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F1 Austria: la vittoria di Russell e le difficoltà Ferrari

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 29 giugno 2026, 14:43
Una corsa perfetta. George Russell mette fine al digiuno di successi che durava dalla prima gara di campionato in Australia conquistando al volante della sua Mercedes W17 il Gp d’Austria (ottava prova del Mondiale 2026 di Formula 1) con 1”611 sulla Red Bull di Max Verstappen e con 1”986 sulla Mercedes W17 del compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli al termine di una corsa che ha ribadito una volta di più la netta superiorità della power unit Mercedes (ben emersa su una pista di motore del calibro del Red Bull Ring), ma anche (come vedremo) l’importante passo avanti fatto dalla Red Bull, che ha messo nelle condizioni Max Verstappen di poter sfiorare addirittura la vittoria, dopo l’incidente in qualifica che lo aveva visto protagonista.

Soffermandoci sul vincitore, bisogna dire che la vittoria di Russell è assolutamente meritata: al via il pilota inglese della Mercedes riesce a mantenere con facilità la testa della corsa, e con il passare dei giri (anche approfittando del duello alle sue spalle tra Hamilton e Verstappen) comincia a costruire un buon margine di sicurezza che gli consente di poter gestire la prima sosta ai box senza subire undercut o overcut dai principali rivali, potendo contare non solo sul fatto di viaggiare in aria libera, ma anche su una monoposto molto ben bilanciata. Il tutto evidenziando anche un buon feeling con le gomme medie nel primo stint di gara.

Passato alle gomme dure, Russell sembra fare un po' più di fatica, ma è a questo punto che emerge la sua visione strategica, che lo porta a far riavvicinare Verstappen alle sue spalle, salvo poi allungare improvvisamente sul rivale, non permettendogli così di sferrare un attacco potenzialmente in grado di mettere in crisi la sua leadership. Fermatosi nuovamente nel corso del 44°giro per rispondere a un potenziale undercut da parte di Verstappen, nel finale Russell dovrà controllare nuovamente sia il ritorno del campione olandese della Red Bull, sia il riavvicinarsi del compagno di squadra Antonelli in uno scenario che vede il pilota inglese della Mercedes in difficoltà nella gestione delle gomme dure. I pochi giri rimanenti e il gap creato nella prima parte dell’ultimo stint ripareranno di fatto Russell da potenziali brutte sorprese, con il pilota inglese che può così aggiudicarsi il Gp d’Austria, e con l’occasione non solo riconquistare il secondo posto in Classifica Piloti a spese di Hamilton, ma al contempo ridurre a 40 punti il distacco in classifica dal compagno di squadra Antonelli (ancora leader del Mondiale).

Intervistato al termine della gara da Mara Sangiorgio (Sky), Russell (dopo aver sottolineato che questa volta è stato il compagno di squadra Antonelli ad essere sfortunato, essendo rientrato un giro dopo la Virtual Safety Car), ha dichiarato che se da una parte la sua gara è filata liscia, dall’altra è rimasto particolarmente impressionato dal passo di Verstappen. Se osservando il distacco inflitto alla McLaren e alla Ferrari si direbbe (a detta del pilota inglese) che la Mercedes ha disputato una gara eccellente, osservando invece il passo gara di Verstappen, si capisce come la vittoria sia stata dura, in quanto è lo stesso Russell ad ammettere che il campione olandese della Red Bull lo ha messo particolarmente sotto pressione, e che rientrare ai box (al termine del 43°giro) per effettuare la seconda sosta e con 28 giri ancora da percorrere sia stata una sfida. Una sfida assolutamente vinta dal pilota Mercedes, al quale va dato atto quando mancavano circa 20 minuti al termine della FP3 di aver avuto un grande coraggio nel decidere di smantellare completamente l’assetto della sua monoposto (con la quale non si trovava minimamente), per metterne a punto uno completamente nuovo, che gli ha permesso di poter emergere in qualifica (aldilà di quanto avvenuto dopo l’incidente di Verstappen sul finire del Q3), e che sulla carta sarebbe dovuto essere penalizzante in gara. Cosa, invece, non successa, grazie alla determinazione e alla forza di volontà di Russell, che si rilancia così a pieno titolo nella lotta all’iride nei confronti del compagno di squadra (e leader del Mondiale) Antonelli.

Il Gp d’Austria sancisce il deciso passo avanti della Red Bull, con il team guidato da Laurent Mekies che nella gara di casa ha introdotto un pacchetto di aggiornamenti particolarmente significativo (nuove pance più larghe, nuove bocche dei radiatori, nuovi badgeboard orizzontali con filosofia differente rispetto a quelli visti nelle precedenti gare, nuovo fondo, nuovi cerchioni, nuova FTM di concezione simile a quella Ferrari), i cui effetti dovranno essere valutati anche nelle prossime gare, ma che intanto sulla pista del Red Bull Ring ha permesso a Verstappen di sfiorare di fatto la vittoria.
Partito dalla quinta posizione in griglia (a causa dell’incidente occorso nel finale del Q3 senza il quale presumibilmente avrebbe potuto qualificarsi in seconda o in terza posizione), nel corso del secondo giro Verstappen sale già in terza posizione superando prima Antonelli (approfittando in curva 3 della restituzione della posizione a Leclerc da parte del pilota italiano della Mercedes), e poi Leclerc, mettendosi a caccia della seconda posizione occupata dalla Ferrari di Hamilton, che Max raggiunge tra il nono e il decimo giro.
Absolute cinema!
— Formula 1 (@F1) June 28, 2026
Relive the feisty battle in Austria between Lewis Hamilton and Max Verstappen ⚔️#F1 #AustrianGP pic.twitter.com/Q52vyvINcn
Inizia così un duello tra i due contendenti al titolo 2021, che vede Verstappen superare Hamilton in prossimità di curva 3, con il campione inglese che a sua volta controsorpassa il campione olandese della Red Bull in curva 4. Max non ci sta, e in curva 6 tenta nuovamente il sorpasso, con Lewis pronto a chiudere Verstappen verso il cordolo in curva 7, riprendendosi la posizione. Di questa battaglia ne approfitta prontamente Russell, che non a caso porta il suo vantaggio nei confronti del duo Hamilton-Verstappen dai 3”2 dell’undicesimo giro ai 5”2 della tornata successiva. Hamilton è chiaramente in difficoltà con le proprie gomme, e così viene richiamato ai box al termine del dodicesimo giro, con Verstappen che sale così in seconda posizione, mantenendo quasi inalterato il suo ritardo nei confronti di Russell, che passa dai 5”3 del quindicesimo giro ai 4”9 della diciottesima tornata, che vede il campione olandese della Red Bull fermarsi ai box, per montare un set di gomme dure, e tornare in pista ovviamente alle spalle di Hamilton, che a questo punto Max supera definitivamente nel corso del ventiduesimo giro in curva 6 (dopo che in curva 3 Verstappen aveva superato il campione inglese della Ferrari, abile poi a controsorpassare il pilota Red Bull in curva 4). La migliore gestione della Virtual Safety Car (necessaria per rimuovere la Williams di Carlos Sainz Jr, fermatasi sul rettilineo del traguardo per un problema alla batteria della power unit Mercedes) permette a Russell di portare da 3”1 a 5”8 il vantaggio su Verstappen, il quale una volta ripresa la gara, riduce a suon di giri il distacco nei confronti di Russell, portandosi nel corso del 40°giro sotto il secondo.

Per evitare il tentativo di undercut nei confronti di Verstappen, Russell si ferma ai box nel corso del 44°giro, mentre il campione olandese della Red Bull si fermerà per effettuare l’ultima sosta (forse troppo tardi) nel corso del 50°giro, tornando in pista con 10”8 da recuperare nei confronti del pilota inglese della Mercedes. Verstappen inizierà nuovamente a suon di giri veloci a ridurre in maniera significativa il proprio gap nei confronti di Russell, chiudendo il Gp d’Austria in seconda posizione, staccato di soli 1”6 dalla Mercedes del pilota inglese.
Se con il senno di poi una sosta anticipata di almeno due giri (ad esempio nel corso della 48°tornata) avrebbe quasi sicuramente permesso a Verstappen di vincere la gara, bisogna al contempo rilevare come gli aggiornamenti introdotti questo weekend in Austria abbiano permesso alla Red Bull di fare un deciso step in avanti per quanto riguarda il passo gara (come dimostra peraltro anche il positivo sesto posto finale di Isack Hadjar, autore di una gara piuttosto solida), con la RB22 chiamata a questo punto a un’ulteriore verifica nella prossima gara di campionato a Silverstone, su una pista di motore dove non mancano anche le curve ad alta velocità, finora indigeste alla monoposto del team austriaco.

In terza posizione alle spalle del compagno di squadra Russell e del campione olandese Verstappen troviamo Andrea Kimi Antonelli. Anche in Austria il giovane pilota bolognese si è fatto apprezzare risultando in più frangenti il più veloce in pista,al punto da tagliare il traguardo con soli tre decimi di ritardo nei confronti del campione olandese della Red Bull. Dove però Antonelli di fatto ha perso la possibilità di aggiudicarsi la gara è stato senza ombra di dubbio nelle primissime fasi, a causa di alcuni problemi legati all’impianto frenante. Partito dalla quarta posizione in griglia di partenza, già al via della gara Antonelli sbaglia la frenata arrivando troppo lungo sia in curva 1 che poi in curva 3, così come nel corso della seconda tornata sbaglia nuovamente la frenata in curva 3, perdendo la posizione sia nei confronti di Leclerc che di Verstappen. Se è vero che poi il pilota bolognese riuscirà a superare Leclerc, è altrettanto vero, però, che un po' in tutto lo stint centrale di gara Antonelli si lamenterà in più occasioni per il pedale dei freni, lamentando un surriscaldamento così come una differenza tra freno anteriore destro e sinistro, che lo porterà a perdere ben quattro secondi e mezzo in due giri. A questo poi bisogna aggiungere una strategia non del tutto efficace, che non ha consentito ad Antonelli di compiere l’undercut nei confronti di Verstappen in occasione delle due soste.

Tutto ciò ha così determinato la situazione corrente, con Antonelli che solo per pochi decimi ha così mancato la seconda posizione alle spalle di Russell, se non addirittura una potenziale vittoria, visto che nell’ultimo stint di gara il giovane pilota bolognese è stato più veloce rispetto ai due piloti che lo hanno preceduto sul podio.
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