F1 2026: il bilancio a metà campionato - seconda parte  

Il bilancio di Red Bull, McLaren, Ferrari e Mercedes dopo le prime undici gare di campionato

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F1 2026: il bilancio a metà campionato - seconda parte
 
© Getty Images

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 17 agosto 2026, 14:41 (Aggiornato il 19 ago 2026 alle 14:47)

Seconda parte del nostro Dossier dedicato al bilancio delle squadre iscritte al Mondiale 2026 di Formula 1 dopo le prime undici gare di campionato: dopo che nella prima parte ci siamo soffermati sulle squadre di seconda fascia (Cadillac, Aston Martin, Williams, Audi, Haas, Alpine e Racing Bulls),  questa volta la nostra attenzione ricadrà sui quattro top team, e più precisamente su Red Bull, McLaren, Ferrari e Mercedes.  

Red Bull

L’unico top team a non aver ancora vinto una gara nella prima parte di campionato. La Red Bull al via del nuovo ciclo regolamentare ha finito senza dubbio per pagare la lunga rincorsa al titolo che l’anno scorso l’ha portata a giocarsi il Mondiale piloti con la McLaren fino all’ultima gara di campionato ad Abu Dhabi, con Max Verstappen che alla fine per soli due punti ha dovuto rinunciare al sogno del quinto titolo mondiale consecutivo a beneficio del pilota papaya Lando Norris,
Se sotto il punto di vista motoristico bisogna dare atto alla Red Bull di essersi preparata per tempo al nuovo regolamento tecnico realizzando al debutto come motorista una power unit che sotto il profilo termico è risultata essere addirittura la migliore dell’intero lotto (non ricevendo pertanto alcuna agevolazione con l’ADUO) pur soffrendo qualcosina per quanto concerne il motore elettrico, dall’altra, però, la RB22 si è rivelata essere una monoposto piuttosto complessa da assettare.

Se le prime gare di campionato Max Verstappen e Isack Hadjar si sono ritrovati addirittura a lottare nella zona di centro classifica a causa non solo dei limiti della vettura (decisamente sovrappeso) ma anche di un problema allo sterzo segnalato da entrambi i piloti, con il passare delle gare (e con l’introduzione di aggiornamenti introdotti in Giappone, a Miami e sopratutto nella gara casalinga dell’Austria) la situazione è sembrata decisamente migliorare, con la vettura arrivata ai limiti del peso indicato dalla Federazione, e in grado prestazionalmente parlando di avvicinarsi alle prestazioni di Mercedes e Ferrari.

Non è un caso se dopo il primo podio stagionale di Verstappen in Canada, con l’introduzione del nuovo pacchetto di aggiornamenti in Austria sia arrivato sempre con il campione olandese un secondo posto sulla pista del Red Bull Ring, e poi (dopo il ritiro occorso nelle fasi finali del Gp del Gran Bretagna a Silverstone dopo un problema all’ala rotante, già occorso nelle qualifiche in Austria) anche un terzo posto in Belgio e un secondo posto in Ungheria.

Da capire, però, quale potrà essere la spinta della Red Bull nel proseguo della stagione: per provare a colmare il distacco nei confronti dei principali avversari, il team austriaco ha infatti portato in pista come detto diversi pacchetti di aggiornamenti anche piuttosto corposi, e questo potrebbe chiaramente essere un problema nella seconda parte del campionato, quando si farà stringente l’obbligo di rispettare il budget cap. Non è quindi da escludere la possibilità che il team austriaco guidato da Laurent Mekies pur puntando ad alcune vittorie di tappa non possa decidere di concentrarsi fin da ora sul progetto 2027, in modo tale da poter puntare il prossimo anno fin dalle prime gare alla lotta per il titolo mondiale.

Soffermandoci sui piloti, se da una parte Max Verstappen si conferma un preziosissimo punto di riferimento per la Red Bull (si parla peraltro di un ampliamento del suo contratto da fine 2028 a fine 2029, con in cambio l’eliminazione delle clausole prestazionali che permetterebbero al campione olandese di poter eventualmente cambiare squadra l’anno successivo in base ai risultati maturati nella prima parte di campionato), dall’altra merita di essere sottolineata l’ottima prima parte di campionato di Isack Hadjar.

Promosso nel team austriaco dopo la positiva stagione d’esordio in Racing Bulls, il pilota franco-algerino ha dimostrato di possedere un ottimo talento velocistico, ma sopratutto di riuscire a stare al passo di Max Verstappen, al punto da essere in diverse circostanze addirittura più veloce di lui. Non è un caso se nelle scorse settimane il Team Principal Laurent Mekies ha dato quasi per certa una sua riconferma, sottolineando l’ottimo lavoro portato da Isack nella prima parte di campionato. 

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