F1 Ungheria: vince Norris, Verstappen e Antonelli sul podio

Il campione del mondo conquista al volante della sua McLaren il Gp d’Ungheria, precedendo la Red Bull di Max Verstappen e la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli. Ferrari: Leclerc quarto, Hamilton quinto (e penalizzato)
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F1 Ungheria: vince Norris, Verstappen e Antonelli sul podio
© Getty Images

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 27 luglio 2026, 15:53

Una vittoria assolutamente meritata, per la maturità evidenziata nella prima parte della stagione corrente. Dopo aver conquistato la pole position, Lando Norris fa suo anche il Gp d’Ungheria (undicesima prova del Mondiale 2026 di Formula 1) precedendo di 15”080 la Red Bull di Max Verstappen e di 18”728 la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli al termine di una gara in cui il campione del mondo ha dimostrato di avere decisamente più passo (anche rispetto al compagno di squadra Oscar Piastri, costretto al ritiro nel corso del 55°giro), e che ha visto la Ferrari protagonista di una gara piuttosto opaca (con Charles Leclerc quarto, e con Lewis Hamilton quinto e penalizzato di cinque secondi per aver ecceduto di 0.1 Km/h la velocità minima in pitlane), alimentando se vogliamo ancora di più i rimpianti per quella che di fatto è un’occasione persa su una pista che sulla carta doveva esaltare i pregi della SF-26. 

McLaren: la vittoria di Norris e il ritiro di Piastri

La McLaren torna dunque alla vittoria in Ungheria con il campione del mondo uscente Lando Norris, al termine di una gara che avrebbe addirittura potuto regalare al team di Woking una doppietta, se nel corso del 56°giro Oscar Piastri non fosse stato costretto al ritiro per un problema al cambio.

Al via Norris riesce a mantenere inizialmente la testa della corsa, approfittando del pattinamento delle gomme occorso alla Ferrari di Charles Leclerc e riuscendo a difendere la posizione in curva 1 nei confronti del compagno di squadra Oscar Piastri, che in partenza aveva sfruttato la scia della MCL40 gemella del campione del mondo per salire in seconda posizione. In curva 2, però, Piastri incrocia la traiettoria con l’intento di superare Norris, il quale allunga la frenata scivolando verso destra. Ciò, però, mette Piastri nelle condizioni di superare il compagno di squadra sfruttando l’interno di curva 3, andando così a prendere la testa della corsa.

Con il passare dei giri il pilota australiano comincia ad allungare leggermente nei confronti di Norris, il quale progressivamente si riavvicina proprio a Piastri, riportando alla mente quelle battaglie che caratterizzavano la scorsa stagione, quando entrambi erano in lotta per il titolo mondiale. 
Tra il 17° e il 18°giro entrambi i piloti McLaren si fermano per la prima sosta passando dalla gomma media alla dura, con Piastri che rimane ancora davanti a Norris, il quale in questo frangente con molta facilità riesce ad essere vicino al compagno di squadra, dando la sensazione di avere un miglior passo rispetto a quello dell’australiano.

Nel corso del 30°giro, però, Norris finisce per andare leggermente largo, andando così a raccogliere un po' di sporco all’altezza di curva 4. Piastri comincia a degradare un po' di più con le gomme dure, e viene così richiamato ai box per una seconda sosta nel corso del 34°giro, con Norris che (una volta pulite le gomme, e trovatosi di fatto in aria pulita, avendo dinanzi a se pista libera) può così cominciare ad esprimere il proprio ritmo, che in effetti si dimostra essere decisamente più veloce rispetto a quello del pilota australiano (il quale nel corso del 39°giro viene toccato in fase di doppiaggio dalla Williams di Sainz, con il pilota spagnolo assorto nel duello con l’Aston Martin del connazionale Alonso e che non aveva visto le bandiere blu che indicavano il sopraggiungere e il lasciar strada al pilota McLaren). 

Questo episodio di fatto decide la gara, perché non solo farà perdere molto tempo a Piastri per il doppiaggio (con il pilota australiano che si arrabbierà non poco via radio, accusando il team di averlo fatto uscire dopo la sosta nel traffico), ma sopratutto finirà per favorire Norris, il quale si ferma al termine del 40°giro per effettuare la sosta, per poi tornare in pista davanti al compagno di squadra. 

Da quel momento in poi Piastri comincerà progressivamente a perdere nei confronti di Norris (il quale nel corso del 45°giro grazie al sorpasso sulla Mercedes di Antonelli prende la testa della corsa, alla quale darà un ritmo insostenibile per il compagno di squadra), salendo poi in seconda posizione approfittando della seconda sosta ai box ad opera di Antonelli, avvenuta nel corso del 54°giro.

Il 55°giro vede il distacco tra i due piloti McLaren nell’ordine dei 12”384, ma anche un improvviso rallentamento ad opera di Piastri, che si fermerà definitivamente in curva 3 per un problema al cambio.

Gara finita per il pilota australiano, così come il sogno della McLaren di una doppietta in Ungheria. Una volta conclusosi il regime di Virtual Safety Car (necessario per rimuovere la MCL40 del compagno di squadra), Norris può riprendere il suo ritmo, che gli consentirà non solo di vincere il Gp d’Ungheria con 15”080 sulla Red Bull di Max Verstappen, ma sopratutto di poter conquistare la sua prima vittoria stagionale, con l’auspicio che il nuovo pacchetto (di cui in Ungheria è stata introdotta la prima parte, in attesa di ulteriori aggiornamenti previsti in Olanda alla ripresa del campionato e poi a fine settembre a Baku, in Azerbaijan) possa consentire al team di Woking di poter tornare stabilmente a lottare per la vittoria.

©@McLarenF1

Cosa che nella prima parte di campionato è mancata alla McLaren (che fino a questo momento si era fatta notare per la doppietta nella Sprint di Miami), ma ancor di più a un Lando Norris apparso molto più maturo e costante nella prima parte del campionato rispetto alle annate precedenti (quasi come se la conquista del titolo al termine della scorsa stagione avesse tolto al campione inglese quella pressione che aveva caratterizzato uno dei suoi maggiori limiti in precedenza), e che se davvero potrà contare su una MCL40 ancora più competitiva è destinato realmente a diventare non solo un preziosissimo outsider della seconda parte di campionato, e (perché no?) un potenziale ago della bilancia nella lotta per il titolo mondiale

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