Ferrari e la prima vittoria in Formula 1

Il 14 Luglio 1951 Jose Froilan Gonzalez conquista il Gp di Gran Bretagna, regalando alla scuderia di Maranello la sua prima, storica vittoria nella massima serie motoristica
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Ferrari e la prima vittoria in Formula 1
© Formula 1

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 14 luglio 2026, 18:01 (Aggiornato il 15 lug 2026 alle 09:28)

Una giornata destinata a fare la Storia. Se il 14 Luglio viene associato generalmente alla presa della Bastiglia e quindi allo scoppio della Rivoluzione Francese avvenuta nel 1789, in ambito automobilistico tale data assume un significato ancora più speciale. Esattamente 75 anni fa (il 14 Luglio 1951) il pilota argentino Jose Froilan Gonzalez conquistò il Gp di Gran Bretagna, regalando alla Ferrari la sua prima, storica vittoria in Formula 1. Un successo che avrebbe consentito alla scuderia di Maranello non solo di spezzare l’egemonia fino a quel momento esistente dell’Alfa Romeo, ma che avrebbe creato il mito (o meglio, la leggenda) della Rossa nella massima serie motoristica. 

Silverstone, 14 Luglio 1951. Sul circuito britannico è in programma la quinta prova di un Mondiale che fino a quel momento aveva visto il netto dominio dell’Alfa Romeo, che si era aggiudicata con il pilota argentino Juan Manuel Fangio sia il Gp di Svizzera che (in codominio con Luigi Fagioli) il Gp di Francia, e con Nino Farina il Gp del Belgio
C’è grande attesa, però, anche per la Ferrari, che a differenza di Alfa Romeo (dotata di motore turbocompresso di 1500 cc di cilindrata) a partire dall’ultima gara della stagione 1950 monta sulla sua 375 F1 (progettata da Aurelio Lampredi) un motore aspirato di 4500 cc di cilindrata (per la precisione 4493 cm³), e che sul circuito inglese viene vista alla vigilia come una potenziale favorita, visto il minor consumo di carburante che è in grado di garantire il motore aspirato rispetto a quello dotato di turbocompressore.
A guidare la Rossa in quel weekend di gara sono Alberto Ascari, Luigi Villoresi e l’argentino Jose Froilan Gonzalez, che proprio a partire dalla gara di Silverstone si presenta come pilota ufficiale Ferrari. 

Jose Froilan Gonzalez e la promozione a pilota titolare Ferrari

© Ferrari

Nato ad Arrecifes il 5 Ottobre 1922, Jose Froilan Gonzalez una volta conclusi gli studi aveva partecipato ad alcune corse prima in moto e poi con le auto di tutti di giorni, ed è in particolare in una di queste che aveva conosciuto Juan Manuel Fangio, il quale (colpito dal talento del connazionale) aveva segnalato Gonzalez all’Equipo Argentina sostenuta dal Presidente Juan Domingo Peron, il quale consigliò al pilota di correre in Europa. Gonzalez seguì il consiglio del Presidente argentino, e così nel 1950 disputò due gare del Mondiale di Formula 1 al volante della Maserati 4CLT del team Achille Varzi a Monaco e in Francia, ritirandosi in entrambe le occasioni, mentre nel 1951 si aggiudica al volante di una Ferrari 166 iscritta dall’Automobil Club Argentino due gare di Formula Libera intitolate rispettivamente al Presidente Peron e alla moglie Evita valide per la Temporada Argentina, e poi disputa la gara inaugurale della stagione 1951 di Formula 1 in Svizzera come pilota privato di una Talbot-Lago, ritirandosi al 10° dei 42 giri previsti per un problema alla pompa dell’olio. 

La notizia delle vittorie ottenute da Gonzalez al volante della Ferrari 166 in Argentina nel frattempo sono arrivate anche a Maranello, e in seguito all’incidente occorso a Dorino Serafini in occasione della Mille Miglia (che di fatto determinò la conclusione della sua carriera) e alla contemporanea indisposizione di Piero Taruffi, la Ferrari tramite il ds Ugolini propone a Gonzalez stesso di correre come pilota a gettone il solo Gp di Francia. Il pilota argentino accetta, e a Reims riesce a dimostrare in pieno tutto il suo talento: dopo essersi qualificato in sesta posizione, Gonzalez riesce a prendere la testa della corsa approfittando anche dei ritiri di Fangio e Ascari nelle primissime fasi (nel caso del pilota milanese a causa di un problema al cambio, verificatosi nel corso del decimo dei 77 giri in programma), e, una volta superato da Fangio (tornato in gara al volante dell’Alfa Romeo di Luigi Fagioli approfittando della sostituzione in occasione della sosta) sembra sempre più orientato a mantenere la seconda posizione. Al momento, però, di effettuare la sosta, Gonzalez viene invitato a cedere la propria vettura ad Alberto Ascari, che chiuderà il Gp di Francia in seconda posizione alle spalle di Fangio. 
Gonzalez in cuor suo non riesce a capire cosa possa aver sbagliato per aver dovuto cedere la propria monoposto ad Ascari in occasione della sosta, ma pochi giorni dopo il pilota argentino viene convocato a Maranello proprio da Enzo Ferrari, il quale (dopo avergli fatto i complimenti per come aveva corso a Reims) propone a Gonzalez un contratto per correre con la Rossa, alle stesse condizioni dei piloti ufficiali Ascari e Villoresi. Tanta è la gioia da parte del pilota argentino, che accetta subito senza la benchè minima esitazione, desiderando fortemente correre, ma ancor più diventare parte di quel grande team italiano, come racconterà anni dopo. 

Silverstone 1951: la pole position e la vittoria di Gonzalez

© Ferrari

La Ferrari schiera in Gran Bretagna tre monoposto: le 375F1 di Ascari e di Gonzalez sono gommate Englebert, quella di Villoresi invece è gommata Pirelli
Proprio in merito al Gp di Gran Bretagna è doveroso svelare un retroscena. Come racconterà anni dopo lo stesso Gonzalez, qualche giorno prima della gara non solo Juan Manuel Fangio gli darà la possibilità di poter effettuare il giro del circuito di Silverstone a bordo della sua Alfa, ma addirittura gli anticiperà la sua vittoria.
Una profezia, quella di Fangio, che alla fine si avvererà, agevolata però anche da un aspetto tecnico da non sottovalutare: il minor consumo del motore aspirato montato sulla Ferrari 375 F1 di Gonzalez consente sulla pista di Silverstone di effettuare una sosta in meno rispetto al motore compresso montato sull'Alfa. Un dettaglio che alla fine farà la differenza.

A Silverstone si ha la sensazione per la prima volta che la Ferrari possa finalmente conquistare la sua prima vittoria in Formula 1. Una sensazione che si rafforza ulteriormente in qualifica proprio con Froilan Gonzalez, che conquista la pole position del Gp di Gran Bretagna (1'43”400) nonostante disponga rispetto ai suoi compagni di squadra (Alberto Ascari e Luigi Villoresi) di una vettura e al contempo di un motore più vecchio. Al suo fianco le Alfa Romeo di Fangio (1’44”000) e di Farina (1’45”000). In seconda fila ben quattro monoposto: le Ferrari di Ascari (1’45”500) e Villoresi (1’45”800) e le Alfa Romeo di Sanesi (1’50”200) e Bonetto (1’52”000). 90 i giri previsti, su una distanza finale di 418.410 km (4.649 km per ciascun giro). 

Al via parte molto bene Bonetto, con la sua Alfa Romeo, che dalla settima posizione riesce addirittura ad andare in testa alla gara, ma la sua fuga in testa dura un solo giro, al termine del quale deve lasciare spazio alla Ferrari di Gonzalez e all’Alfa Romeo 159 B di Juan Manuel Fangio (al termine della stagione campione del mondo). Al 10° giro Fangio supera la Ferrari di Gonzalez,che però rimane attaccato all'Alfa dell'amico-rivale. Dopo una prima parte di gara di relativa quiete, al 39°giro assistiamo a un tentativo di controsorpasso da parte di Gonzalez, ma Fangio non ci sta, e ritorna in testa attaccando il ferrarista, il quale a sua volta supera nuovamente Fangio tornando in testa alla gara. Nel corso del 48°giro Fangio si ferma ai box per effettuare il rifornimento e per cambiare le gomme posteriori Pirelli della sua Alfa, tornando in pista staccato di oltre un minuto da Gonzalez (visto e considerato che la sola sostituzione delle gomme posteriori dura circa 65 secondi). 
Nel frattempo in casa Ferrari al 56° giro si ritira Ascari per un problema al cambio. Il pilota milanese potrebbe tornare in gara utilizzando la monoposto numero 12 di Gonzalez, e lo stesso argentino al momento del pit stop (avvenuto nel corso del 75°giro, in cui chiede alla squadra di fare solamente il rifornimento e di non cambiare le gomme, temendo potesse andare qualcosa storto nella sostituzione) farà per scendere dalla propria monoposto, ma a quel punto Ascari gli metterà una mano sulla spalla, incitandolo a continuare.

©@ScuderiaFerrari
Gonzalez torna così in pista, e potrà così andare a vincere la gara in 2h41’18”200 con 51 secondi di vantaggio sull’Alfa Romeo di Fangio. A completare la festa Ferrari il terzo posto di Luigi Villoresi, a due giri dal vincitore.

Come racconterà anni dopo lo stesso Gonzalez in un’intervista rilasciata al giornalista britannico Nigel Roebuck, una volta completato il giro d’onore il pilota argentino vedrà i meccanici Ferrari saltare agitando le braccia (mentre si stava avvicinando ai box), e poi, una volta fermata la macchina, estrarlo dall’abitacolo, con la moglie Amalia e i suoi amici (arrivati assieme all’ambasciatore argentino a Londra) pronti ad abbracciarlo, e con i meccanici Ferrari che urlavano “Abbiamo battuto le Alfa” non prima di avergli pulito il viso e passato qualcosa da bere. Tantissimo anche l’affetto del pubblico, che si alza in piedi per celebrare quella vittoria così speciale ad opera del pilota argentino, visibilmente commosso. Non solo.
Sempre nella suddetta intervista, Gonzalez racconta di aver scoperto solamente alcuni anni dopo di aver firmato in quel pomeriggio (così speciale per lui come per la Ferrari) un autografo a un ragazzo che all’epoca aveva 11 o 12 anni, ma che in futuro sarebbe divenuto per tre volte campione del mondo in Formula 1 (nel 1969, 1971 e 1973): Jackie Stewart. 

La notizia della vittoria di una Ferrari in Formula 1 fa il giro del mondo, e nel nostro paese trova spazio nella Settimana Incom 00621 del 18 Luglio 1951, che dedica un servizio a quella vittoria così speciale. 

Pochi giorni dopo la vittoria di Silverstone, Gonzalez torna a Maranello e incontra nuovamente Enzo Ferrari che fa dono al pilota argentino di un orologio d’oro con inciso il Cavallino Rampante, mentre a fine stagione gli regalerà una Ferrari Superleggera Coupè. 
Scriverà il Drake nel libro Ferrari 80 :“quando nel 1951 José Froilàn Gonzalez, su una Ferrari, per la prima volta nella storia dei nostri confronti diretti, si lasciò alle spalle la 159 e l’intera squadra dell’Alfa Romeo, io piansi di gioia, ma mescolai alle lacrime di entusiasmo anche lacrime di dolore, perché quel giorno pensai: io ho ucciso mia madre”
Un conflitto di sensazioni assai comprensibile, visto e considerato che dal 1929 al 1939 Enzo Ferrari aveva curato la gestione sportiva Alfa Romeo creando nel 1929 la S.A. Scuderia Ferrari, nata come una sorta di filiale delle macchine da corsa dell'Alfa Romeo, e che dal 1932 al 1937 ne diventò il suo reparto corse ufficiale, salvo poi decidere l’Alfa di aprire un proprio reparto corse ufficiale nel 1938, affidandone la gestione ovviamente ad Enzo Ferrari, il quale però lascerà la casa del Biscione nel 1939 a causa di una profonda divergenza di vedute con il nuovo Direttore Tecnico, Wilfredo Ricart.

La vittoria ottenuta da Jose Froilan Gonzalez il 14 Luglio 1951 in Gran Bretagna sarà la prima di 250 vittorie (l’ultima delle quali ottenuta lo scorso 5 Luglio da Charles Leclerc proprio a Silverstone) che la Ferrari coglierà in Formula 1, ma sopratutto darà il via alla grande leggenda sportiva della scuderia di Maranello nella massima serie motoristica, che porterà non solo quello stesso anno alla conquista dei Gp di Germania al Nürburgring e d’Italia a Monza ad opera di Alberto Ascari, ma negli anni successivi fino ad arrivare ai giorni nostri alla conquista di 15 titoli piloti (1952 e 1953 con Alberto Ascari, 1956 con Juan Manuel Fangio, 1958 con Mike Hawthorn, 1961 con Phil Hill, 1964 con John Surtees, 1975 e 1977 con Niki Lauda, 1979 con Jody Scheckter, dal 2000 al 2004 con Michael Schumacher, 2007 con Kimi Raikkonen) e di 16 titoli costruttori (1961, 1964, dal 1975 al 1977, 1979, 1982, 1983, dal 1999 al 2004, 2007 e 2008) nella massima serie motoristica. Il tutto nel segno della Rossa. O meglio, della passione Ferrari. 

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