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Charles Leclerc e la 250° vittoria Ferrari in Formula 1

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 6 luglio 2026, 12:35 (Aggiornato il 6 luglio 2026, 11:22)
La gara degli altri

Alle spalle di Leclerc chiude in seconda posizione la Mercedes di George Russell, mentre si classifica solamente in sedicesima posizione la W17 di Andrea Kimi Antonelli (sopra raffigurato). Se qualcuno non avesse visto il Gp di Gran Bretagna, potrebbe pensare a una prestazione eccezionale di Russell e a una gara sottotono di Antonelli, ma la pista ci ha fornito un quadro decisamente differente.
Se escludiamo l’errore in partenza, il giovane pilota bolognese fino al 41°giro aveva disputato una gara a dir poco eccellente, e avrebbe meritato senza la benchè minima esitazione la vittoria, al punto che quasi sicuramente nel finale di gara avremmo assistito al duello tra Kimi e la Ferrari di Charles Leclerc, con il pilota bolognese della Mercedes che probabilmente avrebbe avuto la meglio.
The issue that ended Antonelli's chances
— Formula 1 (@F1) July 5, 2026
A broken wheel shield #F1 #BritishGP pic.twitter.com/is08EJRV7B
Purtroppo, però, la rottura del wheel shield (la copertura del cerchione) anteriore sinistro al momento di saltare su un cordolo ha di fatto messo fine ai sogni di gloria di Antonelli, costringendolo a fare (come detto in precedenza) due soste ai box tra il 41° e il 44°giro e a tornare in pista in decima posizione.
Fighting spirit
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The chance of the win had gone but Kimi desperately wanted to salvage a point for himself and the team#F1 #BritishGP @MercedesAMGF1 pic.twitter.com/mH5NWR1AkI
Qualunque pilota si sarebbe arreso in questa fase (e anche dal suo ingegnere di pista Peter Bonnington era arrivata l’indicazione di ritirare la macchina), ma Kimi ha invece deciso con fermezza di provare a portare a termine la gara con la sua monoposto, riuscendo anche ad adattarvisi con la massima precisione. Purtroppo, però, i continui track limits con la macchina danneggiata ha portato la Direzione Gara ad aprire un’investigazione e ad infliggere al giovane pilota bolognese una penalità di cinque secondi, che (complice anche la Safety Car necessaria per rimuovere la Red Bull di Verstappen, e la mancata ripartenza della gara) ha portato Antonelli a tagliare il traguardo in nona posizione, salvo però retrocedere fino in sedicesima posizione a causa della penalità.

Totalmente differente la gara di Russell: mai seriamente competitivo, il pilota inglese della Mercedes era destinato a chiudere in quinta posizione una corsa che lo aveva visto più lento delle Ferrari, del compagno di squadra Antonelli, e in parte anche di Verstappen. L’incidente occorso al campione olandese, i problemi di Antonelli e la scelta di fermare Hamilton ipotizzando la ripartenza di una gara che alla fine non c’è stata, hanno così permesso a Russell di guadagnare tre posizioni senza di fatto fare nulla, chiudendo così il Gp di Gran Bretagna in seconda posizione. Emblematiche sotto questo aspetto le lamentele di Russell nel corso della gara (così come una volta tagliato il traguardo) in merito a una non meglio precisata perdita di velocità in rettilineo, con il Team Principal Mercedes Toto Wolff che a gara finita via radio ha esplicitamente detto al proprio pilota che la velocità di punta in rettilineo in gara era buona.
Se i punti guadagnati in Austria e questa domenica a Silverstone permettono a Russell di ridurre a 25 le lunghezze di distacco in Classifica Piloti dal compagno di squadra, appare una volta di più evidente come in questo momento per la Mercedes il pilota di riferimento sia Antonelli, come dimostra brillantemente il ritmo inferto alla gara dal giovane pilota bolognese, il quale sicuramente avrebbe potuto avvicinarsi e superare Leclerc, prendendosi la testa della gara.

Gara opaca in casa McLaren, con il sopra raffigurato Lando Norris quarto e Oscar Piastri undicesimo (e costretto a una corsa di rimonta dopo aver subito la rottura dell’ala anteriore dopo un contatto al via) : come già visto nella Sprint, il campione del mondo cerca di dare tutto se stesso nella sua gara di casa, ma appare assai evidente come la MCL40 abbia disperatamente bisogno di un aggiornamento che possa consentirgli di poter lottare per qualcosa di più importante.

Gara dai due volti in casa Red Bull: se il Gp di Gran Bretagna da un lato evidenzia il passo avanti fatto dal team austriaco per quanto concerne i curvoni a medio-alta velocità (finora indigesti alla RB22) e che ben si può riassumere nella positiva gara di Isack Hadjar (quinto al traguardo), dall’altro lato però rischia di aprire una volta di più un vero e proprio caso Verstappen, con il campione olandese costretto al ritiro dopo un’uscita di pista alla Stowe non tanto per un suo errore, quanto per un errore relativo alla chiusura dell’ala posteriore della RB22.
Here's what happened to Max #F1 #BritishGP pic.twitter.com/X1BMh6spR9
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Il secondo consecutivo dopo quello occorso nelle qualifiche della precedente gara di campionato in Austria.
Straight talking from Max #F1 #BritishGP pic.twitter.com/ma4q7BQPg3
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Comprensibile l’irritazione a fine gara non solo di Verstappen (con il campione olandese che ha dichiarato a Viaplay che una volta può succedere un problema all’ala, ma due volte sono troppe e sopratutto comincia a diventare pericoloso per lui, aggiungendo che qualora avesse concluso la gara in terza posizione il podio non sarebbe stato per nulla meritato), ma anche del padre Jos e del manager Raymond Vermeulen nei confronti dello staff Red Bull (rappresentato dal Team Principal Laurent Mekies e dal Ceo Oliver Mintzlaff), al punto che mai come in questo momento l’ipotesi di uno strappo tra il campione olandese e la Red Bull appare giorno dopo giorno sempre più plausibile.

Approfittando delle difficoltà occorse ad Antonelli, a Verstappen e a Piastri, la Racing Bulls (a conferma della crescita intravvista nelle ultime settimane) conquista il sesto e il settimo posto con Liam Lawson davanti ad Arvid Lindblad, e si porta a un solo punto dal quinto posto in Classifica Costruttori dell’Alpine (nona con Franco Colapinto e decima con Pierre Gasly).

A sandwich tra le due contendenti bisogna infine registrare l’ottavo posto dell’Audi di Gabriel Bortoleto: in una gara che (come detto) ha visto il ritiro di Nico Hulkenberg per problemi tecnici, il giovane pilota brasiliano disputa una gara tutto sommato positiva che evidenzia il passo avanti fatto per quanto riguarda la propria power unit, dopo che a Barcellona era stata introdotta l’unita contenente il primo aggiornamento dovuto all’ADUO, e che sopratutto lo riporta a conquistare dei punti dopo il nono posto ottenuto nella prima gara di campionato in Australia.

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