F1 Canada: la pole in extremis di Russell e le difficoltà di Leclerc

Dopo essersi aggiudicato la Sprint, il pilota inglese della Mercedes fa sua anche la pole del Gp del Canada, precedendo Antonelli e Norris. Ferrari: Hamilton quinto, Leclerc ottavo
F1 Canada: la pole in extremis di Russell e le difficoltà di Leclerc
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Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 24 maggio 2026, 13:59

Una pole ottenuta all’ultimo respiro, e proprio per questo ancora più emozionante. Dopo aver ottenuto il miglior tempo nella Sprint Qualifying e aver fatto sua la gara Sprint, George Russell al volante della Mercedes W17 conquista anche la pole position del Gp del Canada (quinta prova del Mondiale 2026 di Formula 1) con il tempo di 1’12”578, precedendo come nella Sprint Qualifying di soli 68 millesimi il compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli (secondo con il tempo di 1’12”646) al termine di una sessione che ha visto il pilota inglese fare la differenza nell’ultimo tentativo lanciato a disposizione, dopo aver sofferto (e non poco) nell’arco dell’intera sessione di qualifica). 

Con un cielo maggiormente nuvoloso rispetto alla Sprint Qualifying svoltasi ventiquattr’ore prima (e con la temperatura della pista più bassa di almeno una decina di gradi) Russell sembra quasi non riuscire a trovarsi con la propria monoposto, al punto da lamentarsi via radio in Q1 per l’instabilità della sua W17 sui cordoli, a cui poi segue nel primo run in Q3 un bloccaggio in frenata che lo costringe ad abortire quel primo tentativo lanciato e a tornare ai box. 
Una volta montato un nuovo set di gomme soft, Russell torna prontamente in pista, e dopo un doppio giro di riscaldamento, ottiene il terzo tempo provvisorio, staccato di 264 millesimi dal miglior tempo fatto registrare in precedenza dal campione del mondo Lando Norris. Una mossa, questa, che se da una parte consente al pilota inglese della Mercedes di ottenere comunque una prestazione in grado di ripararlo da una qualsiasi eventuale esposizione di una bandiera, dall’altra lo mette nelle condizioni di poter effettuare un ultimo tentativo con le gomme nel frattempo entrate nella giusta finestra di temperatura. Ed è quello che avviene. Se Antonelli nel frattempo riesce a sopravanzare Norris di 83 millesimi, Russell nel suo ultimo tentativo lanciato (e approfittando dell’ulteriore evoluzione della pista) riesce a far registrare nel secondo settore il parziale record (22.902), andando a chiudere il giro con il tempo di 1’12”578, che gli vale la nona pole position in Formula 1, la terza consecutiva in Canada dopo quelle già conquistate nel 2024 e nel 2025. 

Il secondo posto di Andrea Kimi Antonelli su una pista da sempre favorevole al compagno di squadra Russell regala l’intera prima fila alla squadra guidata da Toto Wolff, nonostante le difficoltà accusate nel trovare la corretta finestra di esercizio delle gomme. Anche nell’ultimo run del Q3 il giovane pilota bolognese non riesce a trovare un giro perfetto a causa di un problema alla scalata delle marce in curva 6 che lo aveva portato a rallentare un po' la macchina (come possiamo anche notare dalla comparazione dei giri dei due piloti Mercedes tramite la ghost car), ma la seconda posizione in griglia di partenza gli permetterà di sfidare il proprio compagno di squadra in una lotta per la vittoria che vede la Mercedes assoluta favorita in pista. McLaren permettendo. 

Ai microfoni di Mara Sangiorgio (Sky) è lo stesso Antonelli a spiegare come la qualifica sia stata complicata, in quanto dopo esser partito bene in Q1 nella fase successiva aveva fatto fatica con le gomme, e anche in Q3 aveva fatto fatica con il primo run. Kimi non nasconde il proprio dispiacere, aggiungendo che Russell aveva fatto un programma di lavoro differente che alla fine ha funzionato, mentre per quanto riguarda il suo ultimo tentativo il giovane pilota bolognese ammette non sia stato granchè, in quanto se il primo settore era andato bene, nel secondo in curva 6 ha avuto un problema con la scalata che lo ha portato a rallentare troppo la macchina e a perdere il ritmo. 

Così come nella Sprint Qualifying, anche la qualifica del Gp del Canada ha visto la McLaren conquistare l’intera seconda fila alle spalle della Mercedes, con il sopra rafffigurato campione del mondo Lando Norris (terzo con il tempo di 1’12”729) davanti per 52 millesimi al compagno di squadra Oscar Piastri (quarto con il tempo di 1’12”781). Il team di Woking grazie agli aggiornamenti introdotti tra Miami e Canada non solo si è avvicinata alle prestazioni Mercedes, ma anche rispetto alla Sprint Qualifying andata in scena ventiquattr’ore prima ha potuto ulteriormente perfezionare il proprio assetto sfruttando le indicazioni provenienti dalla Sprint, candidandosi al ruolo di terzo incomodo (sia con Norris che Piastri) alle spalle del team tedesco. Andando poi ad analizzare con attenzione il giro di entrambi i piloti papaya, emerge come la MCL40 si riveli essere performante in trazione, mentre sui tratti rettilinei (e in particolare in quello compreso tra curva 11 e curva 13) sembra pagare qualcosina (a parità di power unit) nei confronti di Mercedes. 
Guardando alla gara, l’auspicio in casa McLaren è che in caso (molto probabile) di pioggia sia Norris che Piastri possano in qualche modo provare a lottare per la vittoria con il duo Mercedes Russell-Antonelli. 

©@ScuderiaFerrari

In quinta e ottava posizione troviamo le due Ferrari di Lewis Hamilton (sopra raffigurato) e di Charles Leclerc, con la Rossa apparsa terza forza solo ed esclusivamente grazie all’eptacampione del mondo inglese, che non a caso proprio a Montreal detiene in codominio con Michael Schumacher il record relativo al maggior numero di pole position (6) e di vittorie (7) del Gp del Canada. Così come avvenuto nella Sprint Qualifying Hamilton potrebbe tranquillamente ambire alla terza posizione della griglia, potendo contare su una Rossa apparsa particolarmente performante nel primo settore più guidato dove a livello prestazionale è simile se non migliore rispetto a Mercedes e McLaren, e che paga rispettivamente pochi millesimi nel secondo settore e all’incirca due decimi nel terzo settore, principalmente di motore e caratterizzato dal lungo rettilineo che si snoda tra curva 11 e curva 13. Purtroppo, però, sul finale del Q3 un errore commesso costringe il campione inglese ad abortire l’ultimo tentativo lanciato a disposizione, condannando Hamilton a una quinta posizione in griglia che se da una parte indubbiamente non può essere visto con grande entusiasmo dalla Ferrari, dall’altra però (alla luce dei soli 290 millesimi di distacco accumulati da Russell su una pista di motore) può rappresentare indubbiamente un segnale positivo per la Rossa, visto e considerato che in questa gara era atteso un distacco di sei-sette decimi dalla Mercedes in condizioni di giro secco per via delle note difficoltà motoristiche legate a un’erogazione insufficiente dell’unità endotermica. Un distacco di 290 millesimi dal poleman Russell (al netto delle difficoltà motoristiche accusate sopratutto nel terzo settore) dimostra non solo l’efficacia degli aggiornamenti introdotti a Miami, ma anche una volta di più la bontà di telaio e aerodinamica della SF-26, che non a caso ben emergono nel primo settore. 

Intervistato al termine delle qualifiche da Mara Sangiorgio (Sky), Hamilton ha raccontato di essere andato così così in Q1 per via delle gomme usate, poi in Q2 e in Q3 una volta messe le gomme nuove all’inizio era partito bene e sapeva di poter anche migliorare leggermente, ma alla fine non è riuscito, essendo partito male nell’ultimo giro. 
In ottica gara, però, Lewis è piuttosto ottimista: pur non sapendo cosa aspettarsi e consapevole che in caso di pioggia sarà necessario ottimizzare alcune cose, secondo l’eptacampione del mondo inglese la macchina è messa piuttosto bene, e auspica che la pioggia possa livellare il campo di gioco per tutti, permettendogli di andare un po' meglio.
Un Hamilton (quello visto a Montreal) apparso piuttosto disteso, rilassato, quasi come se la scelta di non affidarsi al simulatore e di preparare la gara basandosi sulle indicazioni provenienti dalla pista gli avesse consentito di ottimizzare ulteriormente il proprio feeling con la SF-26. 

Da registrare che al termine delle qualifiche il campione inglese era stato convocato dalla Direzione Gara in merito a un presunto impeding ai danni dell’Alpine di Pierre Gasly mentre entrambi erano impegnati nel corso del Q1. Alla fine, però, gli stewards hanno deciso di non comminare alcuna sanzione nei confronti di Hamilton, in quanto non solo sia il campione inglese che la stessa Ferrari avevano avuto l’impressione che Gasly non fosse impegnato in un giro lanciato, ma anche il pilota francese e la stessa Alpine hanno dichiarato di non ritenere quello di Hamilton un “unnecessary impeding”. 

Se Hamilton al termine delle qualifiche del Gp del Canada ottiene un quinto posto in griglia di partenza, peggio ancora è andata al compagno di squadra Charles Leclerc (ottavo in griglia), mai a suo agio nell’arco dell’intero weekend al volante della SF-26 (come dimostrano i team radio piuttosto nervosi all’indirizzo della squadra, arrivando addirittura a prevedere al termine del Q2 parlando con il suo ingegnere di pista Bryan Bozzi che in Q3 o si sarebbe qualificato in ottava posizione o sarebbe andato a muro, non riuscendo in alcun modo a trovare ritmo, e raccomandandosi alla squadra di venir messo in condizioni di avere aria pulita e non nel traffico), su una pista su cui il pilota monegasco non sembra trovarsi bene. 
Una sensazione, questa, emersa in maniera piuttosto chiara al termine delle qualifiche, con Leclerc che ai microfoni di Mara Sangiorgio (Sky) ha definito il suo weekend orribile (sperando che in gara possa in qualche modo migliorare), per via del feeling pressochè nullo con la macchina. Se i problemi accusati nella Sprint Qualifying in frenata sono stati risolti grazie al cambio di assetto prima della qualifica, purtroppo nella qualifica odierna a partire dal Q1 Leclerc ha trovato non poche difficoltà nel fare degli outlap puliti e nel trovare la giusta finestra di esercizio per quanto riguarda le gomme. In Q3 Charles è riuscito a mettere la gomma in una finestra di esercizio migliore, riuscendo nell’ultimo run a trovare un giro quanto meno accettabile, ma chiaramente non era l’ottava posizione l’obiettivo a cui il pilota monegasco ambiva per questo weekend. 
Guardando alla gara, Leclerc (a differenza di Hamilton) non vede la pioggia come una possibile alleata, ma addirittura come una situazione peggiorativa. Detto questo Charles auspica di poter comunque sfruttare l’opportunità garantita dalla pista bagnata, anche se non nasconde che fino a questo momento il suo problema maggiore è determinato dal riuscire a trovare la giusta temperatura sulle gomme.

A sandwich tra le due Ferrari troviamo in sesta e settima posizione le due Red Bull di Max Verstappen e di Isack Hadjar, con il campione olandese che (al pari di Leclerc) ha fatto fatica a trovare la giusta temperatura sulle gomme, al punto da riferire via radio al suo ingegnere di pista Giampiero Lambiase di avere quasi la sensazione di guidare sul ghiaccio. Al termine delle qualifiche è stato lo stesso Verstappen a raccontare ai media olandesi di non riuscire a capire cosa sia successo alla macchina, in quanto in rettilineo perdeva piuttosto tempo, mentre invece in curva tendeva a recuperarne parecchio. 
In un weekend al momento piuttosto opaco da parte del team austriaco merita di essere registrato il settimo posto di Isack Hadjar: dopo anni che hanno visto Verstappen andare molto più veloce dei rispettivi compagni di squadra, il pilota franco-algerino è riuscito anche a Montreal ad essere piuttosto vicino al campione olandese, al punto da chiudere le qualifiche staccato di soli 28 millesimi dal proprio caposquadra. 

A chiudere la top ten, troviamo infine in nona posizione la Racing Bulls di Arvid Lindblad, con il 18enne pilota inglese di origini svedesi e indiane che (a differenza del compagno di squadra Liam Lawson, eliminato in Q2 con il dodicesimo tempo) è riuscito a sfruttare al meglio le novità introdotte sulla propria monoposto, e in decima posizione l’Alpine di Franco Colapinto, con il pilota argentino che (dopo essersi ben comportato nella precedente gara di campionato a Miami) anche a Montreal sembra essere sempre più a suo agio al volante della monoposto francese, in una qualifica che ha visto il compagno di squadra Pierre Gasly eliminato in Q2 con il quattordicesimo tempo. 

Dando infine, uno sguardo al Gp, alla luce delle previsioni meteo che indicano una probabilità di pioggia maggiore del 40%, la Direzione Gara ha disposto il Rain Hazard, che permetterà così alle squadre (come previsto dal Regolamento) di adattare l’assetto alle condizioni di bagnato una volta rimossi i sigilli,  alzando in primis le monoposto da terra in modo tale da limitare l’aquaplaning, e ad ammorbidire così anche l’assetto sospensivo della macchina. 

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