F1 Monza: Pierre Gasly e la prima pole in carriera

Il pilota francese ottiene a sorpresa la pole position del Gp d’Italia precedendo Russell (Mercedes) e le Ferrari di Leclerc e di Hamilton. Piastri retrocesso dal terzo al sesto posto per impeding su Lawson.
 
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F1 Monza: Pierre Gasly e la prima pole in carriera
© Getty Images

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 6 settembre 2026, 07:28

Un risultato a dir poco inaspettato. Se al termine della FP3 tutto lasciava presagire una pole ad opera della Mercedes di George Russell, le qualifiche del Gp d’Italia hanno invece premiato l’Alpine di Pierre Gasly, con il pilota originario di Rouen che a Monza conquista la sua prima pole position in Formula 1, su quella stessa pista che proprio sei anni fa (per la precisione il 6 Settembre 2020) lo aveva visto cogliere al volante dell’AlphaTauri la sua prima (e al momento unica) vittoria nella massima serie motoristica.

Come spiegare questo exploit, impossibile da immaginare anche solo alla vigilia delle qualifiche odierne? Sicuramente gli aggiornamenti introdotti nella precedente gara di campionato a Zandvoort hanno riportato l’Alpine ad essere maggiormente competitiva, ma non c’è dubbio che alla base della pole odierna ci sia stata in primis la power unit Mercedes (che a Monza ha letteralmente fatto la differenza), associata alla scelta da parte del team francese di adottare un assetto un po' più scarico che ha finito per esaltare le doti velocistiche dell’A526 (monoposto che in rettilineo ha palesato pochissimo drag) senza però comprometterne il bilanciamento, a cui va aggiunta non solo l’individuazione di una corretta tempistica di uscita dai box, ma anche l’intuizione nel comprendere che a Monza con le attuali monoposto un “trenino” formato da più macchine tutte impegnate nel giro lanciato genera una scia maggiore rispetto a quella garantita da proprio compagno di squadra.

Tutti questi elementi (associati a una corretta esecuzione da parte della squadra guidata da Flavio Briatore) hanno messo Gasly nelle condizioni di poter esprimere tutto il suo talento e di ottenere una pole position (1'21"786), che riporta un pilota francese davanti a tutti in qualifica a Monza (a distanza di 29 anni dalla pole conquistata nel 1997 da Jean Alesi al volante della Benetton).

Se sul giro secco Alpine ha potuto fare la differenza, resta ora da capire cosa potrà succedere in gara, con Gasly che al termine delle qualifiche (dopo esser stato premiato con il ruotino Pirelli da Federica Brignone, come possiamo vedere nella foto di apertura) non ha nascosto la volontà di lottare per la vittoria, mentre Briatore ai microfoni di Matteo Bobbi (Sky) ha dichiarato che se da una parte il suo sogno sarebbe vincere il Gp d’Italia, dall'altra essere tra i primi 3-4 è un obiettivo alla loro portata.

Restando in casa Alpine, positiva è stata anche la qualifica di Franco Colapinto (ottavo), che partirà in settima posizione complice il punzonamento della quinta power unit stagionale ad opera della Mercedes di Andrea Kimi Antonelli.

Chi esce sconfitto dalle qualifiche di Monza senza ombra di dubbio è George Russell (sopra raffigurato durante la FP3). Il pilota inglese della Mercedes aveva tutto a portata di mano per poter cogliere quella che sarebbe stata la sua quinta pole stagionale, e invece alla fine si deve accontentare della prima fila (e più precisamente del secondo posto), staccato di soli 60 millesimi dal poleman Gasly. Se rispetto alla FP3 la sua W17 è sembrata comportarsi piuttosto differentemente sopratutto in staccata arrivando più volte al bloccaggio (cosa che lo ha portato a lamentarsi via radio con la squadra), Russell nell’ultimo tentativo lanciato in Q3 non ha potuto contare neanche sulla scia del compagno di squadra Antonelli (dopo averla provata non solo nella FP3 della mattina, ma anche in Q1 e in Q2) a causa dell’intromissione da parte di Max Verstappen, che, rimasto senza scia, ha pensato di approfittare di quella generata dalla Mercedes del giovane pilota bolognese. Antonelli però se n’è accorto prontamente, e questo lo ha portato a rallentare ancor prima di fare la Parabolica, con Verstappen che giocoforza ha dovuto fare il giro senza scia, e con Russell che alla fine ha potuto contare sulla scia di Antonelli solo e unicamente sul rettilineo del traguardo e non su tutto il giro (come originariamente ipotizzato da Mercedes), essendosi poi Kimi (che partirà in griglia ventesimo per il punzonamento della quinta power unit stagionale, nonostante il settimo posto ottenuto in qualifica) fatto da parte essendo troppo vicino al compagno di squadra. Russell ha provato comunque a proseguire, approfittando nel proseguo del giro della scia generata proprio dalla Red Bull di Verstappen, che alla fine non si è rivelata sufficiente per poter ottenere la pole position.

Occasione persa in casa McLaren: se rispetto alla giornata di venerdì e alla FP3 del sabato mattina la MCL40 aveva palesato un deciso passo avanti sopratutto nelle curve più veloci così come nella gestione dell’energia della power unit Mercedes con il sopra raffigurato Oscar Piastri (qualificatosi in terza posizione), l’impeding assai evidente del pilota australiano in Q2 ai danni della Red Bull di Liam Lawson ha portato la Direzione Gara ad investigare Piastri e a comminare al pilota australiano una penalità di tre posizioni, che lo vedrà partire domenica in gara dalla sesta piazzola della griglia di partenza.

In difficoltà è apparso anche Lando Norris: il campione del mondo nel corso del run decisivo non solo non ha potuto contare sulla scia del compagno di squadra Piastri (lungo alla Prima Variante), ma ha patito in qualifica un problema ai freni, che alla fine lo ha portato ad accontentarsi di un anonimo nono posto (diventa ottavo per via del cambio motore ad opera della Mercedes di Antonelli).

Ad approfittare della penalità di Piastri sono così le Ferrari di Charles Leclerc e di Lewis Hamilton (qualificatesi in quarta e quinta posizione), che passano così entrambe in seconda fila e che prenderanno il via del Gp d’Italia in terza e quarta posizione, al termine di una qualifica sottotono da parte della scuderia di Maranello. Se nelle libere del venerdì sopratutto con Leclerc la SF-26 dotata del nuovo motore dotato di ADUO 2 aveva molto ben impressionato mentre nella FP3 odierna era stato Hamilton a brillare cogliendo la seconda posizione (con Leclerc impossibilitato a migliorarsi nell’ultimo run), le qualifiche hanno visto una Rossa fare molta fatica nell’accedere in Q3, con Leclerc (nono) e Hamilton (decimo) che sono riusciti a superare il Q2 per il rotto della cuffia nei confronti dell’Audi di Gabriel Bortoleto (undicesimo), eliminato per un solo millesimo di ritardo nei confronti di Hamilton.
Al netto dei problemi alla batteria denunciati dal Team Principal Vasseur al termine delle qualifiche (e che sarebbero stati alla base delle difficoltà patite in Q2), quella che è davvero mancata alla Ferrari fino a questo momento a Monza è stata ancora una volta la corretta esecuzione delle operazioni. Emblematico sotto questo aspetto quanto accaduto nel primo run del Q3, con Hamilton uscito in ritardo dai box e costretto ad effettuare il proprio giro lanciato senza poter usufruire di alcuna scia, in quanto la squadra non aveva ancora montato le gomme sulla sua monoposto. Un errore gravissimo che un team impegnato in una potenziale lotta per il titolo mondiale non può e non deve permettersi.

Non è un caso se ai microfoni di Sky Sports Uk (pur ringraziando la squadra per gli aggiornamenti portati in pista) Hamilton abbia puntato il dito proprio contro l’esecuzione in Q3, definendola pessima, aggiungendo che nelle libere la macchina molto bene, motivo per il quale in vista delle qualifiche non aveva cambiato nulla a livello di assetto. Se in Q1 la macchina andava bene e si sentiva a suo agio, l’eccessiva attesa nello scendere in pista in Q2 ha portato Lewis a non sentire più la macchina come in precedenza, con il campione inglese che non riesce a capire se si sia tratto di un problema dovuto alla pressione delle gomme, o se le stesse non avessero raggiunto la corretta finestra di esercizio.

Molto deluso è apparso anche Charles Leclerc, che ai microfoni di Mara Sangiorgio (Sky) non ha nascosto come la squadra in qualifica si sia complicata la vita a causa di alcuni problemi dovuti al background, e che Charles non comprende perché si siano verificati solo in qualifica. Guardando alla gara, il pilota monegasco è convinto che il passo evidenziato dalla Rossa nelle simulazioni effettuate in FP2 possa essere sicuramente un’arma a loro vantaggio, ma non nasconde come sui rettilinei potrebbe essere comunque in difficoltà, e ciò complicherà non poco la loro gara, dovendo usare la modalità push per difendersi. Da parte sua Charles proverà comunque a fare una magia (come già fatto nel 2019 e nel 2024 quando vinse), ma è lo stesso pilota monegasco ad ammettere che sicuramente sarà difficile.

Alle spalle delle due Ferrari troviamo in quinta posizione la Red Bull di Max Verstappen, che guadagna una posizione in griglia (rispetto al sesto posto ottenuto in qualifica) in virtù delle tre posizioni di penalità in griglia comminate per impeding a Piastri. Con Liam Lawson costretto prima delle qualifiche a cambiare motore (partirà ventunesimo in griglia), il campione olandese (grazie alla squadra che nella notte aveva cambiato il set-up della monoposto, apparso francamente poco efficace nella giornata di venerdì) aveva trovato nel corso della FP3 corsa in mattinata un buon bilanciamento, al punto da risultare in lotta per la pole (o nella peggiore delle ipotesi per le prime due file) con Russell e con la Ferrari di Hamilton. In qualifica, però, qualcosa è cambiato, con Verstappen che è tornato a lamentarsi del retrotreno della macchina, quasi come se la squadra avesse ulteriormente toccato l’assetto della sua RB22, finendo però per perdere il bilanciamento precedentemente trovato. Il campione olandese della Red Bull ha parlato di un problema al retrotreno, che la squadra potrà valutare solamente nella mattinata di domenica.

Approfittando della sostituzione motore ad opera di Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, guadagnano una posizione la Racing Bulls di Arvid Lindblad e l’Audi di Gabriel Bortoleto: se il pilota anglo-inglese (qualificatosi in decima posizione, partirà nono) conferma una volta di più tutto il suo talento, dimostrando di essere molto veloce e facendo meglio del compagno di squadra Yuki Tsunoda (eliminato addirittura in Q1), il pilota brasiliano (qualificatosi con l’undicesimo tempo, partirà decimo) è riuscito ad arrivare a pochissimi millesimi dalle Ferrari in Q2, nonostante nel run decisivo stesse dando la scia al compagno di squadra Hulkenberg (eliminato con il tredicesimo tempo, partirà dodicesimo).

 

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