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Zak Brown e la battaglia contro le multiproprietà in Formula 1

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 20 maggio 2026, 15:17
Una vera e propria crociata contro le multiproprietà, ma anche contro una collaborazione troppo stretta tra due squadre all’interno dello stesso campionato (nel caso specifico la Formula 1). È su questo presupposto che si basa la lettera inviata nei giorni scorsi da Zak Brown al Presidente Fia Mohammed Ben Sulayem, dopo che già lo scorso 23 aprile il Ceo McLaren nel corso di un incontro con la stampa internazionale era tornato a sollevare il problema, alla luce di alcuni rumors che da settimane stanno girando nel paddock della massima serie motoristica e che vorrebbero Mercedes interessata all’acquisizione del 24% delle quote del team Alpine acquistate nel 2023 da Otro Capital, e che il fondo di investimento americano ha messo in vendita lo scorso novembre. Il tutto in un contesto che vede già all’interno della Formula 1 la multinazionale austriaca Red Bull detenere il possesso sia del proprio team ufficiale (nato nel 2005 sulle ceneri della Jaguar, acquisita nel settembre 2004), che del team satellite Racing Bulls (denominato dal 2006 al 2019 Toro Rosso, e poi dal 2020 al 2023 AlphaTauri), nato nel 2006 sulle ceneri della Minardi (acquisita nel settembre 2005 dalla Red Bull) con l’obiettivo di dare modo ai giovani talenti provenienti dal vivaio Red Bull di poter approdare in Formula 1, in modo tale da venir al contempo testati, in vista di una possibile promozione nel team ufficiale.

Se già nel 2006 veniva visto di cattivo occhio il fatto che due squadre potessero disporre dello stesso materiale tecnico, degli stessi dati e potessero contare sulle stesse risorse tecniche per paura che in qualche modo potessero andare a generare un vero e proprio conflitto d’interessi per via dei possibili favori che il team satellite avrebbe dovuto garantire al team ufficiale (ad esempio un sorpasso più semplice in pista, o anche un doppiaggio non troppo complicato), man mano che la Red Bull è andata ad accrescere la propria competitività arrivando a lottare per il titolo mondiale o a vincerlo, la tematica relativa alle multiproprietà è sempre tornata puntualmente fuori, come ad esempio nel 2024, quando all’interno della lotta iridata tra McLaren e Red Bull (con il team austriaco che al termine della stagione si sarebbe aggiudicato il quarto titolo piloti consecutivo con Max Verstappen) Daniel Ricciardo al termine della sua ultima gara in Formula 1 al volante della Racing Bulls riuscì nel corso dell’ultimo giro del Gp di Singapore a togliere il punto aggiuntivo del giro più veloce alla McLaren di Lando Norris, vincitore della suddetta gara davanti alla Red Bull di Verstappen e alla McLaren del compagno di squadra Piastri.
Se lo scorso anno sotto questo aspetto non si sono registrate particolari critiche o contestazioni, la questione relativa alle multiproprietà è tornata a farsi sentire lo scorso 23 aprile, quando durante un incontro con la stampa internazionale il Ceo McLaren Zak Brown è tornato a criticare la possibilità da parte di un team di possedere due squadre in Formula 1, affermando che a suo parere bisognerebbe abbandonare il prima possibile la multiproprietà nella massima serie motoristica, in quanto non solo è una pratica che non è consentita in quasi tutte (se non tutte) le principali discipline sportive, ma anche perché a suo giudizio rischia di compromettere in maniera significativa l’integrità dell’equità sportiva. Brown in quel frangente ha poi aggiunto che l’argomento era stato molto dibattuto nell’ultimo Patto della Concordia, e che proprio in merito alla tematica delle multiproprietà lo stesso Ceo McLaren aveva scritto sia alla Federazione che a Liberty Media, aggiungendo di vedere sotto questo aspetto una maggiore consapevolezza e un maggior controllo da parte della FIA stessa, così come ha dichiarato di aver molto apprezzato il fatto che Red Bull e Racing Bulls rispetto al passato non sembrino più la stessa macchina, aggiungendo di aver affrontato la questione anche con il Team Principal Laurent Mekies, il quale è stato molto disponibile nei suoi confronti, invitandolo a contattarlo ogni qualvolta si accorgesse di qualcosa che non gli piace.
Un argomento, quello delle multiproprietà, ripreso anche in un’ulteriore lettera di ben sei pagine che lo stesso Brown ha inviato nei giorni scorsi al Presidente Fia Mohammed Ben Sulayem, in cui (secondo quanto riportato dalla testata britannica The Race) il Ceo McLaren (senza citare l’interessamento Mercedes verso le quote Alpine) afferma come l’attuale salute finanziaria della Formula 1 renda ingiusto nei confronti delle squadre indipendenti il fatto che ci possano essere delle squadre che possiedono più team, in quanto “c'è una reale preoccupazione che lo sport rischi di fare un passo indietro in termini di integrità e correttezza, in un momento in cui il quadro normativo è stato concepito – con un significativo sforzo collettivo – per andare nella direzione opposta”, ponendo come esempi di danneggiamento dell’integrità sportiva il giro più veloce ad opera di Daniel Ricciardo (all’epoca dei fatti all’ultimo Gp al volante della Racing Bulls) al termine del Gp di Singapore 2024 vinto da Lando Norris che aiutò non poco Max Verstappen e la Red Bull a restare in gioco nella lotta per il titolo piloti (andato poi al campione olandese), così come nel recente Gp di Miami il sorpasso “facilitato” di Max Verstappen ai danni della Racing Bulls di Liam Lawson, di fatto costretto a farsi da parte.
Altri esempi di danneggiamento dell’integrità sportiva citati da Zak Brown nella lettera inviata al Presidente Fia Mohammed Ben Sulayem riguardano il fatto che (a differenza di chi lavora singolarmente) la condivisione di software così come della galleria del vento possono rappresentare un vantaggio se più squadre li utilizzano contemporaneamente (impossibile non vedere un riferimento non solo alla situazione in casa Red Bull, ma anche alla partnership piuttosto stretta tra Ferrari e Haas), ma anche ad esempio il fatto che la McLaren abbia dovuto aspettare nove mesi e pagare un indennizzo per il passaggio di Rob Marshall dalla Red Bull nel 2024, mentre Laurent Mekies è riuscito a passare da Team Principal della Racing Bulls alla Red Bull in pochi giorni. Cosa simile occorsa anche in occasione del passaggio di Andrea Landi da Racing Bulls a Red Bull, con il tecnico italiano ex Ferrari che dal prossimo 1°luglio diventerà Head Of Performance del team austriaco.
Secondo quanto riportato da The Race, Brown avrebbe quindi scritto nella lettera inviata al Presidente Fia Ben Sulayem “dobbiamo eliminare qualsiasi ulteriore alleanza, che si tratti di proprietà, partecipazione strategica o qualsiasi altra forma equivalente di controllo o influenza, dobbiamo lavorare insieme rapidamente per avviare il processo di smantellamento di quelli già esistenti, al fine di garantire che l'integrità futura dello sport non venga compromessa”, concludendo poi di accogliere con favore l’opportunità di discutere della questione direttamente con il Presidente Fia, e che la McLaren dal canto suo è pronta a fornire delle raccomandazioni su alcune potenziali modifiche da inserire nel regolamento.

In occasione dell’ultima gara di campionato a Miami lo stesso Presidente Fia Ben Sulayem intervistato dalla Reuters non aveva nascosto come a suo parere il fatto che un team possieda due squadre militanti entrambe in Formula 1 non rappresenti la strada corretta, ma che, trattandosi di un ambito piuttosto complesso, stava esaminando piuttosto attentamente la questione.
“Abbiamo incaricato i nostri collaboratori di valutare se sia possibile, se sia consentito e se sia la cosa giusta. Esiste un aspetto sportivo fondamentale. Se perdiamo lo spirito sportivo, credo che non ci sarà più alcun supporto [da parte dei tifosi di F1]. Quindi, personalmente, non sono d'accordo al 100%.”
Un argomento, quello delle multiproprietà, destinato a far parlare ancora di se, e che siamo certi infiammerà una volta di più la battaglia politica tra i principali team di Formula 1. Chi riuscirà a prevalere o meno, sarà solo il tempo a dirlo.
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