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F1 2026: il bilancio a metà campionato. Prima puntata
Primo bilancio stagionale per Cadillac, Aston Martin, Williams, Audi, Haas, Alpine e Racing Bulls dopo le prime undici gare di campionato

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 14 agosto 2026, 14:42
Una prima parte di campionato caratterizzata dalla decisa superiorità motoristica della Mercedes, ma al contempo in grado di regalare gare spettacolari. Il Mondiale 2026 della Formula 1 ha sostanzialmente confermato le indicazioni della vigilia che volevano la Mercedes essere l’assoluto punto di riferimento, con il team tedesco guidato da Toto Wolff che non a caso è riuscito a conquistare non solo dieci delle undici pole position a disposizione (sei con Andrea Kimi Antonelli e quattro con George Russell, con la pole del Gp d’Ungheria andata alla McLaren motorizzata Mercedes di Lando Norris,) ma al contempo otto delle undici gare fin qui disputate (Gp Australia e Austria con Russell, Gp Cina, Giappone, Miami, Canada, Monaco e Belgio con Antonelli). Merito di una monoposto (la W17) estremamente efficace, ma anche di una power unit che sopratutto per quanto concerne la potenza elettrica non ha nulla di invidiare ai principali competitor, in un quadro che vede la Ferrari come potenziale seconda forza (grazie a una SF-26 che ha nel telaio il suo punto di forza, che paga un po' di potenza sotto il profilo motoristico) e tornata al successo con Lewis Hamilton a Barcellona e con Charles Leclerc a Silverstone.
In decisa ripresa dopo la vittoria di Lando Norris a Budapest è la McLaren (tornata ad essere competitiva grazie al pacchetto di aggiornamen ti introdotto in Ungheria, in attesa di ulteriori sviluppi previsti nelle prossime gare), mentre chi al momento non è ancora salita sul gradino più alto del podio è la Red Bull, con il team austriaco che vede ancora una volta come punto di riferimento il quattro volte campione olandese Max Verstappen, ma con Isack Hadjar che ha saputo ambientarsi piuttosto rapidamente, riuscendo in più occasioni ad essere più veloce del suo caposquadra. Il tutto in un frangente di campionato che ha visto crescere (e non poco) il team satellite Racing Bulls, che grazie ai punti raccolti in Ungheria,per la prima volta dalla sua fondazione (2006) occupa il quinto posto della Classifica Costruttori, grazie ai continui piazzamenti a punti dei piloti ufficiali Liam Lawson ed Arvid Lindblad, che ha così consentito al team di Faenza di superare un’Alpine cresciuta rispetto alla passata stagione anche grazie all’adozione del motore Mercedes ad opera del team francese guidato da Flavio Briatore.
Tante le indicazioni emerse dalla prima parte del Mondiale 2026, e che proveremo ad analizzare nelle due puntate che costituiscono il presente Dossier. In questa prima puntata ci soffermeremo su Cadillac, Aston Martin, Williams, Audi, Haas, Alpine e Racing Bulls.
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