono molto sorpreso che questo tizio abbia un legame con la McLaren.”
L’argomento viene poi ripreso in un secondo in seguito alle domande dei giornalisti di Sky Sports Uk Ted Kravitz (nei confronti di Flavio Briatore) e di Craig Slater (nei confronti di Andrea Stella).
Kravitz: “Flavio, giusto per riprendere quello che stai dicendo. Il signore a cui ti riferisci non era il presidente dell'udienza, quello era il signor Grech. Puoi dire che né tu, come risulta, né i vostri rappresentanti legali avete sollevato obiezioni all'epoca riguardo a questo signore?”
Briatore: “Non lo sappiamo.(...) Anche la FIA lo sa. Non avevamo idea che questo signore fosse legato alla McLaren. Siamo andati all'udienza con la McLaren e abbiamo visto una cosa molto strana perché questo giudice non era un giudice, era un pubblico ministero. Erano quattro giudici. Questo in particolare era un pubblico ministero contro la FIA, contro di noi, contro la FOM. Voglio dire, dopo l'incontro, logicamente, non prima, abbiamo scoperto che questo signore era legato al team McLaren. Questo è quello che penso. Quindi, è piuttosto ingiusto se uno dei giudici è legato a uno dei team che ci sta dando battaglia.”
Kravitz: “Ok, ma è un'accusa piuttosto grave e ovviamente il signor Marchino non è qui per difendersi.”
Briatore: “Come ha detto Stella, accettiamo la decisione. Accettiamo tutto. Voglio dire, è piuttosto strano che un membro della commissione sia collegato al team.”
Kravitz: “La mia domanda era: il team sta valutando un ulteriore ricorso in sede giudiziaria in base a quanto avete detto oggi?”
Briatore: “No, ci stiamo pensando. Aspetteremo il fine settimana e poi ci penseremo. Per il momento, non lo so”.
Slater: “ Rivolgendomi ad Andrea, capisco che stiamo entrando in un terreno delicato per quanto riguarda chi ha giudicato questo caso, ma respingeresti almeno l'ipotesi che la McLaren abbia avuto un ruolo nella nomina di chi ha supervisionato questo caso? Inoltre, cos'altro deve succedere ora per evitare che la F1 si trovi di nuovo in questa situazione?”
Stella: “Trovo che la piega che sta prendendo questa conferenza stampa sia piuttosto offensiva per la McLaren, per la reputazione di una squadra che merita molto rispetto. E se qualcuno fa questo tipo di accuse – che sembrano piuttosto gravi – dovrà assumersi la responsabilità di ciò che dice in un forum pubblico. L'udienza, l'intero procedimento della Corte d'Appello Internazionale, si è svolto secondo i più alti standard e non dovremmo mettere in discussione questa fase come è stata condotta.”
Statement from the FIA International Court of Appeal.
— FIA (@fia) September 5, 2026
The FIA Courts operate independently from the FIA’s sporting and administrative functions.
In this statement, the Court clarifies the procedures governing the appointment and participation of its judges, and reaffirms its… pic.twitter.com/7HCuMoelUE
Da rilevare nella giornata odierna la pubblicazione sui social della Federazione di una dichiarazione ad opera della Corte D'Appello, volta a difendere la propria rispettabilità.
Resta da capire ora cosa decideranno di fare Alpine e McLaren, in merito non solo alla sentenza della Corte d’Appello, ma anche in base alle dichiarazioni rilasciate da Flavio Briatore. Finirà tutto qui o ci saranno ulteriori sviluppi? Ai posteri l’ardua sentenza.
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