Dossier: Max Verstappen e la minaccia di addio alla Formula 1

Il campione olandese sarebbe seriamente intenzionato a lasciare la F1 qualora l’adozione della ripartizione di potenza (60% termico-40% elettrico) dovesse venir rinviata al 2028
Dossier: Max Verstappen e la minaccia di addio alla Formula 1
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Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 29 maggio 2026, 11:38

Austria 2023: Verstappen e le perplessità nei confronti del Regolamento 2026

Dopo che già nell’arco del weekend l’allora Team Principal Chris Horner aveva criticato la ripartizione di potenza della power unit 2026 chiedendo alla Federazione, alla Formula 1 e agli motoristi di poter ripensare alle normative da loro approvate, il 2 Luglio 2023 dopo essersi aggiudicato il Gp d’Austria è lo stesso Verstappen ad affrontare per la prima volta nel corso della consueta Press Conference effettuata al termine della gara, e che vede anche la partecipazione di Charles Leclerc (secondo classificato) e di Sergio Perez (terzo)
Rispondendo alla domanda del giornalista di Motorsport.com Ronald Vording che gli chiede un parere sul regolamento 2026 dopo le critiche espresse dall’allora Team Principal Red Bull Chris Horner, Max Verstappen rilascia le seguenti dichiarazioni. “Ne ho parlato anche con il team e ho già visto i dati al simulatore. A mio parere, la situazione è piuttosto grave. Voglio dire, se vai a tavoletta sul rettilineo di Monza, non so a che velocità, tipo a 400 o 500 km/h prima della fine del rettilineo, devi scalare marcia a tavoletta perché è più veloce. Penso che questa non sia la strada giusta. Certo, probabilmente è uno dei circuiti peggiori. Ma per me il problema è che sembra che si trasformerà in una competizione tra motori a combustione interna, dove chi avrà il motore più potente avrà un grande vantaggio. Ma non credo che questo debba essere l'obiettivo della Formula 1, perché in tal caso si scatenerebbe di nuovo una massiccia guerra di sviluppo, e diventerebbe molto costoso trovare, probabilmente, anche solo pochi cavalli in più. Credo che in realtà dovrebbe essere il contrario. Inoltre, le vetture avranno probabilmente molta meno resistenza aerodinamica. Quindi, sarà ancora più difficile sorpassare in rettilineo. E poi, sì, c'è l'aerodinamica attiva, che non si può controllare. Beh, sarà... non so... il sistema la controllerà per te. Il che, secondo me, renderà la guida molto scomoda, perché preferisco controllarla io stesso.

Certo, quando sei dietro a qualcuno, magari hai bisogno di più trazione all'anteriore o al posteriore. Cose del genere. Se il sistema inizia a controllarle per te, non credo che sia la strada giusta da seguire. Inoltre, il peso aumenterà di nuovo. Quindi sì, dobbiamo esaminare seriamente la questione perché, insomma, il 2026 non è poi così lontano. E al momento, a mio avviso, la situazione appare molto negativa, a giudicare da tutti i numeri e dai dati che già vedo. Quindi, non è qualcosa che mi entusiasma al momento”. 

Rileggendo oggi quelle dichiarazioni rilasciate da Verstappen il 2 Luglio 2023, non si può non rimanere colpiti dal fatto che il campione olandese avesse perfettamente anticipato cosa sarebbe successo due anni e mezzo dopo, con un Mondiale di Formula 1 in effetti trasformato in una competizione tra  motori dove chi ha il motore più potente ha decisamente un grosso vantaggio, così come appare ben chiaro come allo stesso Max la situazione già allora apparisse molto negativa, e sopratutto come questa nuova F1 non lo entusiasmasse già all’epoca. 

Concetti, questi, ripresi coerentemente nelle scorse settimane, quando già poco prima dell’inizio del Mondiale lo stesso Verstappen ribadì di non divertirsi al volante delle attuali monoposto, affermando poi ai microfoni di Viaplay al termine del Gp del Giappone (chiuso in ottava posizione alle spalle dell’Alpine dell’ex compagno di squadra Pierre Gasly) che nelle prossime settimane così come nei prossimi mesi avrebbe riflettuto piuttosto attentamente in merito al suo futuro nella massima serie motoristica, sostenendo che la vita continua e che non era costituita solo dalla F1, la quale sarebbe dovuta continuare ad essere divertente, se davvero voleva che lui rimanesse. 

Dichiarazioni piuttosto critiche, quelle del campione olandese, commentate intorno a metà aprile dal Presidente e Ceo della massima serie motoristica Stefano Domenicali, che, intervistato da Autosport, aveva dichiarato di aver avuto diverse conversazioni con Verstappen anche a porte chiuse e che erano state piuttosto costruttive, avendo Max presentato anche delle potenziali modifiche. Nel ribadire la volontà di continuare a lavorare insieme e nel considerare Verstappen il miglior pilota in griglia al punto da ascoltare piuttosto attentamente la sua voce, Domenicali aveva però fatto ben presente come le parole espresse dal campione olandese potessero comunque avere un peso, invitando un po' tutti i piloti (così come indirettamente anche lo stesso Verstappen) a rispettare quanto finora costruito insieme, e sottolineando come da parte sua era disponibile ad ascoltare ed essere aperto a commenti e proposte da parte dei piloti, ma senza cedere al gioco delle parti. 

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