F1 Silverstone: Antonelli in pole davanti a Leclerc e a Hamilton

Dopo essersi aggiudicato la Sprint, il 19enne pilota bolognese conquista anche la pole position del Gp di Gran Bretagna precedendo le Ferrari di Leclerc e di Hamilton. Russell quarto. Red Bull: Hadjar quinto, Verstappen settimo
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F1 Silverstone: Antonelli in pole davanti a Leclerc e a Hamilton
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Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 5 luglio 2026, 10:39

Un sabato davvero speciale. Dopo essersi aggiudicato la Sprint, Andrea Kimi Antonelli conquista anche la pole position del Gp di Gran Bretagna (nona prova del Mondiale 2026 di Formula 1) diventando il pilota più giovane ad aver ottenuto una pole in Inghilterra, e riportando dopo 73 anni un pilota italiano davanti a tutti al termine delle qualifiche del Gp di Gran Bretagna: l’ultima pole risaliva, infatti, al 17 Luglio 1953 ed era stata conseguita da Alberto Ascari al volante della Ferrari 500 F2. Ricordiamo, infatti, che i Mondiali 1952 e 1953 di Formula 1 vennero disputati dalle vetturette di F2 alla luce del ritiro dell’Alfa Romeo avvenuto al termine della stagione 1951, con Ferrari unica scuderia a poter realizzare una monoposto di F1 seriamente competitiva. Proprio per evitare una superiorità netta da parte della scuderia di Maranello, la Federazione optò all’epoca per utilizzare nel biennio 1952-1953 le monoposto di F2 alimentate da un motore di 2000 cm³ senza compressore, o da un motore di 500 cm³ con compressore, con la Ferrari che alla fine sarebbe riuscita a conquistare comunque sia il Mondiale 1952 che quello 1953 con Alberto Ascari, con le monoposto di Formula 1 che sarebbero poi tornate a correre nel Mondiale 1954, alimentate da un motore da 2.5 litri con un massimo di cilindrata di 2500 cm³ per i propulsori aspirati e di 750  cm³ per quelli sovralimentati. 

Concentrandoci sulla stretta attualità, la pole di Antonelli è frutto di un grande lavoro da parte della Mercedes nel trovare la migliore strategia possibile per quanto concerne la gestione dell’energia, dopo esser stata spiazzata nella giornata di venerdì dalla strategia Ferrari (che aveva cercato di risparmiare quanta più energia possibile nel primo e nel secondo settore, per poi utilizzarla tutta nel terzo settore), che aveva così portato Lewis Hamilton ad ottenere il miglior tempo nella Sprint Qualifying, precedendo di soli undici millesimi il 19enne pilota bolognese. 

Se l’assetto sulla monoposto di Antonelli non ha subito particolari modifiche (se non qualcosa al livello della frenata e del differenziale), al giovane pilota bolognese bisogna riconoscere il talento nel saper estrarre il massimo potenziale dalla sua monoposto, con Kimi che nel Q3 è riuscito a fare la differenza sopratutto nel secondo settore, andando così ad ottenere la sua quinta pole stagionale, con il tempo di 1’28”111. 
Intervistato al termine delle qualifiche da Mara Sangiorgio (Sky), Antonelli non ha nascosto come l’inizio della sessione sia stato piuttosto difficile (se il primo giro in Q1 ha cercato un po' di prendere il ritmo dopo la Sprint, il primo run in Q2 aveva commesso un errore in curva 3 un po' per le folate di vento, un po' per i freni ancora un po' freddi che non avevano risposto bene), ma dopo in Q3 è andato tutto per il verso giusto. In ottica gara Kimi teme le Ferrari, sia perché a differenza della Sprint sono presenti sia Leclerc che Hamilton (mentre nella Sprint doveva combattere solo contro l’eptacampione del mondo inglese), e poi perché a inizio Sprint Lewis andava piuttosto forte, motivo per il quale non sarà facile. Secondo Antonelli fondamentale sarà fare una buona partenza, e cercare subito di fare un buon ritmo in modo tale da uscire prontamente dalla zona Overtake. Non sarà però semplice, a detta del giovane pilota bolognese, se a maggior ragione ci saranno delle significative folate di vento come nella giornata odierna. 

© Ferrari

Alle spalle di Antonelli troviamo in seconda e terza posizione le Ferrari di Charles Leclerc (sopra raffigurato) e di Lewis Hamilton. Se è vero che nella Sprint Qualifying svoltesi ventiquattr’ore prima l’eptacampione del mondo inglese era riuscito ad ottenere il miglior tempo, il risultato odierno non deve assolutamente essere visto come deludente, ma anzi estremamente positivo. A maggior ragione se consideriamo che alla vigilia di questo weekend di gara la tappa di Silverstone veniva vista come assai ostica per la scuderia di Maranello, essendo la pista inglese estremamente energivora e al contempo esigente per quanto riguarda la potenza del motore. 
Guardando sempre alla prestazione in qualifica, non è neanche da escludere che (alla luce del maggior degrado gomme evidenziato da Hamilton durante la Sprint) il team guidato da Frederic Vasseur possa aver optato per un assetto forse un po' più penalizzante sul giro secco dovuto anche a un maggior carico aerodinamico, con l’auspicio, però di avere una migliore gestione gomme in gara. 

Se dietro alla ripresa di Leclerc (passato dal quarto posto al termine delle qualifiche Sprint alla prima fila grazie al secondo posto odierno) si nasconde la scelta di cambiare drasticamente l’assetto utilizzato nella giornata di venerdì e poi nella gara Sprint  sulla propria monoposto riuscendo a ritrovare quella sintonia con la macchina che lo stesso Charles fino a pochissimi giorni fa aveva dichiarato di aver perso, nell’effettuare i suoi giri di qualifica Hamilton (sopra raffigurato) è apparso un po' più in difficoltà rispetto alla Sprint Qualifying nell’affrontare curva 3 e 4, andando così ad accumulare sostanzialmente in quel tratto quei 172 millesimi che di fatto Lewis ha mantenuto fino al traguardo. 

Alle spalle delle due Ferrari troviamo in quarta posizione la Mercedes di George Russell, autore di una qualifica per nulla lineare. Già al momento di affrontare il Q1, infatti, il pilota inglese commette uno strano errore in curva 7 (dopo aver accusato del sottosterzo ed aver bloccato la gomma anteriore destra), che lo porta ad andare in ghiaia e a sfiorare leggermente le barriere, danneggiando leggermente l’ala anteriore. Nonostante questo errore (definito via radio il più strano della sua intera carriera), Russell riesce a riportare la macchina ai box, e, una volta sostituita l’ala (e poi il sedile in un secondo momento) a tornare in pista, resettando quanto successo poco prima, e arrivando a qualificarsi fino al Q3, dove però non è mai riuscito ad andare oltre il quarto posto in quella che era la sua gara di casa. 

Intervistato al termine delle qualifiche, Russell ai microfoni di Sky è tornato a parlare dell’errore commesso in Q1, dichiarando di aver accusato in curva 7 un bloccaggio (cosa che non aveva mai fatto in quel tratto in dodici anni di corse). In Q2 e in Q3 ha poi avuto della buone sensazioni, ma nel complesso per tutto il weekend ha fatto fatica a trovare velocità sul rettilineo, non riuscendo a capire come mai la sua velocità sia la più bassa tra i motorizzati Mercedes. Guardando alla gara Russell non crede di poter puntare alla vittoria, ma è convinto di poter battere entrambe le Ferrari per via del miglior passo gara. A patto, ovviamente di avere una maggiore velocità in rettilineo. 

Rispetto alla precedente gara di campionato in Austria appare in evidente difficoltà la Red Bull, che anche con il nuovo pacchetto di aggiornamenti introdotto al Red Bull Ring ribadisce l’avversione della RB22 nei confronti dei curvoni veloci. Così può essere spiegato il quinto posto di Isack Hadjar (autore, comunque, di una qualifica di sostanza), con il pilota franco-algerino che si è potuto togliere la soddisfazione di precedere di 147 millesimi il più esperto compagno di squadra (nonché quattro volte campione del mondo) Max Verstappen, qualificatosi solamente in settima posizione, e che palesato una mancanza di velocità nei vari rettilinei, frutto presumibilmente di un assetto non del tutto ottimale.

Non è un caso se al termine delle qualifiche il campione olandese sia lamentato dell’assetto non buono, ribadendo la scarsa velocità della sua RB22 in rettilineo ed aggiungendo che proprio questa situazione lo aveva costretto a tenere l’acceleratore più a fondo consumando maggiormente la batteria, e che questa situazione andava a peggiorare man mano che si concludeva il giro. 

A sandwich tra le due Red Bull troviamo in sesta e ottava posizione le due McLaren di Lando Norris (sopra raffigurato) e di Oscar Piastri: se da una parte era lecito immaginarsi qualcosa di più nella gara di casa, dall’altra parte in attesa di nuovi aggiornamenti è ben chiaro come questo rappresenti il massimo risultato attualmente ottenibile dal team di Woking. Soffermandoci sui due piloti, merita comunque di essere sottolineata la performance di Norris, che (al netto degli attuali limiti prestazionali della vettura) è risultata essere migliore di quella di Piastri (apparso anche nella Sprint decisamente sotto tono).  

Ancora una volta, a chiudere la quinta fila in griglia è la Racing Bulls, che ribadisce gara dopo gara la sua crescita tecnica (ulteriormente amplificata grazie alle novità portate a Silverstone, e caratterizzate da un fondo dotato di bordi aggiornati e dal nuovo diffusore) che l’ha portata sempre più ad essere una pericolosa avversaria per l’Alpine(in una sessione che ha visto Gasly qualificarsi in dodicesima posizione e venir eliminato in Q2, e con Colapinto addirittura eliminato in Q1 con il diciannovesimo tempo) nella lotta per il quinto posto della Classifica Costruttori, con Arvid Lindblad (nono) che è riuscito a precedere il più esperto compagno di squadra Liam Lawson, qualificatosi in decima posizione.  

 

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