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La Formula 1 e il Gp del Bahrain in Malesia

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 29 luglio 2026, 12:44 (Aggiornato il 29 luglio 2026, 16:17)
La capacità di sapersi adattare nei momenti più complicati. Nel corso degli ultimi anni la Formula 1 ha confermato in più occasioni il suo essere duttile di fronte a situazioni assolutamente indipendenti dalla sua volontà. Lo è stata nel biennio 2020-2021, quando dinanzi all’emergenza sanitaria legata alla diffusione del COVID-19 la massima serie motoristica è stata uno dei primi sport a ripartire non esitando a ridisegnare anche in maniera decisa il proprio calendario, lo è stata una volta di più in questi mesi, riuscendo a trovare una soluzione per reinserire il calendario il Gp del Bahrain, cancellato (al pari del Gp dell’Arabia Saudita) lo scorso aprile dinanzi alla difficile situazione geopolitica che coinvolge il Medio Oriente e legata giocoforza alla guerra attualmente in corso tra Usa e Iran.
Essendo quella in programma sul circuito del Sakhir una trasferta al momento potenzialmente a rischio per le squadre e per i piloti, FIA e FOM sono riuscite a trovare un modo per non rinunciare comunque alla gara, spostando il Gp del Bahrain in Malesia (e più precisamente sul circuito di Sepang a Kuala Lumpur) nel weekend di gara del 2-4 ottobre. Un weekend che peraltro non prevedeva alcuna gara, essendo a sandwich tra il Gp d’Azerbaijan (24-26 settembre) e il Gp di Singapore (9-11 ottobre, con il circuito di Marina Bay che ospiterà peraltro anche la sesta e ultima Sprint stagionale).
Così facendo, quindi, non solo la Formula 1 mette a punto una preziosa tripletta di gare in un momento piuttosto intenso della stagione, ma sopratutto consente a una pista tecnica fortemente apprezzata da squadre e piloti come quella di Sepang di poter tornare ad ospitare una gara valida per la massima serie motoristica, a nove anni di distanza da quel 1°ottobre 2017, quando ospitò per l’ultima volta il Gp della Malesia, arrivato alla sua diciannovesima edizione.
Da un punto di vista storico, non è la prima volta che un Gp intitolato a un determinato paese si svolga in un’altra nazione: prima del Gp del Bahrain in Malesia, infatti, la Formula 1 ha visto dal 1981 al 2006 lo svolgimento del Gp di San Marino presso l’Autodromo di Imola intitolato ad Enzo e Dino Ferrari (dopo aver ospitato nel 1980 il Gp d’Italia al posto di Monza, il circuito del Santerno ha così potuto ospitare per altri 26 anni una gara valida per il Mondiale di Formula 1, visto e considerato che la Fia impedisce a uno stato di ospitare due gare con la stessa denominazione, e che dal 1981 il Gp d’Italia era tornato ad essere ospitato a Monza), nel 1982 lo svolgimento del Gp di Svizzera sul circuito francese di Digione (alla luce della volontà delle autorità svizzere di non ospitare alcuna gara motoristica dopo il drammatico incidente occorso nel 1955 durante la 24 Ore di Le Mans. Decisione venuta meno lo scorso 6 maggio, con il Consiglio federale svizzero che ha modificato la Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr), abrogando a partire dal 1°luglio la norma che vietava lo svolgimento delle gare automobilistiche su circuito), nel biennio 1997-1998 lo svolgimento del Gp del Lussemburgo sul circuito tedesco del Nürburgring (per consentire alla Germania di poter ospitare due gare stagionali visto il grande successo generato dalle vittorie di Michael Schumacher).
Così il Presidente FIA Mohammed Ben Sulayem ha commentato il ripristino del Gp del Bahrain grazie alla collaborazione tra il paese mediorientale e la Malesia. “Sono incredibilmente orgoglioso della collaborazione che permetterà alla Malesia di ospitare il Gran Premio del Bahrain del 2026 sull'iconico circuito internazionale di Sepang entro la fine dell'anno. Durante tutto questo processo, la FIA, la Formula One Management e i nostri partner in Bahrain hanno lavorato instancabilmente per esplorare ogni opzione, con la sicurezza e il benessere dei team, dei volontari, dei funzionari, dei nostri colleghi e dei tifosi come priorità assoluta. La Malesia ha da sempre un ruolo importante nella storia della Formula 1 e il ritorno del Campionato a Sepang testimonia il nostro stretto rapporto con la Motorsports Association of Malaysia, il costante impegno del Governo malese e la forza della cooperazione internazionale nel nostro sport.
Ringrazio sentitamente Sua Maestà il Re Hamad bin Isa Al Khalifa, Re del Regno del Bahrain, Sua Maestà il Sultano Ibrahim, Re della Malesia, e Sua Altezza Reale il Principe Ereditario Salman bin Hamad Al Khalifa del Bahrain, per la loro visione e il loro supporto che hanno reso possibile tutto questo. Non vediamo l'ora di dare nuovamente il benvenuto alla comunità globale del motorsport a Sepang.”
Queste, invece, le parole del Presidente e Ceo della Formula 1 Stefano Domenicali. “Siamo lieti di confermare che la Malesia ospiterà il Gran Premio del Bahrain nel 2026. Abbiamo dimostrato ancora una volta che la Formula 1 sa adattarsi, trovare soluzioni, ottenere risultati e regalare una grande sorpresa a tutti coloro che seguono il nostro sport. Desidero esprimere la nostra sincera gratitudine al Bahrain e alla Malesia, in particolare a Sua Altezza Reale il Principe Salman bin Hamad Al Khalifa e al Re e Primo Ministro della Malesia per la loro visione, passione e determinazione nel rendere possibile questo momento emozionante. Voglio anche ringraziare il Presidente della FIA, Sua Eccellenza Mohammed Ben Sulayem, per la sua collaborazione. Ma soprattutto, questa è un'ottima notizia per i nostri fan, che continueranno a godersi un calendario ricco di appuntamenti e l'opportunità di vedere la Formula 1 tornare su uno dei circuiti più iconici di questo sport. La Malesia è un paese incredibile e Sepang ha una ricca storia nella Formula 1, offrendo uno spettacolo fantastico sia per i fan presenti in pista che per quelli che seguiranno le gare in tutto il mondo.”
Mondiale 2026: se saltano Qatar e Abu Dhabi, conclusione in Europa (con Imola possibile candidata)
Reintrodotto il Gp del Bahrain, la Formula 1 guarda al finale di campionato, con le gare in Qatar (27-29 novembre) e Abu Dhabi (4-6 dicembre) potenzialmente a rischio sempre a causa della complicata situazione geopolitica che attualmente si sta vivendo in Medio Oriente. L’auspicio della massima serie motoristica sarebbe quella di rispettare l’attuale calendario, ma sotto traccia si sta lavorando a diverse soluzioni sostitutive, qualora la guerra tra Usa e Iran non consenta la possibilità di correre in Qatar o ad Abu Dhabi.
Un’ipotesi, questa, divenuta ancora più attuale dopo la decisione della FIA di sostituire le ultime due gare del Mondiale Endurance (WEC) in programma in Qatar e in Bahrain con la 6 Ore di Barcellona al Montmelò (16-18 Ottobre) e la 6 Ore di Monza (6-8 Novembre), mantenendo inalterate le date dei rispettivi weekend di gara.
In merito alle possibili modifiche del calendario 2026 della Formula 1 è intervenuto in queste ore il Presidente e Ceo della Formula 1, Stefano Domenicali, che sul sito della massima serie motoristica ha rilasciato le seguenti dichiarazioni. “Per quanto riguarda la fine della stagione, siamo in contatto con tutti gli altri campionati. La nostra struttura prevede di prenderci tutto il tempo necessario per valutare l'evolversi della situazione e prendere la decisione al momento opportuno. Quel momento non arriverà prima di metà settembre. Per noi, al momento, le gare in Qatar e ad Abu Dhabi sono confermate. Ma ovviamente, se la situazione non si chiarirà come riteniamo opportuno entro metà settembre, prenderemo una decisione. A tal proposito, voglio solo confermarvi che, se ciò non fosse possibile, la fine della stagione si svolgerà in Europa.”
Domenicali in una apposita conferenza stampa ha inoltre escluso l’ipotesi di concludere il Mondiale con una seconda gara consecutiva a Las Vegas (dopo quella in programma il prossimo 21 novembre), in quanto il circuito sta diventando un gioiello all’interno del calendario della massima serie motoristica, motivo per il quale non intende svalutarlo diminuendone l’esclusività. Il tutto senza dimenticare che tra fine novembre e inizio dicembre l’NFL (evento seguitissimo negli States) entra nel vivo, e che la volontà della F1 non è certo quella di entrare in concorrenza con un evento capace di generale negli States un’enorme forza mediatica.
Qualora le gare in programma in Qatar e ad Abu Dhabi dovessero saltare, le ultime gare stagionali della F1 saranno dunque in Europa, con Imola (così come Portimao o Istanbul) tra le potenziali opzioni, ma al momento nulla è ancora stato definito.
In merito alle preoccupazioni in merito alle condizioni meteo che potrebbe trovare la Formula 1 con le eventuali gare europee in programma a dicembre, Domenicali è convinto che il meteo possa permettere alla F1 di poter correre in Europa a inizio dicembre, in quanto in quel periodo dell’anno le temperature sono meno rigide rispetto a quelle che vengono trovate a Las Vegas quando si disputa la gara a novembre.
Una cosa, comunque appare chiara: solo intorno a metà settembre la Formula 1 ufficializzerà le proprie scelte in merito alla parte finale del calendario 2026, in modo tale da consentire sia alle squadre che a Pirelli di poter organizzare per tempo le proprie trasferte, e solo a quel punto sapremo cosa vorrà fare la massima serie motoristica per rendere ancora più speciali le ultime tappe di una stagione estremamente combattuta tra le squadre.
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