F1 Austria: Russell in pole davanti alle Ferrari di Leclerc e di Hamilton

Il pilota inglese della Mercedes ottiene la quarta pole stagionale precedendo le Rosse di Leclerc e di Hamilton, nonché Antonelli. Verstappen quinto (con incidente). McLaren: sesto Norris, settimo Piastri
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F1 Austria: Russell in pole davanti alle Ferrari di Leclerc e di Hamilton
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Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 28 giugno 2026, 08:12

Una pole ottenuta di furbizia, rispettando rigorosamente il regolamento. George Russell (Mercedes) fa sua la pole position del Gp d’Austria (ottava prova del Mondiale 2026 di Formula 1) davanti alle Ferrari di Charles Leclerc e di Lewis Hamilton al termine di una sessione di qualifica che verrà ricordata per il suo finale, caratterizzato da un'eccessiva esitazione da parte della Direzione Gara, che rischia molto seriamente di generare un pericoloso precedente sotto il profilo della sicurezza. 

Siamo nella fase finale del Q3, con la classifica che vede a sorpresa in testa le Ferrari di Charles Leclerc e di Lewis Hamilton, mentre le McLaren di Lando Norris e di Oscar Piastri, la Red Bull di Max Verstappen e le Mercedes di Andrea Kimi Antonelli e di George Russell devono ancora concludere l’ultimo tentativo lanciato a loro disposizione. Se Norris e Piastri chiudono alle spalle delle due Ferrari, Verstappen fa registrare il parziale record nel secondo settore, portando a soli cinque millesimi il proprio ritardo nei confronti di Leclerc.

Il campione olandese sembra essere nelle condizioni di poter sopravanzare il pilota monegasco della Ferrari e di poter ottenere momentaneamente la pole (in attesa dei tempi del duo Mercedes Antonelli-Russell), ma al momento di affrontare curva 9 entra forse troppo forte in curva, finendo per perdere il retrotreno della sua Red Bull RB22 e per impattare contro le barriere, fortunatamente senza farsi male. 
La Direzione Gara ha davanti a se tre possibilità, secondo quanto prevede il Regolamento: esporre la bandiera rossa e dichiarare così conclusa la sessione, esporre una doppia bandiera gialla nel tratto di pista soggetto all’incidente che obbliga i piloti a rallentare in maniera marcata (e a fermare la monoposto, qualora si rendesse necessario), oppure esporre una sola bandiera gialla, con i piloti chiamati a rallentare tassativamente nel punto in cui viene esposta.
Tenuto conto che la Red Bull è di fatto ferma contro le barriere, la logica vorrebbe che la Direzione Gara esponesse subito o una bandiera rossa o al limite una doppia bandiera gialla, ma a sorpresa viene esposta la singola bandiera gialla, con la doppia bandiera gialla che verrà poi esposta solo dopo il passaggio delle Mercedes di Antonelli e di Russell

Se Antonelli (prontamente avvisato dal suo ingegnere di pista Peter Bonnington)  finisce per abortire un giro che presumibilmente sarebbe stato da pole position, il compagno di squadra Russell decide invece di rallentare il minimo necessario per poi riprendere a spingere al momento di affrontare l’ultima curva, ed ottenere così la pole position del Gp d’Austria con il tempo di 1’06”113, precedendo rispettivamente di 236 e di 295 millesimi le Ferrari di Charles Leclerc e di Lewis Hamilton

Non mancano le polemiche nel paddock, con la stessa Ferrari che chiede alla Fia di aprire un’investigazione nei confronti di Russell (sospettando che il pilota inglese della Mercedes non abbia del tutto rispettato il regime di bandiera gialla), ma la Federazione (una volta analizzate le immagini nonché la telemetria della Mercedes W17 numero 63), decide di non aprire alcuna investigazione, confermando così la pole position di Russell, il quale nell'episodio in questione si comporta correttamenterallentando nel tratto oggetto dell’incidente di Verstappen il minimo necessario per dimostrare la sua buona fede, per poi (una volta visto il tabellone luminoso con la luce verde) tornare nuovamente a spingere, andando così ad ottenere la propria pole position, ma non mancano i dubbi e le perplessità sui motivi che possano aver spinto la Federazione a ritardare l'utilizzo della doppia bandiera gialla. Per fortuna tutto è filato liscio, ma qualora al momento di riprendere a spingere con la macchina Russell avesse perso (come Verstappen) il retrotreno della sua monoposto, finendo per andare ad impattare contro le barriere, ma anche contro la Red Bull di Verstappen (non troppo lontana), il rischio serio e concreto di un incidente ancora più grave sarebbe stato decisamente più elevato. Non solo. Sempre dall'onboard di Russell non possiamo non notare come in prossimità di curva 9 il tabellone luminoso che dovrebbe indicare la bandiera gialla emetta intervallata invece prima una luce gialla, e poi una luce verde, così come il tabellone in prossimità di curva 10 presenta una luce verde. 

Se alla fine Russell conquista una pole con furbizia ma anche di mestiere mantenendo la freddezza necessaria al momento giusto, non c’è dubbio che proprio questo successo nel finale di Q3 deve far riflettere molto seriamente la Federazione in merito a una tema così delicato come quello della sicurezza. 

Una pole, quella di Russell, che dimostra (tornando a parlare prettamente di questioni tecniche) una volta di più la superiorità della Mercedes su una pista di motore come quella del Red Bull Ring, dove la W17 si fa apprezzare sopratutto nel terzo settore, caratterizzato da due rettilinei ma anche da curvoni piuttosto veloci, dove la maggior potenza del motore (associata alla maggiore rapidità della ricarica della batteria) emerge chiaramente. 
Se nelle libere (così come nelle primi fasi di qualifica) è Antonelli a farsi preferire (con il giovane pilota bolognese che quasi sicuramente in condizioni di pista normale sarebbe riuscito a ottenere la pole position del Gp d’Austria, forte di un ottimale ingresso di curva 1 e curva 3), il grande merito di Russell è stato quello di continuare a crederci sempre dinanzi alle ottime performance di Antonelli, non esitando a stravolgere l’assetto non solo negli ultimi venti minuti della FP3, ma anche in prossimità delle qualifiche, con l’obiettivo di trovare una soluzione che gli permettesse di poter esprimere al meglio il proprio talento.

Se al termine delle qualifiche Russell ha ribadito ai microfoni di Mara Sangiorgio (Sky) che al momento del suo passaggio in curva 9 c’era una sola bandiera gialla che lo ha portato ad alzare non poco il piede dall’acceleratore e che poi al momento di affrontare curva 10 ha visto bandiera verde (così come nessuna macchina in barriera, in quanto era lontana), non mancando di sottolineare il suo dispiacere per aver dovuto alzare il piede in curva 9 perché altrimenti avrebbe chiuso il giro con almeno tre-quattro decimi di vantaggio sulle Ferrari, Antonelli ha dichiarato di aver commesso un errore, perché aveva pensato che in curva 9 fosse stata esposta la doppia bandiera gialla, e che per questo motivo aveva poi abortito il giro, andando così a commettere un errore di valutazione che alla fine gli è costata la prima fila. 
Guardando alla gara, il giovane pilota bolognese ammette che non sarà facile, partendo dalla P4 e dietro alle due Ferrari, però il passo è buono, e sopratutto assieme alla squadra aveva optato per un set-up più adatto in ottica Gp.  

Dopo le difficoltà patite nelle libere del venerdì, la Ferrari conquista una seconda e terza posizione in griglia con Charles Leclerc (sopra raffigurato in occasione della FP3 odierna) davanti a Lewis Hamilton. Fondamentale sotto questo punto di vista il prezioso lavoro effettuato nella nottata di venerdì da Antonio Giovinazzi al simulatore Ferrari a Maranello, che ha potuto così aiutare la squadra a poter ottimizzare al meglio l’assetto. Il tutto anche aumentando la potenza della propria power unit, dopo che nelle libere la scuderia di Maranello aveva girato piuttosto bassa di motore. 

Se al termine delle qualifiche Charles Leclerc ai microfoni di Mara Sangiorgio (Sky) non ha nascosto di essere rimasto sorpreso dinanzi alla decisione da parte della Direzione Gara di esporre solamente una bandiera gialla singola in occasione dell’incidente occorso alla Red Bull di Verstappen (sostenendo al contempo di non essere arrabbiato con Russell, in quanto lui ha rallentato quanto necessario), per quanto riguarda il feeling con la propria macchina il pilota monegasco si dichiara un po' più soddisfatto ma non ancora del tutto contento, affermando che anche in questa qualifica il feeling non era quello di una giornata in cui sapeva di poter andare forte. 

Differente invece l’approccio di Lewis Hamilton, il quale ha sottolineato l’ottimo lavoro della squadra in qualifica dopo le difficoltà patite nella giornata di venerdì (rammaricandosi per l’errore commesso nel corso del primo stint in Q3), mentre guardando alla gara se da una parte il campione inglese è consapevole che sotto il profilo velocistico Mercedes sia imbattibile, dall’altra, però, Lewis è convinto che con una buona strategia forse si potrebbe aprire un’opportunità. L’obiettivo da parte sua sarà quello di massimizzare i punti per la squadra e cercare di tenersi dietro almeno una Mercedes. 

Quinta posizione in griglia per la Red Bull di Max Verstappen, protagonista suo malgrado dell’incidente che ha caratterizzato il finale del Q3. Incidente che però non può far passare in secondo piano il deciso passo avanti evidenziato dalla RB22 in virtù degli aggiornamenti introdotti nella gara di casa (nuove pance più larghe, nuove bocche dei radiatori, nuovi badgeboard orizzontali con filosofia differente rispetto a quelli visti nelle precedenti gare, nuovo fondo, nuovi cerchioni, nuova FTM di concezione simile a quella Ferrari), che hanno portato la monoposto austriaca ad essere particolarmente performante nei primi due settori, salvo poi soffrire un po' di più nel terzo e ultimo settore. 

Intervistato dal sito ufficiale della Formula 1 il campione olandese non a caso ha dichiarato che nei primi due settori era andato abbastanza bene, mentre per quanto riguarda il terzo settore difficilmente avrebbe potuto emulare le prestazioni della Mercedes (molto forte in quel tratto di posta). In merito poi all’incidente, Verstappen non riesce a capire cosa sia successo, spiegando che sempre in quello stesso giro all’altezza di curva 6 aveva rischiato di perdere la macchina a causa di uno sbandamento (mentre nei giri precedenti aveva accusato un po' di sottosterzo), ma che nonostante ciò era riuscito a controllare il comportamento della sua RB22.  All’altezza di curva 9 Verstappen ha accusato un altro sbandamento, ma questa volta non era più controllabile.  
Guardando al Gp, l’obiettivo del campione olandese è quello di migliorare il proprio passo gara dopo le difficoltà patite a Monaco e a Barcellona, potendo contare sulle ottime indicazioni provenienti dalle libere del venerdì che avevano visto Verstappen e la Red Bull seconda forza nella simulazione del passo gara.

Se in altre gare Isack Hadjar era riuscito a restare vicino alle prestazioni di Max Verstappen, in Austria il pilota franco-algerino (qualificatosi in ottava posizione) fin dalle libere ha evidenziato una maggiore difficoltà ad emulare le prestazioni del compagno di squadra, evidenziando in particolare non poche difficoltà al momento di affrontare curva 1 e poi curva 3. 

Chi a sorpresa è apparsa maggiormente in difficoltà in qualifica è stata la McLaren, con il campione del mondo Lando Norris (sopra raffigurato) che si deve accontentare del sesto posto in griglia, subito davanti al compagno di squadra Oscar Piastri (settimo). Se nelle libere le monoposto del team di Woking avevano impressionato non poco sopratutto sul giro secco (mentre sul passo gara tendevano a degradare maggiormente le gomme), in qualifica (come già visto in altre occasioni) il team guidato da Andrea Stella di fatto non è riuscito ad ottimizzare un risultato (la seconda fila) che sembrava alla sua portata.  
Intervistato al termine delle qualifiche dal sito ufficiale della F1, Norris ammette che la squadra sperava di ottenere un risultato migliore in qualifica, sostenendo che alla base delle positive prestazioni nelle libere ci sia una volontà da parte delle altre squadre di risparmiarsi, con l’obiettivo di dare il massimo in qualifica, e che il sesto e il settimo posto odierno rappresenta realisticamente la loro posizione in griglia. Guardando alla gara Norris auspica che il caldo possa aiutare McLaren nel corso del Gp, aggiungendo che se da una parte è vero che la squadra è meno brava di un tempo nel controllare e gestire le temperature, dall’altra il team di Woking è vicino sotto il profilo delle prestazioni ai principali avversari,pronto a lottare e sfruttare ogni situazione che si dovesse presentare. 

Concorde con Norris è il compagno di squadra Oscar Piastri, secondo cui gli attuali sesto e settimo posto rappresentano le reali posizioni in griglia della McLaren. Piastri è inoltre convinto di poter lottare per il podio, in quanto ritiene che presumibilmente il passo dei piloti di testa sarà simile, motivo per il quale bisognerà a suo dire aspettare e vedere cosa succederà in gara. 

A completare la top ten troviamo la Racing Bulls, che ribadisce il trend positivo visto nelle ultime gare conquistando l’intera quinta fila, con Liam Lawson in nona posizione davanti al più giovane compagno di squadra Arvid Lindblad (decimo)

 

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