Ben Sulayem e la Formula 1 del futuro

Dai motori V8 (aspirati o con turbocompressore) all'introduzione di un motorista indipendente, con un possibile ritorno dei rifornimenti: il Presidente FIA a Silverstone ha anticipato alcuni aspetti del prossimo ciclo regolamentare. 
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Ben Sulayem e la Formula 1 del futuro
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Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 10 luglio 2026, 11:36

Una Formula 1 con motori più semplici e più economici, che sia meno dipendente dai costruttori, e in cui potrebbero ritornare i rifornimenti di carburante (presenti in gara fino al 2009 compreso). In una stagione che ha visto l’introduzione del nuovo Regolamento tecnico da parte della massima serie motoristica, la FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) comincia già a guardare alle novità da introdurre nel prossimo ciclo regolamentare, che potrebbe prendere il via o nel 2030 (qualora tutte le squadre fossero d’accordo), o più presumibilmente nel 2031. Non è un mistero che l’attuale Regolamento abbia generato non poco malcontento tra gli appassionati, ma anche all’interno della stessa Formula 1, al punto che già dopo le prime gare sono stati già introdotti dei correttivi volti a consentire ai piloti di poter tornare a spingere maggiormente sull’acceleratore (e a non dover gestire eccessivamente la batteria), con l’erogazione della potenza che già rispetto ai progetti iniziali (50% termico, 50% elettrico) è già cambiata dopo le prime gare (diventando 53% termica e 47% elettrica), in attesa poi di ulteriori cambiamenti il prossimo anno, con un rapporto 58-42% a favore del termico con un aumento del flusso del carburante pari al 5%, mentre solo nel 2028 sarà possibile arrivare al rapporto 60-40 a favore del termico, con l’aumento del flusso di carburante pari al 13%. 

Un Regolamento, quello introdotto quest’anno, che la Federazione aveva messo a punto con l’obiettivo di attirare nuovi costruttori/motoristi (vedi Audi), finendo però per rimanere ostaggio delle case automobilistiche nella stesura delle regole, e in particolare per quanto concerne l’eccessiva elettrificazione del motore. Da qui, pertanto, la volontà (condivisa assieme alla FOM guidata da Stefano Domenicali) di cominciare già a lavorare sul regolamento del futuro a medio-lungo termine riguardante la stagione 2030 o 2031, con FIA e FOM pronti a studiare assieme ai costruttori e ai motoristi le nuove regole, ma senza subire ricatti o imposizioni. 

In questi mesi non sono mancate le primissime indiscrezioni (una su tutte il possibile ritorno al motori V8), che in occasione del Gp di Gran Bretagna andato in scena domenica scorsa a Silverstone il Presidente FIA Mohammed Ben Sulayem ha voluto mettere nero su bianco in un’intervista rilasciata ad alcuni media internazionali (tra cui il britannico The Race), in attesa di un ulteriore approfondimento con le squadre. 

La presenza di un motorista indipendente

Tra le possibili novità del futuro regolamento della Formula 1 potrebbe esserci un motorista indipendente (ad esempio Cosworth) che potrebbe fornire ai team interessati (presumibilmente di seconda fascia) un motore V8 standard e a un prezzo piuttosto conveniente. L’obiettivo, come lascia intendere il Presidente FIA Mohammed Ben Sulayem è quello di impedire da parte dei team costruttori una pressione (o un’influenza) sui team clienti, al momento di dover prendere delle decisioni rilevanti per il futuro della massima serie motoristica. “Non ci sarà più alcun controllo sui team, né sul team A, che riceve i motori. Se il motore sarà economicamente accessibile, avremo un unico motore per tutti i team B, così nessuno potrà fare pressione su di loro e dire 'Votate in questo modo, altrimenti non vi daremo un buon motore'. Sarà un motore selezionato dalla FIA che sarà consentito ai team. Così controlliamo la neutralità, controlliamo il potere e il denaro. Non possiamo semplicemente regalarlo e dire a X, Y, Z di farlo. I prezzi possono salire e scendere, ma la FIA sarà sempre il giudice.”

Non solo. Lo stesso Ben Sulayem è convinto che con motori più economici alcuni top team potrebbero prodursi autonomamente la propria power unit, così come già stanno facendo Ferrari, Mercedes e da quest’anno Red Bull. “La McLaren ha detto che lo farà, poi c'è Alpine che farà lo stesso con il suo motore. Sono già due che dicono 'grazie'.”
Da capire quali conseguenze l'avvento di un motorista indipendente potrebbe avere sulla questione delle multiproprietà (con Red Bull che al momento oltre al team ufficiale possiede anche la Racing Bulls). “Stiamo discutendo su cosa significhi essere un secondo team e cosa significhi essere un altro team. Dipende dalla proprietà.”

Il ritorno dei motori V8

Nel corso dell’intervista rilasciata al sito inglese The Race e ad alcuni media internazionali, il Presidente FIA Mohammed Ben Sulayem ha ribadito una volta di più che dal 2030 (o dal 2031) i motori della Formula 1 saranno rigorosamente V8, sostenendo che gli attuali motori V6 turbo sono molto complessi, molto costosi e non hanno un suono così bello come tutti vorrebbero, mentre un motore V8 economico potrebbe ridurre i budget di ricerca e di sviluppo di circa il 50%, potendo fare a meno delle attuali batterie (piuttosto pesanti), ma anche dei sistemi di recupero dell’energia, ipotizzando un peso minore di almeno 100 Kg
Assecondando la richiesta dei principali motoristi (che hanno richiesto una presenza anche minima dell’elettrificazione della power unit per mantenere il loro impegno in Formula 1) dovrebbe rimanere una componente ibrida, ma quantificabile tra il 10 e il 15%, come dichiarato dallo stesso Ben Sulayem. “Potrebbe essere il 10%, forse il 15%. Ma non arriveremo ai livelli attuali, dove l'elettrificazione raggiunge il 46% o giù di lì. Non vogliamo ripetere l'esperienza di alcuni piloti che partono a razzo in rettilineo. Non è quello che vogliamo, quindi abbiamo imparato la lezione”. 

Resta ancora da capire se i motori V8 che la Formula 1 utilizzerà a partire dal 2030 o dal 2031 saranno aspirati o con la presenza del turbocompressore (come richiesto da Audi). Questa la posizione del Presidente FIA. “Un turbocompressore significa molto peso e molti costi. E poi c'è la batteria [che è pesante]. E cosa fa un turbo? Elimina il rumore. Quindi, per me oggi, la soluzione è un turbo o una batteria, una delle due. E la FIA dovrebbe farsi promotrice di questa ipotesi. Se continuiamo a girare in tondo, non arriveremo a nessuna decisione.”
Non è da escludere, quindi, che la Federazione possa chiedere agli attuali motoristi di esprimersi a favore di un V8 aspirato o turbo in ottica 2030 o 2031. 

Il possibile ritorno dei rifornimenti

Nel cominciare a studiare le linee guida dei nuovi regolamenti, fin da subito è emersa la questione (in caso di ritorno dei motori V8) relativa al ritorno dei rifornimenti in gara, aboliti al termine del Mondiale 2009 per favorire un maggior numero di sorpassi in pista (approfittando del fatto che monoposto più pesanti richiedessero una maggiore abilità al pilota), ma anche per tagliare i costi (spostare le macchine destinate ai rifornimenti da una gara all’altra chie deva una spesa non indifferente per le squadre), così come per motivi di sicurezza (vedi Singapore 2008, quando al termine del pitstop la Ferrari di Felipe Massa ripartì con il tubo del rifornimento attaccato alla macchina). 
La Federazione è ben consapevole degli aspetti positivi e negativi che il ripristino dei rifornimenti genererebbe in gara sia per quanto riguarda il peso (che giocoforza aumenterebbe), sia per il fatto che le monoposto con motorizzazione V8 aspirata richiedono un maggior quantitativo di benzina (seppur ecosostenibile) rispetto agli attuali motori turbo (che hanno nel loro minor consumo ed efficienza i propri tratti caratteristici). Per questi motivi il Presidente FIA Ben Sulayem ha annunciato lo scorso weekend a Silverstone di aver commissionato internamente alla stessa Federazione uno studio per valutare i pro e i contro di un ritorno o meno dei rifornimenti. “Quanto carburante si ha a disposizione all'inizio e quanto se ne fa, è questo che stiamo studiando in questo momento. Naturalmente, se si vuole completare l'intera gara, bisogna avere un serbatoio più grande, altrimenti si è costretti a fermarsi. Quindi è una questione che approfondiremo. Non è un problema se si fa nel modo giusto. Stiamo studiando la questione e non è stato ancora fatto nulla.”

La Federazione, dunque, sta cominciando man mano a definire i punti chiave del prossimo Regolamento tecnico, che verrà poi definitivamente approvato nei prossimi anni, e che debutterà in Formula 1 nel 2030 (se anche le squadre saranno disponibili) o più probabilmente nel 2031 (visto che il regolamento entrato in vigore quest’anno scadrà proprio al termine della stagione 2030). Se le soluzioni che abbiamo provato a presentare in questo approfondimento verranno approvate, o se ci saranno ulteriori modifiche sarà solo il tempo a dirlo.

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