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F1 Zandvoort: Norris in pole davanti alle Mercedes, Ferrari in terza fila
Il campione del mondo uscente conquista in Olanda la sua seconda pole consecutiva (nonché stagionale) precedendo le Mercedes di Russell (vincitore della Sprint) e di Antonelli. Quarto Piastri. Ferrari: quinto Hamilton, sesto Leclerc

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 22 agosto 2026, 23:02
Una preziosa conferma. Lando Norris ribadisce la crescita tecnica della McLaren già intravvista prima della pausa estiva con la vittoria in Ungheria, e fa sua la pole position del Gp d’Olanda (dodicesima prova del Mondiale 2026 di Formula 1) precedendo rispettivamente di 102 e di 133 millesimi le Mercedes di George Russell e di Andrea Kimi Antonelli. Dopo aver sfiorato nel pomeriggio di venerdì il miglior tempo nella Sprint Qualifying (mancato per soli 41 millesimi) ed aver concluso in terza posizione la gara Sprint disputata questa mattina, il campione del mondo uscente riesce a conquistare la sua seconda pole position stagionale (nonché consecutiva) dopo quella conseguita all’Hungaroring all’interno di una sessione di qualifica che lo ha visto sempre nelle primissime posizioni.

Dopo aver ottenuto il terzo tempo in Q1 e la migliore prestazione in Q2 (con 13 millesimi sul compagno di squadra Piastri), anche nel primo run del Q3 Norris ottiene la miglior prestazione dopo aver fatto (al pari dei principali avversari) due giri di riscaldamento. Con la pioggia che nel finale di sessione comincia progressivamente a cadere, il campione del mondo nell’ultimo run a disposizione decide di fare subito il giro cronometrato, andando a cercare la massima prestazione sopratutto nel secondo settore (caratterizzato da alcuni curvoni veloci che tendono ad esaltare le doti tecniche della MCL40), ipotizzando (come visto nella Sprint Qualifying) che i principali avversari sarebbero stati piuttosto vicini. Tutto questo porta così Norris ad ottenere un tempo (1’11”163), che gli permette di cogliere la seconda pole position in carriera in terra olandese, dopo quella che aveva già fatto registrare nel 2024.
Se al termine delle qualifiche Norris non ha nascosto un po' di sorpresa per la pole ottenuta (che non si aspettava minimamente) affermando che la pioggia ha permesso alla pista di raffreddarsi dando così modo alla sua macchina di ottimizzare il proprio comportamento con le gomme, è guardando alla gara che il campione inglese della McLaren sembra essere piuttosto preoccupato, temendo che l’elevato degrado emerso in occasione della Sprint possa palesarsi anche nel corso del Gp domenicale.

Restando in casa McLaren, rispetto alla Sprint Qualifying Oscar Piastri è apparso un po' più competitivo, non riuscendo però nel finale del Q3 a superare entrambe le Mercedes dopo esser stato a lungo davanti a loro nelle precedenti fasi di qualifica. Dopo aver ottenuto il miglior tempo in Q1 ed aver chiuso il Q2 staccato di soli 13 millesimi da Norris, il pilota australiano aveva iniziato il Q3 facendo registrare il terzo tempo alle spalle di Norris e di Russell (Mercedes). Con la pioggia data sempre più vicina, anche Piastri ha dovuto subito cercare la prestazione nell’ultimo run, ma a differenza di Norris il pilota australiano (pur migliorando il proprio tempo) è rimasto alle spalle di entrambe le Mercedes, chiudendo così in quarta posizione.
Così Piastri ha commentato il quarto posto finale al termine delle qualifiche sul sito ufficiale McLaren. “Una giornata complessivamente positiva, considerando entrambe le sessioni. Anche se il risultato finale della Sprint e delle qualifiche non è esattamente quello che speravo, la macchina si è comportata bene ed è incoraggiante sapere che stiamo facendo progressi e che possiamo competere ai vertici. Prenderò questi segnali promettenti e lavorerò con il team per capire cosa possiamo fare per migliorare il nostro passo gara, visto che la seconda metà dello Sprint non è stata all'altezza delle nostre aspettative. Sappiamo che sorpassare qui non è facile, quindi la partenza sarà cruciale domani. Siamo in lotta con Mercedes e Ferrari e speriamo che le modifiche apportate ci mettano in una posizione migliore per lottare per il podio.”

A sandwich tra le due McLaren troviamo in seconda e terza posizione le Mercedes di George Russell e di Andrea Kimi Antonelli. Il sopra raffigurato pilota inglese (vincitore della Sprint corsa in mattinata) sembra essere tornato decisamente rigenerato dopo la pausa estiva, tornando a mostrare quel potenziale che nella prima parte di campionato non era emerso in tutta la sua interezza, e che addirittura prima della pausa estiva lo aveva portato persino a dubitare del fatto che sapesse ancora guidare. Se è vero che alla fine Russell non è riuscito a ripetere il miglior tempo ottenuto ventiquattr’ore prima nella Sprint Qualifying, bisogna però anche dire che il secondo posto odierno rappresenta comunque una prestazione piuttosto solida da parte del pilota inglese, nonostante nel corso dell’ultimo run abbia accusato un sovrasterzo in curva 8, che ha finito per surriscaldare le gomme, impedendogli di migliorare nel proseguo del giro. Se alla fine anche lo stesso Russell non nasconde un po' di delusione per questa pole mancata cercando comunque di sottolineare gli aspetti positivi, in ottica gara il pilota inglese è decisamente più positivo, sicuro del fatto che la Mercedes possa giocarsi tranquillamente la vittoria, non solo per via del maggior degrado gomme accusato dalla McLaren nella Sprint, ma anche perché la Ferrari (ritenute dallo stesso Russell la loro minaccia più grande) partiranno più indietro del previsto, dandogli così ancora più tranquillità.

Dopo esser stato battuto dal compagno di squadra nella Sprint Qualifying, anche nelle qualifiche del Gp d’Olanda Andrea Kimi Antonelli (terzo) partirà alle spalle della W17 gemella di George Russell, ma rispetto a ventiquattr’ore prima il distacco tra i due piloti Mercedes è di soli 31 millesimi. Per quanto visto in qualifica, Antonelli avrebbe addirittura potuto chiudere la qualifica davanti a Russell, ma un errore in curva 1 nell’ultimo run lo porta a perdere ben due decimi, alla fine risultati decisivi per perdere la posizione nei confronti del compagno di squadra. Intervistato al termine delle qualifiche da Mara Sangiorgio (Sky), il 19enne pilota bolognese non nasconde il proprio rammarico per la sbavatura commessa in qualifica, ma in ottica gara Kimi è convinto del fatto che sarà molto importante la partenza per poi provare ad aumentare la pressione nei confronti dei piloti che dovessero essere davanti a lui, non esitando anche a studiare una strategia alternativa pur di poter ottenere un buon risultato.

Alle spalle di McLaren e Mercedes troviamo la Ferrari, che ottiene l’intera terza fila con il sopra raffigurato Lewis Hamilton (quinto) davanti a Charles Leclerc (sesto). Se sulla carta le caratteristiche della pista di Zandvoort unite al fatto che lo stesso circuito fosse front-limited (quindi con maggior degrado sull’asse anteriore) erano aspetti che sulla carta avrebbero dovuto sorridere alla Rossa, la realtà dei fatti (anche rispetto alla Sprint Qualifying disputata ventiquattr’ore prima) è risultata essere decisamente meno favorevole alla scuderia di Maranello. Se il nuovo fondo sembra funzionare correttamente, le temperature più basse (con maggiore difficoltà nel trovare la giusta finestra di esercizio delle gomme) associate a una modifica all’erogazione della potenza del motore (sulla sola macchina di Leclerc) hanno portato a un risultato piuttosto deludente, che ora entrambi i piloti dovranno provare in qualche modo a recuperare su una pista come quella olandese dove superare è assai complicato.
Soffermandoci sulle dichiarazioni dei piloti, al termine delle qualifiche Lewis Hamilton ai microfoni di Mara Sangiorgio (Sky) ha dichiarato che la squadra è arrivata a questo weekend con l’intento di progredire. Se nella FP1 erano molto forti, e nella Sprint il compagno di squadra Leclerc era stato piuttosto competitivo, è nelle condizioni accusate in qualifica che a detta di Lewis è mancato qualcosa con le gomme, mentre a livello di macchina la situazione odierna era decisamente migliore rispetto a quella della Sprint. Hamilton non nasconde che nella preparazione delle gomme gli altri possano aver fatto meglio (al punto da aver potuto fare un solo giro di riscaldamento, mentre nel loro caso ne servivano due), ma a suo parere la macchina potrebbe essere buona in gara, concludendo che bisogna tenere la testa bassa e continuare a spingere.

Secondo Leclerc (sempre ai microfoni di Mara Sangiorgio) non è stato il doppio giro di riscaldamento a penalizzare la performance in qualifica, quanto il fatto che mancasse proprio il passo. Se ieri (parlando con Russell e con Norris) il pilota monegasco era arrivato alla conclusione che loro non avessero fatto tutto alla perfezione e che avevano più margine di prestazione, oggi secondo Charles la squadra ha sbagliato, sostenendo che a suo parere la strategia motore (modificata prima della qualifica) non è andata bene, in quanto arrivando in Q3 la power unit ha fatto delle cose strane. Guardando alla gara, secondo Leclerc non c’è dubbio che questa qualifica renda loro la vita più difficile, ma è anche vero che con 72 giri da percorrere tutto può succedere, anche se chiaramente sarà per loro una gara difficile.

In difficoltà la Red Bull, settima con Max Verstappen e ottava con Liam Lawson (tornato a guidare per il team austriaco in seguito all’infortunio al polso di Isack Hadjar): se il campione olandese (influenzato) al termine delle qualifiche ha ribadito lo scarso feeling con la monoposto derivante da un bilanciamento per nulla perfetto nonostante le modifiche apportate dopo la gara Sprint, il pilota neozelandese rispetto alla passata stagione (che lo aveva visto retrocesso in Racing Bulls dopo le prime due gare piuttosto negative in Australia e in Cina) sembra aver trovato un feeling maggiore con la monoposto, al punto da qualificarsi in ottava posizione, staccato di 115 millesimi dal campione olandese.
A chiudere la top ten troviamo l’Audi di Gabriel Bortoleto in nona posizione (con il pilota brasiliano capace di fare la differenza in una qualifica che ha visto il più esperto compagno di squadra Nico Hulkenberg eliminato in Q2 con il tredicesimo tempo), e la Racing Bulls di Arvid Lindblad (che ha ribadito una volta di più tutto il suo talento, facendo meglio del rientrante Yuki Tsunoda, qualificatosi dodicesimo) in decima posizione.


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